Roberto Ferrari: quando la meraviglia diventa un linguaggio aziendale

Daniela Devecchi

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Roberto Ferrari: quando la meraviglia diventa un linguaggio aziendale

In certe convention succede una cosa precisa: luci bianche, slide fitte di dati, platea un po’ stanca. Poi, all’improvviso, qualcosa rompe il ritmo: un numero di prestigio, una storia raccontata con la musica, un esperimento di percezione che coinvolge tutti. Non è un semplice “intermezzo”: è il momento in cui il messaggio entra davvero in testa.
È esattamente qui che si muovono Stileventi e Stileformazione, i progetti guidato da Roberto Ferrari, formatore, speaker e direttore artistico che da anni unisce arte del prestigio, musica e neuroscienze per parlare alle aziende in modo diverso dal solito.

Un formatore che arriva dal palco

Dietro il nome Stileventi c’è prima di tutto una biografia particolare. Roberto Ferrari nasce come uomo di palco: illusionismo, musica, conduzione. Con il tempo questi mondi iniziano a intrecciarsi con un’altra passione, quella per le neuroscienze e per i meccanismi della percezione e dell’attenzione.

Da questo incrocio nasce l’idea di trasformare il linguaggio dello spettacolo in uno strumento di lavoro per le imprese. Non più “magia” come semplice intrattenimento, ma come metafora concreta per parlare di:

  • attenzione e distrazione
  • fiducia e aspettative
  • collaborazione e focus sul risultato

Il risultato è un profilo difficile da incasellare: formatore, moderatore, performer e direttore artistico allo stesso tempo. Una figura che progetta i contenuti formativi, ma cura anche la regia, i tempi, il ritmo, l’esperienza complessiva delle persone in sala.

Formazione per allenarsi a “vedere oltre”

La parte più strutturata del lavoro di Roberto è la formazione aziendale. L’obiettivo dichiarato è “allenarsi a vedere oltre”, cioè uscire dalla comfort zone di abitudini consolidate e automatismi mentali.

Le traiettorie principali toccano:

  • soft skill e mindset: comunicazione, creatività, gestione del cambiamento, pensiero laterale
  • team building e collaborazione: fiducia reciproca, ascolto, lavoro di squadra
  • temi più specifici come sicurezza, parità di genere, ESG e responsabilità sociale

La particolarità sta nel modo in cui questi argomenti vengono trattati. Invece della classica aula con slides e casi di studio, entrano in scena:

  • numeri di prestigio costruiti ad hoc per rappresentare concetti chiave
  • brani musicali che accompagnano passaggi formativi o momenti di riflessione
  • esperimenti di percezione collegati alle neuroscienze, per far toccare con mano i bias cognitivi

Il confine tra “lezione” e “spettacolo” si fa sottile. Si resta nell’ambito della formazione, ma con una regia che cerca di tenere alta l’attenzione e legare ogni contenuto a un’emozione precisa.

E’ per questo che Roberto, assieme al collega Giorgio Fabbri (Direttore d’orchestra, musicista, formatore), si è aggiudicato il primo posto al “PEF – Premio Eccellenza Formazione 2025”, award promosso da AIF (Associazione Italiana Formatori).

Eventi aziendali: dalla regia alla conduzione

Accanto alla formazione, Roberto lavora anche sulla progettazione e realizzazione di eventi aziendali in senso stretto. Qui il lavoro si muove su più piani.

Speaker e moderazione

Roberto Ferrari veste spesso i panni di speaker e moderatore: conduce convention, lanci prodotto, incontri con la rete vendita, talk interni. Il suo stile unisce:

  • linguaggio accessibile e ritmo sostenuto
  • capacità di tradurre contenuti tecnici in narrazione comprensibile
  • momenti di interazione e piccole performance che spezzano la distanza tra palco e platea

L’idea è trasformare un evento “parlato” in una storia che si segue dall’inizio alla fine, con una coerenza narrativa, non come una somma di interventi scollegati.

Direzione tecnica, artistica e regia

Un altro tassello è la direzione tecnica e artistica: scenografie, tempi, luci, suoni, ingressi, contributi video. In molte occasioni Roberto agisce come un vero e proprio regista dell’evento:

  • costruisce il filo conduttore
  • coordina fornitori tecnici
  • armonizza gli interventi dei relatori
  • gestisce imprevisti e cambi di programma

Per l’azienda questo significa avere un unico referente che comprende sia la parte di contenuto, sia quella tecnica e di spettacolo.

Live, studio, ibrido

Negli ultimi anni si sono aggiunti format che mescolano presenza e distanza: trasmissioni realizzate in studio con taglio televisivo, collegamenti da remoto, regie miste con pubblico in sala e spettatori connessi. In questo contesto entrano in gioco:

  • riprese video e montaggi
  • format strutturati come programmi con rubriche e ospiti
  • contenuti pensati per essere fruiti anche dopo l’evento, come pillole o brevi interviste

Dal palco allo schermo: programmi, video, podcast

Il lavoro di Roberto non si esaurisce nella giornata dell’evento. Una fetta consistente dell’attività riguarda contenuti audiovisivi e format che vivono oltre il momento dal vivo.

Programmi e format narrativi

Aziende e imprenditori vengono raccontati su canali tv nazionali come Sky, Cielo e piattaforme quali Samsung tv+, Hisense, Tcl attraverso:

  • format con interviste e “ritratti di successo”
  • rubriche che valorizzano storia, valori, persone
  • puntate dedicate a settori o progetti chiave

La logica resta la stessa: utilizzare strumenti narrativi vicini al mondo dello spettacolo per parlare di business, competenze, innovazione.

Podcast e radio in azienda

Un’altra strada è quella di podcast e spazi radiofonici legati agli eventi. La voce diventa il canale per consolidare quanto emerso in convention, workshop e incontri: conversazioni con manager, approfondimenti su temi trattati in aula, riflessioni sulle sfide del settore.

In tutti questi casi emerge la stessa idea: la comunicazione aziendale non è solo informazione, ma costruzione di esperienza.

Emozione, sorpresa, relax: tre parole chiave

Se si volesse riassumere l’approccio di Roberto in tre parole, sarebbero probabilmente queste: emozione, sorpresa, relax.

Emozione
Le neuroscienze lo ripetono da anni: ciò che è legato a un’emozione ha molte più probabilità di essere ricordato. Il lavoro sui format formativi e sugli eventi parte da qui: provocare stupore, curiosità, identificazione, affinché il messaggio non resti astratto ma venga ancorato a un vissuto personale.

Sorpresa
Che si tratti di un numero di prestigio, di un cambio improvviso di ritmo o di un esercizio inatteso, la sorpresa viene usata come leva per rompere le aspettative. L’obiettivo non è stupire fine a sé stesso, ma aprire una finestra di attenzione in cui inserire un contenuto importante.

Relax
Sembra un paradosso, ma per lavorare su temi complessi – cambiamento, sicurezza, performance – serve anche rilassare le difese. Un clima più leggero, in cui si ride, ci si mette in gioco, si osservano i propri automatismi attraverso la lente del gioco, rende più facile affrontare argomenti che, in altri contesti, rischiano di essere vissuti come imposizioni.

Un laboratorio permanente tra palco e impresa

Nel complesso, i progetti Stileventi e Stileformazione assomigliano più a un laboratorio permanente che a una semplice agenzia di eventi o a una società di formazione tradizionale.

Da una parte c’è la struttura: progettazione, regia, servizi tecnici, format consolidati. Dall’altra c’è una ricerca continua su come arte del prestigio, musica e neuroscienze possano diventare strumenti concreti per:

  • far circolare messaggi chiave dentro le organizzazioni
  • rafforzare identità e cultura aziendale
  • rendere più vividi e memorabili numeri, strategie, valori

La scena è spesso quella di una sala conferenze, di un teatro aziendale, di uno studio allestito per l’occasione. Ma il terreno su cui si lavora è sempre lo stesso: la mente e le emozioni delle persone che, ogni giorno, quell’azienda la fanno vivere.

E l’idea di fondo è semplice quanto radicale: se un messaggio ti emoziona, resterà con te a lungo.