De Lab Fermentazioni, la birra artigianale che parla “americano” nel cuore delle Langhe

Daniela Devecchi

De Lab Fermentazioni, la birra artigianale che parla “americano” nel cuore delle Langhe

Nel paesaggio ordinato delle colline di Diano d’Alba, fra filari e cascine, spunta un linguaggio diverso: quello delle lattine colorate, delle sperimentazioni sugli stili e di una cucina dichiaratamente americana. Qui ha casa De Lab Fermentazioni, microbirrificio artigianale che affianca alla produzione di birra un brewpub serale, diventato punto di ritrovo per chi vuole uscire dal copione classico del territorio.

Un microbirrificio in terra di vino

La definizione che campeggia in apertura è chiara: “microbrewery artigianale a Diano d’Alba”. Il contesto è quello delle Langhe, con tutto il peso culturale ed enogastronomico che si porta dietro. In mezzo a un territorio dominato dal vino, De Lab sceglie la strada della birra in lattina, formato pratico e ormai pienamente sdoganato anche nel mondo craft.

L’impostazione è essenziale: pochi fronzoli, una comunicazione diretta, un motto che suona quasi come un invito conviviale – “Drink fast, one more” – e una gamma di etichette che spazia dagli stili più tradizionali alle interpretazioni decisamente fuori schema.

Una carta birre ampia, con un’attenzione forte al senza glutine

Il cuore del progetto è una linea di birre piuttosto articolata, organizzata in diverse famiglie. Scorrendo l’offerta emerge subito un aspetto distintivo: la presenza importante di birre “Gluten Free”, dichiarate come senza glutine ma con l’ambizione di non perdere nulla in termini di carattere e aromaticità.

Fra le etichette che ritornano più spesso compaiono:

  • BAPHOMATOR – una Doppelbock dal tenore alcolico importante (7,2%), descritta come rossa, strutturata, con finale amaro pensato per “ripulire” il palato e un profilo che gioca su note di caramello e leggeri accenni tostati.
  • C’HAI NA IPA – una IPA gluten free, pensata per chi vuole il ventaglio agrumato e resinoso delle luppolature moderne senza rinunciare al senza glutine.
  • BITTERONE GLUTEN FREE – lettura in chiave artigianale e “robusta” del mondo bitter inglese, anch’essa nella famiglia delle gluten free.
  • GOLDEN ALE, IBIS, DE BLONDE, DE BOMB, DE DROP, TRIPEL, STOUT – una galleria di stili che spazia dal mondo più beverino delle golden fino ai riferimenti belgi, alla tripel ad alta gradazione, passando per scure e stout.

Le birre vengono proposte in genere in confezioni da 4 lattine da 33 cl, soluzione che le rende adatte sia al consumo da casa sia alle serate al brewpub.

Accanto alle singole etichette, c’è anche un “Mix Gluten Free, selezione di 12 lattine pensata per esplorare l’universo senza glutine del birrificio in un’unica volta. Una scelta che conferma quanto la questione delle intolleranze non sia un dettaglio, ma un asse portante dell’identità di De Lab.

Le collaborazioni e la vena “pastry”: la Panettone Milkshake Pastry IPA

Dentro una gamma che copre buona parte del repertorio brassicolo, spunta una birra che racconta bene la voglia di gioco del birrificio: la PANETTONE MILKSHAKE PASTRY IPA.

Qui il nome è già una dichiarazione d’intenti. Si tratta di una Double IPA da 8% vol., senza glutine, costruita su:

  • uso di panettoni artigianali in ricetta,
  • lievito New England, tipico delle NEIPA, che tende a dare succosità e opalescenza,
  • una collaborazione con “Dissapore”, che porta dentro il progetto un mondo legato al racconto gastronomico.

Il risultato, nelle intenzioni, è una birra che unisce la struttura di una double IPA all’immaginario dolce e natalizio del panettone, con un profilo “pastry” che avvicina la birra a un dessert liquido, pur mantenendo una base luppolata.

Tra birra e BarbaQ: l’anima da brewpub

De Lab Fermentazioni non è solo produzione. L’indirizzo di Via Alba Cortemilia 20, a Diano d’Alba, indica anche la presenza di un locale aperto la sera, con orari che si concentrano sulla fascia 19–24 nei giorni feriali e una chiusura più tarda nel fine settimana.

A dare ulteriore personalità al luogo è l’abbinamento con la cucina dei BarbaQ, dichiaratamente ispirata al mondo del barbecue e della cucina americana. L’idea è quella di unire:

  • birre artigianali – dalle lager più immediate alle IPA, fino alle scure e alle speciali stagionali,
  • con piatti che hanno come riferimento il comfort food d’oltreoceano: carni affumicate, salse, panini importanti, porzioni pensate per condividere.

Ne viene fuori un’immagine di brewpub in stile internazionale, trapiantato in un contesto collinare piemontese che, almeno sulla carta, resta invece legato a osterie, trattorie e grandi bottiglie di vino.

Estetica, formato e linguaggio

Un’altra cifra stilistica di De Lab è l’uso deciso del formato lattina e di un linguaggio visivo contemporaneo: nomi in inglese o in slang, titoli in maiuscolo, cromie nette. La lattina diventa supporto ideale per un racconto rapido, fatto di:

  • titoli immediati – “Drink fast, one more”,
  • richiami all’immaginario pop e alla cultura craft internazionale,
  • una comunicazione che punta più sulla complicità con chi già ama la birra artigianale che su toni didascalici.

Anche nelle descrizioni delle birre si percepisce un approccio diretto, quasi parlato: si insiste sulle sensazioni (“bocca ripulita”, corposità, descrittori aromatici) più che su schede tecniche troppo scolastiche.

Un laboratorio di fermentazioni in movimento

Nel complesso, De Lab Fermentazioni si presenta come un laboratorio di birra artigianale che lavora su alcuni assi chiari:

  • territorio: radicamento nelle Langhe, ma con uno sguardo decisamente internazionale nei riferimenti stilistici;
  • inclusività: una gamma ampia di birre gluten free, pensata per allargare il pubblico senza relegare il senza glutine a opzione marginale;
  • sperimentazione controllata: birre “classiche” accanto a progetti più spinti come la Panettone Milkshake Pastry IPA;
  • dimensione conviviale: il brewpub serale con cucina americana dei BarbaQ, che sposta l’asse dal semplice prodotto alla socialità intorno al bicchiere.

Più che come un marchio isolato, De Lab appare come un luogo in cui la birra è protagonista ma non unica attrice, circondata da cibo, grafica, linguaggi e collaborazioni che dialogano tra loro. Un pezzo di cultura birraria contemporanea innestato nel cuore di una delle zone vinicole più note d’Italia.