Davide Lionello, figlio del grande doppiatore Oreste, è morto a 52 anni alla fermata Subaugusta della metro A di Roma. Biografia, carriera, malattia

Serena Comito

Davide Lionello, figlio del grande doppiatore Oreste, è morto a 52 anni alla fermata Subaugusta della metro A di Roma. Biografia, carriera, malattia e il dolore della famiglia

La notizia ha colpito tutti quelli che hanno amato la voce e l’ironia di Oreste Lionello.
Il suo terzogenito, Davide, è morto a 52 anni a Roma, alla fermata Subaugusta della linea A della metropolitana. È stato travolto da un convoglio in arrivo, dopo essere finito sui binari.

Dietro questa tragedia non c’è solo il cognome di una famiglia celebre, ma la storia complicata di un uomo che aveva passato la vita tra i microfoni delle sale doppiaggio e i reparti di psichiatria.

Le origini: una vita dentro lo spettacolo

Davide Lionello era nato a Roma nel 1973 e, fin da bambino, ha vissuto il mondo dello spettacolo da dentro.
In casa Lionello il copione era normale quanto il giornale del mattino: prove, battute, voci da provare, sketch per la TV.

Oreste e la prima moglie Eliana hanno avuto sei figli:

  • Luca, attore;
  • Cristiana e Alessia, doppiatrici molto richieste;
  • Fabio Luigi, regista;
  • Davide;
  • Vivianna.

Una famiglia intera sparsa tra palcoscenico, set e studi di doppiaggio. Davide non ha mai cercato la ribalta televisiva del padre, ma ha scelto lo stesso mestiere, quello che lo affascinava di più: dare la voce agli altri.

Il lavoro da doppiatore e i personaggi più noti

Davide ha iniziato da giovanissimo. Per molti spettatori italiani lui è stato la voce di personaggi entrati negli anni nell’immaginario collettivo, anche se pochi sapevano che dietro c’era un “Lionello”.

Fra i lavori ricordati più spesso ci sono:

  • Chunk ne “I Goonies”, il ragazzino goffo e irresistibile del film cult anni Ottanta;
  • Charlie Custer in “Holly e Benji”, uno dei volti (e delle voci) storiche del cartone sul calcio più amato in Italia.

A questi si aggiungono tanti altri ruoli, piccoli e medi, tra film, serie tv e cartoni. Il classico lavoro del doppiatore: volto sconosciuto, voce familiare.

Con il tempo Davide si era occupato anche di gestire i diritti legati all’opera del padre, seguendo contratti, repliche, utilizzo del materiale d’archivio. È stato anche il referente della famiglia in una controversia su una biografia non autorizzata dedicata a Oreste.

Nel privato, era separato ed era padre di una ragazza adolescente, che oggi resta senza il suo punto di riferimento.

Il progetto sul centenario di Oreste

Negli ultimi anni Davide non stava solo lavorando per sé.
Insieme alla sorella Alessia stava preparando un docu-film su Oreste Lionello, in vista del centenario della nascita che cadrà nel 2027.

L’idea era raccontare:

  • gli inizi a teatro e nell’avanspettacolo;
  • il successo televisivo con il Bagaglino;
  • il ruolo di voce italiana di Woody Allen;
  • il lato più intimo, quello del padre di famiglia.

Davide, che aveva seguito da vicino sia la carriera sia il dopo, avrebbe dovuto portare nel progetto materiali, aneddoti e ricordi raccolti negli anni.

La malattia: il disturbo bipolare e i ricoveri

Dietro l’attività professionale c’era però una lunga battaglia silenziosa.
Nel 2004 a Davide era stato diagnosticato un disturbo bipolare. Da lì in poi la sua vita è stata segnata da continui alti e bassi, con periodi sereni e ricadute pesanti.

La famiglia racconta:

  • anni passati tra casa e ospedali,
  • diversi ricoveri psichiatrici,
  • terapie farmacologiche importanti.

Negli ultimi due anni era ricoverato nella clinica psichiatrica Villa Mendicini, dove seguiva un percorso terapeutico sotto stretta sorveglianza. Proprio da lì, il giorno della tragedia, sarebbe uscito nel pomeriggio, poco prima di raggiungere la metro.

La sorella Alessia ha spiegato ai giornalisti di aver più volte espresso dubbi sulla terapia del fratello, descrivendolo come “imbottito di medicinali” e chiedendo una revisione dei farmaci. Secondo lei, quanto accaduto è una “tragedia evitabile” e richiede di verificare con attenzione la gestione clinica del caso.

La tragedia alla fermata Subaugusta

Il nome di Davide è finito nelle cronache per quello che è successo alla stazione Subaugusta, sulla linea A della metropolitana di Roma.

Dalle prime ricostruzioni emerge che:

  • si trovava in banchina in direzione Battistini;
  • all’arrivo del treno è finito sui binari;
  • il convoglio lo ha travolto, senza lasciargli scampo.

I soccorsi sono arrivati subito, ma non è stato possibile salvarlo.
Le autorità sono al lavoro per chiudere gli atti ufficiali, ma molte testate parlano apertamente di gesto volontario, collegato alla sua lunga storia di sofferenza psichica. Toccherà comunque alla magistratura e alle relazioni sanitarie definire nel dettaglio ciò che è accaduto.

Il lutto della famiglia Lionello

Per la famiglia Lionello è un nuovo colpo durissimo, dopo la morte di Oreste nel 2009 per un tumore.
Fratelli e sorelle si ritrovano a vivere un dolore doppio: la perdita di Davide e la sensazione che la malattia mentale lo abbia lentamente consumato.

Alessia, che gli è stata vicina per anni, ha parlato di “anni rubati” alla vita del fratello e ha chiesto che si faccia piena luce sulla gestione del suo percorso clinico, affinché situazioni come la sua non si ripetano con altri pazienti.

Nel frattempo, colleghi e addetti ai lavori del doppiaggio hanno iniziato a ricordarlo sui social e nelle interviste: non solo come “il figlio di Oreste”, ma come un professionista vero, con una voce riconoscibile e un carattere sensibile, spesso messo alla prova da qualcosa più grande di lui.

Domande frequenti su Davide Lionello

Chi era Davide Lionello?
Era uno dei sei figli di Oreste Lionello, nato a Roma nel 1973. Doppiatore, ha lavorato in film, serie e cartoni, e si è occupato anche della gestione dei diritti legati all’opera del padre.

In quali personaggi lo abbiamo sentito?
Fra i ruoli più noti ci sono Chunk ne “I Goonies” e Charlie Custer in “Holly e Benji”, oltre a tanti altri personaggi in produzioni per cinema e televisione.

Di che cosa soffriva?
Nel 2004 gli è stato diagnosticato un disturbo bipolare. Ha affrontato numerosi ricoveri e, negli ultimi due anni, era seguito nella clinica psichiatrica Villa Mendicini.

Come è morto?
È morto a Roma, alla fermata Subaugusta della metro A, travolto da un treno dopo essere finito sui binari. Le ricostruzioni parlano di un possibile gesto estremo legato alla sua fragilità psicologica, ma gli accertamenti ufficiali sono ancora in corso.

Che cosa stava facendo negli ultimi tempi?
Oltre al lavoro nel doppiaggio e alla gestione dei diritti del padre, stava lavorando con la sorella Alessia a un docu-film su Oreste Lionello in vista del centenario della nascita nel 2027.