Quali sono le auto meno vendute nel 2025? Classifica, flop e sorprese in Italia

Daniela Devecchi

Quali sono le auto meno vendute nel 2025? Classifica, flop e sorprese in Italia

Succede sempre così: parli di mercato auto e tutti chiedono quali sono le più vendute. Ma se ti dicessimo che le storie più interessanti, spesso, stanno in fondo alla classifica?
Nel 2025 in Italia sono state immatricolate poco più di 1,5 milioni di auto, con un calo di circa il 2% rispetto all’anno precedente. Numeri enormi. Eppure, in mezzo a questo mare di targhe, ci sono modelli che hanno fatto fatica persino a superare le cento unità… in dodici mesi.

Alcuni sono berline eleganti che nessuno vuole più, altri SUV nati già vecchi, altri ancora “esperimenti” ibridi o elettrici che il pubblico non ha davvero capito.

Vediamoli da vicino.

Il contesto: un mercato che ama i SUV, non le scommesse

Prima di scendere nei flop, è utile capire in che mondo si sono mossi questi modelli.

Nel 2025 gli italiani hanno continuato a scegliere ibrido e benzina come combinazione principale: le ibride (mild e full) hanno sfiorato quasi la metà del mercato, la benzina è rimasta sopra il 24%, le ricaricabili (elettriche pure e plug-in) si sono fermate intorno al 12–13%. Il diesel è sceso sotto il 10%, il GPL è rimasto una piccola ma tenace nicchia.

La vera costante? I SUV. I segmenti più in forma sono i B-SUV e soprattutto i C-SUV, cioè i crossover compatti da famiglia. Al contrario, le berline tradizionali e le compatte “classiche” sono scivolate indietro: segmenti B e D in forte calo, station wagon marginali, sportive quasi simboliche.

Dentro questo scenario, puoi già intuire chi rischia di finire nella lista nera:

  • le berline a tre volumi,
  • i modelli senza una identità chiara,
  • le auto di nicchia troppo costose o troppo “strane” per il grande pubblico.

La classifica delle auto meno vendute nel 2025

Lo sapevi che nel 2025 ci sono modelli che non hanno raggiunto nemmeno le 20 immatricolazioni in tutto l’anno? È il caso della Lexus ES, che guida la classifica delle auto meno vendute in Italia nel 2025 con appena 19 targhe.

Subito dietro, altri nomi che, sulla carta, non sono affatto sconosciuti:

  • Mitsubishi Eclipse Cross: poco più di 30 immatricolazioni.
  • KGM Rexton: una trentina di targhe anche per il grande SUV coreano.
  • Hyundai i30: appena poco più di 70 unità, un crollo per una compatta che una volta era protagonista.
  • Mazda MX-30: meno di 80 targhe, nonostante l’originalità del progetto.

Poi, man mano che si sale, compaiono “pezzi” curiosi:
Ford Bronco, Kia Proceed, Subaru Outback, Jaguar F-Pace, Ineos Grenadier, Suzuki Across e Swace, Peugeot 508, Cupra Ateca, Toyota Prius, i SUV KGM (Tivoli, Korando, Torres), Jeep Grand Cherokee, fino alle Citroën C5 X e simili, ferme fra le poche centinaia di immatricolazioni.

Sono numeri minuscoli se li confronti con i best seller: ci sono utilitarie e B-SUV che superano da sole le 40-50 mila targhe annue.

Domanda spontanea: cosa non ha funzionato in questi modelli?

Il caso limite: Lexus ES, la regina dei flop

Partiamo dalla “numero uno” di questa strana classifica, la Lexus ES.

È una grande berlina premium, lunga, elegante, raffinata, proposta solo ibrida. Sulla carta, tutto giusto: comfort, qualità costruttiva, motore morbido, consumi contenuti per la categoria. Eppure, nel 2025, in Italia ha portato a casa solo 19 immatricolazioni.

Perché?

  • Il mercato italiano non ama più le berline a tre volumi tradizionali, soprattutto se grandi.
  • In questo segmento la concorrenza tedesca (BMW, Mercedes, Audi) ha un peso storico enorme.
  • Il modello è a fine ciclo: nel 2025 è stata già presentata la nuova generazione, e quando un’auto è “a scadenza” molti clienti preferiscono aspettare o passare oltre.

In pratica, la Lexus ES è diventata un’auto quasi “fantasma”: la vedi sui listini, la incroci di rado per strada, ma sulle tabelle delle immatricolazioni è in fondo a tutto.

Mitsubishi Eclipse Cross e KGM Rexton: SUV nati nel momento sbagliato

Può sembrare paradossale parlare di flop SUV in un’Italia che vive di SUV, eppure succede.

Mitsubishi Eclipse Cross

Nata nel 2017, restyling nel mezzo, versione plug-in ibrida… ma nel 2025 in Italia ha raccolto poche decine di immatricolazioni.
Qui entrano in gioco vari fattori:

  • progetto ormai datato, sia nel design sia negli interni;
  • presenza molto ridotta del marchio Mitsubishi negli ultimi anni sul nostro mercato;
  • concorrenza enorme di SUV più moderni, spesso con offerte aggressive.

Risultato: anche se sulla carta è un prodotto corretto, finisce schiacciata tra i B-SUV più economici e i C-SUV più desiderati.

KGM Rexton

Altro caso interessante: un grande SUV “all’antica”, discendente diretto del SsangYong Rexton, ora sotto il nuovo marchio KGM.
È spazioso, muscoloso, pensato anche per il traino e per chi cerca una vettura robusta. Ma nel 2025 ha immatricolato solo una manciata di unità.

Qui pesano:

  • il cambio di brand, che ha confuso non poco il pubblico;
  • un posizionamento di nicchia in un segmento già presidiato da marchi più noti;
  • un’immagine ancora tutta da costruire in Italia.

In entrambi i casi, la sensazione è che il prodotto sia arrivato nel momento sbagliato, in un mercato che corre in un’altra direzione.

Mazda MX-30: l’ibrido che non ha convinto

La Mazda MX-30 è probabilmente uno dei modelli più curiosi della lista. Nasce come SUV compatto elettrico nel 2020, con batteria relativamente piccola, poi evolve in versione ibrida con range extender rotativo Wankel. Una soluzione tecnica affascinante per gli appassionati, un po’ meno chiara per il pubblico generalista.

Risultato: nel 2025 le immatricolazioni in Italia restano sotto le 80 unità.
Troppo particolare? Troppo lontana dalle priorità del cliente medio (autonomia, praticità, prezzo)? Probabile. E soprattutto, già all’orizzonte si intravede il cambio di passo: Mazda ha annunciato nuovi SUV elettrificati più “facili” da leggere e da vendere.

La MX-30 rimane così una sorta di esperimento da catalogo, più interessante sulle brochure che sulle strade.

Berline “classiche” e compatte in ritirata: il caso Hyundai i30

Un’altra storia che racconta benissimo il 2025 è quella della Hyundai i30.
Una hatchback compatta 5 porte, per anni alternativa concreta a Golf & co., oggi ridotta a poche decine di immatricolazioni in un anno.

Il motivo è davvero semplice: il cliente che una volta avrebbe scelto una i30, una Focus, una Tipo, oggi guarda quasi sempre a un SUV compatto. Più alto, più “di tendenza”, spesso con la stessa piattaforma e gli stessi motori, ma con un look più desiderabile.

Ecco perché, nella coda delle meno vendute, trovi tante berline e wagon tradizionali, come la Peugeot 508 o la Citroën C5 X: ottime auto sulla carta, ma in un mercato che ormai ha occhi solo per i crossover.

Le auto da sogno con 1, 2 o 3 targhe: flop o trofeo?

Attenzione però: non tutte le auto con numeri minuscoli sono “bocciate” dal mercato. Alcune nascono per vendere pochissimo.

Nei dati 2025 compaiono modelli con 1, 2, 3, 4 immatricolazioni in tutta Italia:
parliamo di supercar e hypercar come Mercedes-AMG One, Pagani Utopia, Ferrari F80, di lusso estremo come Rolls-Royce Phantom, di sportive artigianali, persino di un’auto a idrogeno come la Toyota Mirai.

Qui il discorso è diverso:

  • si tratta spesso di serie limitate da centinaia di migliaia o milioni di euro;
  • ogni esemplare è più un oggetto da collezione che un “prodotto di massa”;
  • il numero basso non è un fallimento, ma la conseguenza naturale del posizionamento.

Per questo gli analisti tendono a escluderle dalla classifica principale delle auto meno vendute, che guarda ai modelli “normali”, acquistabili da un pubblico medio, non ai sogni su quattro ruote.

Cosa ci dicono questi flop sui gusti degli italiani

Se metti in fila i nomi della coda del 2025, il messaggio è chiaro:

  • Le berline a tre volumi grandi hanno praticamente perso la partita, a meno che non siano marchi di lusso molto affermati.
  • Le compatte tradizionali vengono cannibalizzate dai B-SUV e C-SUV.
  • I marchi poco presenti sul territorio, o in fase di riposizionamento, fanno una fatica enorme a emergere.
  • I progetti troppo sperimentali (come certe elettriche o ibride particolari) rischiano di restare prodotti di nicchia se non c’è una comunicazione fortissima a sostenerli.

In altre parole, il 2025 conferma che il mercato italiano premia:

  • ciò che è facile da capire (segmento chiaro, uso chiaro, tecnologia chiara),
  • ciò che è percepito come moderno (anche a livello di design),
  • i marchi che si vedono e si sentono, tra spot, concessionarie, flotte.

Il resto scivola, silenziosamente, verso il fondo della classifica.

Domande frequenti sulle auto meno vendute nel 2025

Qual è stata l’auto meno venduta in Italia nel 2025?
Secondo le elaborazioni sui dati ufficiali di immatricolazione, la maglia nera va alla Lexus ES, grande berlina premium ibrida, con 19 targhe in tutto l’anno.

Le auto elettriche sono tra le meno vendute del 2025?
Alcune elettriche di nicchia e modelli particolari hanno numeri molto bassi, ma in generale le vere “regine del flop” del 2025 sono soprattutto berline tradizionali e SUV poco centrati. Le elettriche restano una minoranza, ma non sono automaticamente in fondo alla classifica.

Perché molti flop sono berline o wagon?
Perché il pubblico italiano oggi preferisce nettamente i SUV e i crossover. Le berline a tre volumi e le station wagon, se non hanno un fortissimo appeal di marca, vengono scelte quasi solo da una nicchia di clienti fedelissimi.

Che fine fanno i modelli con pochissime immatricolazioni?
In genere, le Case riducono progressivamente la disponibilità, li tengono a listino ancora per qualche tempo o li usano come vetture d’immagine. Se il flop è strutturale, il modello viene sostituito o ritirato e sostanzialmente scompare dal mercato.

Posso fare un affare comprando una delle auto meno vendute?
Può capitare che su questi modelli ci siano sconti importanti o offerte molto aggressive, soprattutto su stock di fine serie. L’unico vero limite è la rivendibilità futura: un’auto rara perché impopolare potrebbe essere più difficile da piazzare come usato.