Fiam, l’outdoor italiano che nasce dal metallo

Daniela Devecchi

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Fiam, l’outdoor italiano che nasce dal metallo

Quando si parla di arredo da esterno in Italia, il nome Fiam torna spesso, anche se non sempre in primo piano. È una di quelle realtà che lavorano in silenzio, ma che negli anni hanno contribuito a definire l’idea stessa di sdraio, lettino e poltrona relax “alla italiana”: linee pulite, metallo leggero, comfort concreto prima ancora che estetico.

Dalle “moto patchwork” alle sedie relax

All’origine di Fiam c’è Francesco Favagrossa, meccanico abituato a sporcarsi le mani con il ferro. Nel dopoguerra mette insieme motociclette militari smontate e le trasforma in pezzi unici, le famose “moto patchwork”. Un esercizio di ingegno e di riuso che ha molto a che vedere con il modo in cui, anni dopo, affronterà l’arredo da esterno.

Nel 1975, insieme ai figli Ennio e Silvio, Favagrossa fa un passo deciso: quell’esperienza sulle strutture metalliche si sposta sugli arredi outdoor. Nascono le prime sedute e i primi lettini pensati per stare all’aria aperta, con tre parole chiave che diventeranno una sorta di manifesto: funzionalità, praticità, essenzialità.

La scelta è chiara sin dall’inizio: dedicarsi a un design di sostanza, in cui il metallo non è solo supporto, ma presenza visibile, parte del linguaggio. Niente fronzoli superflui, ma attenzione maniacale alle proporzioni, alle saldature, ai meccanismi di apertura e chiusura.

Un’azienda di famiglia radicata a Ghedi

La storia di Fiam è legata in modo stretto a Ghedi, in provincia di Brescia. È lì che l’azienda nasce e cresce, nel cuore di una pianura industriale dove il metallo è di casa. Intorno ci sono officine, aziende meccaniche, competenze produttive che entrano naturalmente nel DNA del marchio.

Fiam resta una realtà familiare, con una gestione che conserva quel carattere diretto e concreto tipico delle imprese di territorio. Dalla sede bresciana si seguono progettazione, sviluppo e produzione di un catalogo che oggi comprende sedie relax, lettini da sole, ombrelloni, tavoli e sedie, arredi in legno, divani, poltrone e complementi per l’outdoor.

La filiera è dichiaratamente Made in Italy: materiali selezionati, lavorazioni interne o affidate a partner vicini, un controllo costante sulla qualità. L’idea è semplice ma impegnativa: realizzare arredi che durino, resistano alle stagioni, e allo stesso tempo restino leggeri da usare e da spostare.

Design sobrio, comfort al centro

Guardando le collezioni Fiam si ritrova una cifra precisa: un design sobrio, quasi silenzioso, che mette al centro la persona seduta o sdraiata, e non l’oggetto in sé.

Le strutture sono in acciaio o alluminio ad alta resistenza, i profili sottili, i volumi leggeri. Il risultato è un arredo che “sparisce” visivamente, lasciando spazio al paesaggio – che sia un giardino privato, una terrazza cittadina, un bordo piscina o una spiaggia attrezzata.

Il comfort non è una parola astratta: significa schienali regolabili in più posizioni, gambe indipendenti, tessuti tecnici che sostengono il corpo senza punti di rigidità. Le sedute sono pensate per chi resta davvero a lungo all’aperto: per chi legge, si addormenta al sole, lavora con il portatile in giardino, o passa ore a chiacchierare sotto un ombrellone.

La definizione che ricorre spesso è proprio questa: “design di sostanza”. Una progettazione che non punta al colpo d’occhio immediato, ma alla fruibilità quotidiana, alla sensazione di naturalezza che si prova quando una seduta “funziona” e non chiede istruzioni.

Materiali, test, durata nel tempo

Dietro un lettino o una sedia relax Fiam c’è un lavoro approfondito su materiali e resistenza. Le strutture sono studiate per sopportare carichi ripetuti, urti, spostamenti continui. Il metallo viene trattato per resistere alle intemperie, alla salsedine, all’uso intenso tipico delle strutture ricettive.

Accanto al metallo, un ruolo centrale lo giocano i tessuti tecnici: trame elastiche ma stabili, pensate per distribuire il peso, asciugarsi rapidamente, non scolorire facilmente. Il tema non è solo estetico, ma legato alla durata nel tempo e alla possibilità di sostituire singoli componenti quando necessario.

A questo si aggiunge l’attenzione alle certificazioni e ai test di laboratorio: norme che riguardano la sicurezza, la stabilità, la resistenza meccanica, le finiture superficiali. Un percorso che parla a chi cerca arredi non solo belli da vedere, ma affidabili, in grado di affrontare anni di utilizzo.

Amigo e gli altri pezzi diventati icone

Dentro il catalogo Fiam ci sono modelli che, nel tempo, sono diventati veri riferimenti dell’outdoor italiano. Nomi come MYA, FIESTA, SAMBA, MOVIDA raccontano diverse stagioni del modo di vivere gli spazi esterni.

Il pezzo forse più emblematico è Amigo, il lettino pieghevole che ha segnato un prima e un dopo nel settore. La sua storia comincia all’inizio degli anni Novanta, come evoluzione di lettini che Fiam già realizzava dagli anni Settanta, a cui viene aggiunta una serie di soluzioni tecniche raffinate.

La struttura di Amigo è studiata per chiudersi in modo estremamente compatto, con gli elementi che si incastrano l’uno nell’altro senza ingombri superflui. Una volta aperto, il lettino offre schienale regolabile in diverse posizioni e un sistema di elastici ad alta resistenza che collega tela e struttura, garantendo sostegno e comfort.

Questa combinazione di funzionalità, pulizia formale e robustezza ha reso Amigo un oggetto molto riconoscibile, premiato anche a livello internazionale e spesso citato come icona del lettino da esterno italiano. È un esempio di come un prodotto nato per la spiaggia o per la piscina possa incarnare un’idea precisa di design: discreto, ma tecnicamente molto curato.

Sostenibilità e attenzione al lavoro

Negli anni più recenti, nel racconto di Fiam entra con più decisione il tema della sostenibilità. Non solo come utilizzo di materiali durevoli, ma come insieme di scelte che riguardano la produzione, l’energia, la logistica.

Una parte importante del fabbisogno energetico è coperta da impianti fotovoltaici, mentre nella distribuzione si dà spazio anche a soluzioni a minore impatto, come il trasporto su rotaia quando possibile. La filiera corta, con fornitori vicini e materiali principalmente italiani, riduce spostamenti inutili e permette un controllo diretto sulle varie fasi di lavorazione.

Accanto alla dimensione ambientale c’è anche quella dell’ambiente di lavoro: cura degli spazi produttivi, attenzione alla sicurezza e alla qualità delle condizioni quotidiane, continuità del rapporto con le persone che contribuiscono da anni alla crescita dell’azienda.

Un’idea di outdoor discreta ma molto precisa

In definitiva, il percorso di Fiam mostra come sia possibile costruire, nel tempo, una vera e propria cultura dell’outdoor senza alzare la voce.

L’azienda ha scelto di concentrarsi su pochi elementi chiave: metallo ben lavorato, comfort reale, design essenziale, produzione italiana, durata. Da questa combinazione sono nati lettini, sdraio e sedute che hanno arredato migliaia di giardini, terrazze, strutture turistiche, contribuendo a trasformare lo “stare fuori” in un gesto quotidiano più comodo e naturale.

È un modo discreto, ma molto chiaro, di interpretare l’abitare contemporaneo: pochi oggetti, ben pensati, che accompagnano nel tempo le abitudini all’aperto, seguendo stagioni, ritmi, cambiamenti, senza cercare protagonismo, ma offrendo una presenza solida e silenziosa nello scenario dell’outdoor italiano.