Assisi in lutto per Alessandro, morto a 27 anni travolto dal treno a Ospedalicchio

Serena Comito

Assisi in lutto per Alessandro, morto a 27 anni travolto dal treno a Ospedalicchio

Il nome che circola tra corridoi, chat e telefoni è uno solo: Alessandro, 27 anni, ospite dell’Istituto Serafico, morto in pochi istanti sui binari di Ospedalicchio, tra Bastia Umbra e Assisi.

Un pomeriggio normale, un’auto ferma al passaggio a livello, il convoglio che sta per passare. Poi il gesto improvviso, fulmineo, che nessuno riesce a fermare in tempo. E una vita che si interrompe davanti agli occhi del padre e di chi, in macchina o in coda, si ritrova senza parole.

La tragedia al passaggio a livello di Ospedalicchio

È il pomeriggio di martedì 20 gennaio 2026, sono da poco passate le 15.
Sulla SP 147, all’altezza del passaggio a livello di Ospedalicchio, le sbarre sono abbassate: si aspetta il passaggio di un treno sulla linea Terontola–Foligno.

In una delle auto in coda ci sono Alessandro e suo padre. È una di quelle attese che durano pochi minuti e che di solito non lasciano traccia. Stavolta, però, succede qualcosa che cambia tutto.

Secondo la prima ricostruzione, Alessandro scende all’improvviso dalla macchina. Un gesto rapido, imprevisto, che coglie tutti di sorpresa. In pochi istanti raggiunge la zona dei binari proprio mentre sopraggiunge il convoglio.

L’impatto è inevitabile. Il treno lo investe e per lui non c’è possibilità di scampo.

Chi è lì vicino parla di un attimo incontrollabile: il padre sotto choc, gli automobilisti bloccati, l’impotenza di fronte a una scena che si consuma in una manciata di secondi.


I soccorsi e la linea ferroviaria bloccata

L’allarme scatta immediatamente.

Sul posto arrivano:

  • la Polizia Ferroviaria,
  • la Polizia di Stato,
  • i carabinieri,
  • i vigili del fuoco del distaccamento di Assisi,
  • i tecnici di RFI chiamati per la gestione della linea e per i rilievi sull’infrastruttura.

I soccorritori non possono fare altro che constatare quello che è già evidente: Alessandro è morto sul colpo.

La circolazione ferroviaria viene interrotta dalle 15.10 nel tratto tra Perugia San Giovanni e Foligno per permettere accertamenti e rilievi. Alcuni convogli vengono soppressi, altri limitati o sostituiti con bus che collegano le stazioni coinvolte.

I viaggiatori aspettano, chiedono informazioni, vengono dirottati su altri mezzi. Molti sanno soltanto che “c’è un investimento in linea”. Dietro quella formula fredda, però, c’è un nome preciso e una storia che ad Assisi conoscono in tanti.

Chi era Alessandro, “uno dei nostri figli” al Serafico

Per l’Istituto Serafico di Assisi, Alessandro non era un numero, ma un volto che riempiva i corridoi ogni giorno.

Era un ospite di 27 anni, seguito dalla struttura che da anni accoglie e cura ragazzi e ragazze con disabilità fisiche, psichiche e sensoriali. Una realtà che in città è un punto di riferimento, fatta di medici, educatori, terapisti, operatori che si incrociano con familiari e volontari.

La notizia dell’incidente arriva al Serafico in pochissimo tempo.
La presidente Francesca Di Maolo e il direttore sanitario Massimo Vallasciani si recano subito sul posto, in quel tratto di strada che separa Bastia Umbra da Assisi ma che, in quel momento, sembra lontanissimo da tutto.

Poche ore dopo, dall’istituto parte un messaggio di dolore che non è una nota fredda, ma quasi una lettera: Alessandro viene definito “uno dei nostri figli”.

Nelle parole pubbliche e nei ricordi interni c’è il racconto di:

  • un ragazzo presente, riconoscibile,
  • il sorriso che molti dipendono subito,
  • i progressi costruiti nel tempo con pazienza e lavoro,
  • l’affetto reciproco tra lui e chi se ne prendeva cura.

Non è un saluto generico: è il modo in cui una comunità, piccola ma densissima, prova a dire che quel vuoto non è una formalità ma una ferita vera.

Il dolore del padre e di una comunità intera

Dentro questa storia c’è anche il padre di Alessandro, che si ritrova testimone di un dramma impossibile da razionalizzare. Era lì accanto a lui, in macchina, bloccato davanti alle sbarre.

Chi racconta la scena parla di uno shock totale: il tempo che si ferma, la mente che non registra più i dettagli, solo l’istante in cui il figlio scende e i binari diventano un confine invalicabile.

Intorno, in poche ore, si stringono:

  • il Serafico, con il suo personale,
  • le altre famiglie che frequentano la struttura,
  • la comunità di Assisi, abituata a vedere quei ragazzi e i loro accompagnatori per le strade, nelle celebrazioni, nelle iniziative.

La sensazione è quella di una città piccola sotto il profilo numerico ma enorme nel numero di persone che, direttamente o indirettamente, sono passate almeno una volta dalle stanze del Serafico.

Le indagini sulla dinamica e gli accertamenti in corso

Dal punto di vista formale, la vicenda resta un investimento ferroviario con esito mortale.

La Polizia Ferroviaria e la Polizia di Stato stanno:

  • raccogliendo le testimonianze di chi era fermo al passaggio a livello,
  • verificando il funzionamento delle barriere e della segnaletica,
  • analizzando i dati del convoglio coinvolto,
  • ricostruendo con esattezza tempi e distanze.

Dalle prime informazioni, non emergono criticità legate all’infrastruttura: la linea era in esercizio regolare, le sbarre abbassate, i segnali attivi. Resta il nodo più difficile da affrontare, quello umano: quel gesto improvviso di Alessandro, che ha spiazzato tutti, a cominciare dal padre.

Sarà la Procura a valutare eventuali ulteriori approfondimenti tecnici, ma dal punto di vista affettivo la città ha già una sola certezza: il dolore non si archivia con un fascicolo.

FAQ sulla tragedia di Alessandro ad Assisi

Dove è avvenuto l’incidente?
Al passaggio a livello di Ospedalicchio, lungo la SP 147, sulla linea ferroviaria Terontola–Foligno, tra Bastia Umbra e Assisi.

Chi è la vittima?
La vittima è Alessandro, 27 anni, ospite dell’Istituto Serafico di Assisi, struttura che segue persone con disabilità fisiche, psichiche e sensoriali.

Cosa è successo esattamente?
Alessandro si trovava in auto con il padre, fermo in attesa del passaggio del treno al passaggio a livello. Secondo le prime ricostruzioni, è sceso improvvisamente dalla macchina e ha raggiunto i binari proprio mentre arrivava il convoglio, che lo ha travolto.

Sono stati sospesi i treni?
Sì. La circolazione ferroviaria è stata interrotta dalle 15.10 tra Perugia San Giovanni e Foligno per permettere rilievi e accertamenti. Alcuni treni sono stati soppressi o limitati e sono stati attivati bus sostitutivi sulla tratta interessata.

Come ha reagito l’Istituto Serafico di Assisi?
La presidente e il direttore sanitario si sono recati sul posto subito dopo la notizia. Il Serafico ha espresso il proprio dolore definendo Alessandro “uno dei nostri figli” e stringendosi attorno alla sua famiglia e a tutti coloro che lo seguivano nel percorso di cura.