È morto Paolo Di Nunno, l’imprenditore che riportò il Lecco in Serie B dopo 50 anni: età, biografia, vita privata, funerali

Serena Comito

È morto Paolo Di Nunno, l’imprenditore che riportò il Lecco in Serie B dopo 50 anni: età, biografia, vita privata, funerali

Il calcio italiano perde una delle sue figure più riconoscibili e divisive.
Paolo Di Nunno, imprenditore e dirigente capace di riportare il Lecco in Serie B dopo cinquant’anni di attesa, è morto il 20 gennaio 2026. La notizia è arrivata in serata attraverso il comunicato del Canosa Calcio 1948, club pugliese di cui era presidente onorario, e i messaggi di cordoglio pubblicati dalla Baranzatese, la sua ultima squadra da patron.

Per chi lo ha incrociato sui campi, Di Nunno era un presidente “all’antica”: presenza costante, toni spesso sopra le righe, portafoglio aperto quando serviva. Uno di quelli che nel calcio ci mettono la faccia, nel bene e nel male.

Chi era Paolo Di Nunno: dalle campagne di Canosa all’industria del gioco

Paolo Di Nunno nasce a Canosa di Puglia, in una famiglia abituata al lavoro duro. Da ragazzo lavora nelle campagne, poi lascia il sud per cercare fortuna al nord, in Brianza.

Qui costruisce, passo dopo passo, il suo piccolo impero industriale: fonda la Elettronica Videogames, una società per azioni specializzata nella produzione di apparecchi e schede per slot machine e videogiochi, diventando uno dei nomi più importanti del settore del gioco lecito in Italia.

Il lavoro nell’industria gli permette di investire direttamente nella sua vera ossessione: il calcio. Nelle interviste amava ripetere che “senza calcio non sapeva stare”, e i fatti lo confermano: in quarant’anni di carriera ha legato il suo nome a più club, spesso prendendoli in momenti complicati e provando a rilanciarli.

Negli anni ’80 è presidente del Canosa Calcio 1948, guidando la squadra pugliese tra Campionato Interregionale e Promozione.
Successivamente passa al Seregno, in Lombardia, continuando a investire nel calcio dilettantistico e a costruirsi la fama di presidente impulsivo ma totalmente coinvolto nella vita del club.

La storica promozione del Lecco in Serie B dopo 50 anni

La svolta della sua storia arriva nel 2017. Il Lecco è in piena crisi, la società è in fallimento e il futuro sembra segnato. Di Nunno decide di presentarsi in tribunale, partecipa all’asta e si aggiudica il club. Fin dal primo giorno promette ai tifosi che li avrebbe riportati tra i professionisti.

La promessa non resta uno slogan. Nella stagione 2018/2019 il Lecco domina il girone di Serie D, chiude al primo posto e torna in Serie C.
Negli anni successivi la squadra si stabilizza tra i professionisti e, dopo vari tentativi, arriva al traguardo che cambierà per sempre il rapporto tra la città e il suo presidente: nella stagione 2022/2023 il Lecco vince i playoff di Serie C, supera il Foggia in finale e conquista una storica promozione in Serie B, attesa da cinquant’anni.

Di Nunno non si limita alla parte sportiva: investe sullo stadio Rigamonti-Ceppi, contribuisce alla ristrutturazione dell’impianto e si espone in prima persona nelle battaglie burocratiche e legali che accompagnano l’iscrizione del Lecco alla B. In quei mesi, tra ricorsi, carte bollate e conferenze incendiarie, diventa uno dei presidenti più discussi del calcio italiano.

Il rapporto con l’ambiente lecchese, col tempo, si logora. Dopo la prima stagione in Serie B, tra risultati altalenanti e polemiche, Di Nunno decide di vendere e chiudere la sua esperienza sul lago.

Dalla Baranzatese al ritorno “a casa”: Canosa e calcio fino all’ultimo

Chi pensava che, lasciato il Lecco, Di Nunno avrebbe staccato col calcio, si sbagliava.
In pochi giorni passa dalla cessione dei blucelesti all’ingresso nella Baranzatese, club dell’hinterland milanese.

Con la società gialloblù vive un’altra piccola impresa: la porta dalla Promozione all’Eccellenza, vincendo il campionato e riportando entusiasmo in una realtà di provincia che lo accoglie come un presidente “di peso” arrivato dai palcoscenici del professionismo.

Nel 2025, quasi come un cerchio che si chiude, torna ufficialmente nella sua Canosa di Puglia: il Canosa Calcio 1948 annuncia il suo ingresso come presidente onorario, guidato dal figlio Alessandro nel ruolo di presidente. Il comunicato ricorda il suo primo mandato negli anni ’80 e parla di un legame familiare e sportivo che non si è mai spezzato.

Fino agli ultimi mesi, Di Nunno continua a seguire sia il Canosa sia la Baranzatese, spesso a distanza ma con la stessa ossessione per i risultati. Lo raccontano i club stessi: un presidente che chiamava, commentava, si infuriava, si emozionava ancora come un tifoso.

Il cordoglio del calcio per la morte di Paolo Di Nunno

La notizia della morte di Paolo Di Nunno arriva il 20 gennaio 2026 e in poche ore rimbalza tra Puglia, Lombardia e tutto l’ambiente del calcio italiano.

Il Canosa Calcio 1948, nel suo messaggio di cordoglio, lo definisce un uomo e un imprenditore legato in modo profondo alla città e ai colori rossoblù, ricordando gli anni da presidente tra il 1983 e il 1986 e il recente ritorno da presidente onorario.

La Baranzatese parla invece di una figura che negli ultimi anni ha rappresentato un punto di riferimento per tutta la comunità, sottolineando la sua passione, la dedizione e il segno lasciato nella storia del club.

Anche testate nazionali e siti di settore ricordano Di Nunno come un presidente capace di dividere: amatissimo da una parte della tifoseria, criticato da altri per i modi ruvidi e le dichiarazioni spesso sopra le righe, ma comunque impossibile da ignorare.

Al di là delle simpatie, resta un dato: in un calcio sempre più fatto di fondi, cordate anonime e proprietà invisibili, Paolo Di Nunno è stato uno degli ultimi presidenti che hanno vissuto il club come un’estensione della propria vita. Con i suoi eccessi, i suoi errori e le sue vittorie.

FAQ su Paolo Di Nunno

Chi era Paolo Di Nunno?
Era un imprenditore originario di Canosa di Puglia, attivo nel settore degli apparecchi da intrattenimento (slot e videogiochi) e presidente di diversi club di calcio, tra cui Canosa, Seregno, Lecco e Baranzatese.

Perché è diventato famoso nel calcio italiano?
Perché da presidente del Lecco ha riportato il club in Serie B dopo 50 anni, vincendo la Serie D, consolidandosi in Serie C e poi conquistando la promozione attraverso i playoff nella stagione 2022/2023.

Di quale squadra era presidente al momento della morte?
Al momento della scomparsa era patron della Baranzatese e presidente onorario del Canosa Calcio 1948, guidato dal figlio Alessandro nel ruolo di presidente.

Di cosa si occupava come imprenditore?
Aveva fondato una società per azioni tra le più importanti nella produzione di apparecchi e hardware per slot machine e videogiochi, costruendo il suo patrimonio nel mondo del gioco lecito e reinvestendo una parte consistente nel calcio.

Chi ha dato la notizia della morte di Paolo Di Nunno?
La notizia è stata diffusa in primo luogo dal Canosa Calcio 1948 con un comunicato ufficiale, poi ripresa dalla Baranzatese, dai media locali pugliesi e lombardi e dai principali siti sportivi nazionali.