Chi sono i figli di Paolo Di Nunno e cosa si sa davvero sulla sua famiglia

Serena Comito

Chi sono i figli di Paolo Di Nunno e cosa si sa davvero sulla sua famiglia

Quando un presidente così ingombrante come Paolo Di Nunno se ne va, inevitabilmente la curiosità si sposta anche sulla sua vita privata.
Chi c’era dietro le quinte? Chi sono i figli? E la moglie, quella che lui stesso citava spesso nelle interviste, ma senza mai metterla in prima fila?

Su di lui, come personaggio pubblico, sappiamo molto: il ritorno del Lecco in Serie B dopo 50 anni, il passato al Canosa, la parentesi al Seregno, gli ultimi anni tra Baranzatese e di nuovo Canosa. Sulla famiglia, invece, le informazioni sono meno rumorose ma molto chiare su un punto: i figli non sono mai rimasti del tutto fuori dal suo mondo, anzi.

La famiglia Di Nunno: una moglie lontana dai riflettori

Partiamo da quello che non si può scrivere in modo serio: il nome della moglie.

Né i comunicati ufficiali, né i profili dei club, né gli articoli più lunghi dedicati a Paolo Di Nunno riportano il nome completo della donna che gli è stata accanto per una vita. Di lei esistono solo tracce indirette, quando lui la tirava in mezzo con qualche battuta in conferenza stampa o in intervista, raccontando episodi di casa: “mia moglie dice che…”, “ieri notte mia moglie mi ha sentito parlare nel sonno…”.

Stop. Nessun nome, nessun cognome, nessun profilo pubblico.

Questo, paradossalmente, racconta già qualcosa: mentre lui si esponeva, litigava, alzava i toni, firmava contratti e comunicati, la moglie ha scelto di restare dietro il sipario, lontana dalle foto ufficiali e dalle telecamere. Un ruolo silenzioso ma quasi sempre fondamentale per personaggi così.

Quello che si può dire, senza inventare niente, è che Di Nunno ha sempre parlato della sua famiglia come di un blocco unico: moglie e figli. Una presenza che c’era, anche quando lui si presentava come il presidente “che fa tutto da solo”.

I figli di Paolo Di Nunno: Cristian, Gino e Alessandro

Se la moglie ha preferito sparire dal radar, i figli, almeno tre, nel mondo del calcio e attorno alle sue aziende ci sono entrati eccome.

I nomi che emergono chiaramente sono Cristian, Gino e Alessandro Di Nunno.

Cristian Di Nunno

Cristian (in alcuni articoli indicato anche come Cristian Paolo) è il figlio che, più di tutti, si è seduto sulla stessa sedia del padre.

  • Ha lavorato nell’azienda di famiglia come tecnico e ingegnere nel settore del gioco lecito.
  • Quando il Lecco sale di categoria e la struttura societaria viene sistemata, Cristian diventa presidente della Calcio Lecco 1912, mentre Paolo resta il grande manovratore, amministratore delegato, uomo forte.

In pratica: Di Nunno senior sullo sfondo (ma nemmeno troppo) e Cristian come volto più “istituzionale” di una società che sta cercando di restare stabile tra i professionisti.

È il classico passaggio di testimone che si vede spesso nel calcio di provincia che cresce: il padre che ha costruito, il figlio che prova a gestire e normalizzare.

Gino Di Nunno

Il nome di Gino compare accanto a quello del fratello nelle cronache lecchesi. È indicato come vicepresidente operativo del Lecco, altra figura interna alla famiglia.

Non è il personaggio da riflettori, non interviene a ogni partita, ma è presente nella struttura societaria. Se Cristian rappresenta il volto presidenziale, Gino è il tassello che completa il pacchetto “famiglia Di Nunno” alla guida del club.

Il messaggio è chiaro: il Lecco non è solo di Paolo, è della famiglia intera.

Alessandro Di Nunno

Il terzo figlio, Alessandro, è quello che affonda le radici più nella terra d’origine del padre.

A Canosa di Puglia, infatti, il Canosa Calcio 1948 è diventato negli ultimi anni la squadra “di casa” dei Di Nunno. E chi c’è alla presidenza? Proprio Alessandro Di Nunno, mentre Paolo ricopre il ruolo di presidente onorario.

In pratica:

  • il club è dichiaratamente “di proprietà della famiglia Di Nunno”;
  • il figlio Alessandro firma da presidente;
  • il padre rimane la figura simbolica, l’uomo che apre porte, parla con la città, porta il peso del cognome.

È un’altra conferma del fatto che, per Paolo, il calcio non è mai stato solo un passatempo personale ma un affare di famiglia, che lentamente viene diviso tra i figli.

Il modello Di Nunno: un patron che porta dentro tutti i suoi

Guardando la storia complessiva, si vede un filo unico: Di Nunno prende una società, la scuote, ci mette soldi ed energie, ma intanto porta dentro la sua gente.

Succede a Lecco, dove:

  • lui compra la società in tribunale;
  • sistema i conti, lancia la scalata;
  • e a un certo punto lascia il ruolo di presidente al figlio Cristian, affiancato dal fratello Gino.

Succede a Canosa, dove:

  • negli anni ’80 è lui il presidente in prima persona;
  • decenni dopo ritorna, ma la poltrona principale passa al figlio Alessandro, mentre lui si ritaglia il titolo di presidente onorario.

È un modo di fare tipico di una certa generazione di imprenditori: il club è “mio” finché serve il fuoco, le battaglie, le decisioni di pancia. Quando arriva il momento di strutturare, mettere i numeri in ordine, costruire continuità, entrano i figli.

Cosa sappiamo oggi sulla sua famiglia

Se si vuole essere onesti e non riempire i vuoti con fantasia, la fotografia è questa:

  • Moglie: esiste, è stata citata da lui più volte, ma il suo nome non è reso pubblico in modo chiaro e continuo. Ha scelto la riservatezza e resta giusto così.
  • Figli:
    • Cristian Di Nunno, presidente del Lecco durante la gestione di famiglia;
    • Gino Di Nunno, vicepresidente operativo bluceleste;
    • Alessandro Di Nunno, presidente del Canosa Calcio 1948, con Paolo presidente onorario.

Tre figli uomini, tutti coinvolti – con ruoli diversi – tra calcio e business di famiglia.

Non ci sono evidenze pubbliche di figlie, né di altri figli: online non compaiono nomi o riferimenti attendibili, quindi non si possono aggiungere personaggi alla storia solo per riempire una riga in più.

Il dopo Paolo: cosa resta alla famiglia Di Nunno

La morte di Paolo Di Nunno lascia un vuoto evidente, soprattutto a livello di carattere: presidenti così riconoscibili non se ne vedono molti in giro. Però la sua famiglia non parte da zero.

  • Nel calcio ci sono già strutture guidate dai figli: Lecco ha vissuto la fase con Cristian e Gino, Canosa si muove con Alessandro in prima linea.
  • Nel mondo imprenditoriale, le aziende su cui lui ha costruito il proprio patrimonio hanno da tempo figure tecniche e familiari pronte a portare avanti il lavoro.

Quello che cambia, semmai, è il tono: senza di lui spariscono le uscite di pancia, i monologhi in conferenza, le frasi che diventavano titoli. Resta una famiglia che, nel bene e nel male, si è abituata a vivere il calcio non da semplice tifosa, ma da dentro.

Se si vorrà capire davvero che eredità lascia Di Nunno, non basterà guardare gli anni in cui il Lecco è salito in B o le foto con la sciarpa al collo. Bisognerà vedere cosa faranno, adesso, Cristian, Gino e Alessandro, ognuno nel proprio pezzo di campo e di azienda.

Perché la storia di Paolo Di Nunno, a guardarla bene, non è mai stata solo la storia di un presidente che urlava in tribuna. È sempre stata, anche quando non veniva detto chiaramente, la storia di una famiglia intera infilata dentro il calcio fino al collo.