Chi è Bruce Hoeksema, il compagno americano che ha condiviso con Valentino l’ultima parte della sua vita? Età, origini, oggi, borse

Daniela Devecchi

Chi è Bruce Hoeksema, il compagno americano che ha condiviso con Valentino l’ultima parte della sua vita? Età, origini, oggi, borse

Quando si è diffusa la notizia della morte di Valentino Garavani, il pensiero di molti è andato subito a lui: Bruce Hoeksema, l’uomo che ha condiviso con lo stilista l’ultima parte della sua vita, lontano dai riflettori ma sempre al suo fianco. Un nome che non tutti conoscono, e che però da decenni fa parte della “famiglia Valentino”, quella reale, fatta di affetti, non di slogan.

Chi è davvero Bruce? Da dove viene, cosa fa, che ruolo ha avuto nella vita e nel lavoro dell’“imperatore della moda”? E perché le sue borse VBH sono diventate un oggetto di culto per chi ama il lusso discreto?

Le origini: il ragazzo americano che arriva nella moda

Di Bruce Hoeksema non esiste una biografia urlata. È sempre rimasto un passo indietro, per scelta. Sappiamo però che è americano, classe 1958 secondo le schede più accreditate, e che prima di entrare nella moda ha studiato architettura e poi business administration al college.

Non inizia come stilista, ma come modello: si trasferisce a New York, viene notato da un’agenzia, comincia a sfilare e a lavorare in Europa. È proprio lì che il destino lo porta nella galassia Valentino. Prima come volto, poi come uomo di fiducia dentro la maison.

È un percorso abbastanza tipico per chi ha un piede nella creatività e uno nel management: dalle passerelle agli uffici, dalle foto alla regia vera e propria del prodotto. Bruce impara il mestiere dall’interno, respirando couture, artigianato, relazioni con le clienti.

Dentro la maison Valentino: da modello a vicepresidente

Con il tempo, Bruce smette di essere solo “il ragazzo americano che lavora per Valentino” e diventa una figura centrale. Le fonti lo indicano come designer interno prima, poi come vicepresidente della maison fino alla fine degli anni Novanta.

Vuol dire che non è mai stato semplicemente “il compagno di”: è stato un professionista con responsabilità vere, seduto al tavolo dove si decidevano strategie, collezioni, direzioni da prendere.

Mentre la maison cresce, diventando uno dei nomi più rispettati dell’alta moda mondiale, cresce anche l’intreccio tra lavoro e vita privata. Negli anni, tra Ateliers a Roma, sfilate, viaggi e red carpet, il legame affettivo tra Valentino e Bruce si consolida.

L’amore con Valentino: una storia lunga decenni

La vita sentimentale di Valentino è sempre stata raccontata con grande delicatezza. Prima il lungo rapporto con Giancarlo Giammetti, che resterà suo socio e alleato per tutta la vita. Poi l’amicizia profondissima con Carlos Souza.

E poi, da molti anni, Bruce Hoeksema, indicato da più parti come il compagno con cui Valentino ha condiviso la sfera più intima e quotidiana. Le cronache parlano di una convivenza stabile, di un rapporto costruito nel tempo, fatto di normalità, viaggi, feste ma anche di giornate tranquille nelle case di Roma, in Toscana o sulle barche dove spesso il “clan Valentino” si ritrovava.

Nelle foto di gruppo si vede sempre lo stesso nucleo: Valentino, Giancarlo, Bruce, i Souza, gli amici storici. Una famiglia allargata che non si è mai scomposta in “ex”, “nuovi partner”, “vecchi amori”, ma che ha scelto di restare insieme, in equilibrio tutto suo.

Fino agli ultimi anni, le ricostruzioni raccontano che Valentino viveva proprio con Bruce, che lo ha accompagnato in questa fase più appartata, lontana dalle passerelle ma non certo dalla bellezza.

L’avventura VBH: le borse da sogno firmate Bruce

Terminato il lungo capitolo dentro la maison Valentino, Bruce decide di mettersi in gioco in prima persona. All’inizio degli anni Duemila fonda il suo marchio di accessori di lusso: VBH.

La sigla è semplice: sono le sue iniziali, Vernon Bruce Hoeksema. Ma dietro c’è un’idea molto precisa di lusso. Le sue borse VBH sono pensate per donne che non hanno bisogno di un logo gigante per dire chi sono.

Sono clutch, shopping bag, tracolle realizzate a mano in Italia, tra Roma e Firenze, con pellami pregiatissimi: alligatore, lucertola, pitone, ma anche materiali più “gentili” nelle linee eco-friendly sviluppate negli ultimi anni. Il taglio è pulito, la costruzione rigorosa, l’effetto finale è quello del pezzo che non passa mai di moda.

Il modello più famoso? La “Manila Envelope”, una clutch rigida, allungata, spesso vista in mano a attrici e socialite sui red carpet internazionali. È una borsa che racconta bene il gusto di Bruce: elegante, sofisticata, riconoscibile per chi se ne intende, ma mai urlata.

Non è un caso che, nel corso del tempo, VBH sia finito su riviste di settore, in boutique di nicchia e in guardaroba molto selezionati. Non è un brand da massa, ma da collezioniste: quelle che sanno distinguere una lavorazione artigianale da una produzione industriale, anche solo al tatto.

Un uomo riservato, lontano dai social

In un’epoca in cui tutti si raccontano, Bruce sceglie il contrario. Non posta, non rilascia interviste a raffica, non commenta ogni cosa. Anzi, viene descritto spesso come “quasi introvabile sui social”, presente solo di riflesso nelle foto e nelle stories della cerchia di Valentino e Giammetti.

Quando parla, lo fa per raccontare il suo lavoro: la nascita di una borsa, la scelta di un pellame, la ricerca di una forma “giusta” che funzioni anche tra vent’anni. Sembra più interessato alla durata degli oggetti che alla durata di un post.

Questa discrezione è in linea con il mondo che ha condiviso con Valentino: sì, i riflettori, i palchi, le prime file, ma anche la dimensione privata, protetta, in cui gli affetti contano più delle foto.

Oggi: il dopo-Valentino

Con la morte di Valentino, la figura di Bruce Hoeksema è diventata improvvisamente più visibile nelle cronache, ma è chiaro che lui resta fedele alla sua natura riservata.

Di ufficiale sappiamo che è stato il partner che ha condiviso l’ultima parte della vita dello stilista, vivendo con lui nella residenza romana e partecipando a quella vita fatta di mostre, amicizie storiche, progetti della Fondazione.

Adesso che il mondo saluta l’“imperatore della moda”, Bruce rimane uno dei custodi silenziosi di quella storia: quella dei salotti della Dolce Vita, delle passerelle leggendarie, degli abiti da sogno e delle famose serate in cui il rosso Valentino illuminava le stanze.

Non sappiamo se sceglierà, nei prossimi mesi, di esporsi o di restare in ombra. Quello che è evidente è che, nella memoria collettiva, il suo nome resterà legato a doppio filo a quello di Valentino: compagno nella vita, collega nella moda, creatore di un proprio universo di lusso discreto con VBH.

Domande frequenti su Bruce Hoeksema

Quanti anni ha Bruce Hoeksema?
Le biografie disponibili indicano che è classe 1958, quindi ha intorno ai 67–68 anni nel 2026. Non esiste però una scheda ufficiale con data di nascita completa, quindi le fonti parlano di stima condivisa.

Che rapporto aveva Bruce Hoeksema con Valentino Garavani?
Bruce è considerato il compagno di lunga data di Valentino. Hanno condiviso la vita privata per decenni e, secondo le ricostruzioni, vivevano insieme a Roma negli ultimi anni dello stilista. Prima di questo, Bruce ha lavorato per anni dentro la maison come designer e vicepresidente.

Che lavoro fa Bruce Hoeksema oggi?
Bruce è designer e imprenditore. È il fondatore e direttore creativo del marchio di borse di lusso VBH, con accessori realizzati a mano in Italia e distribuiti in boutique selezionate in tutto il mondo.

Cosa sono le borse VBH e perché sono famose?
Le borse VBH sono accessori di alta gamma, realizzati in pellami pregiati o materiali di qualità, con una cura artigianale molto elevata. Il modello più iconico è la clutch “Manila Envelope”, spesso vista sui red carpet. Sono amate da chi cerca un lusso senza loghi vistosi, più legato alla forma e alla qualità che al marchio in evidenza.

Bruce Hoeksema è presente sui social?
In modo molto limitato. Non ha profili pubblici particolarmente attivi e viene descritto come una persona molto riservata. Appare ogni tanto nelle foto condivise da amici e dal “clan Valentino”, ma non utilizza i social come strumento di esposizione personale.