La scena è semplice e spiazzante allo stesso tempo: un banco elegante, un tappeto di fiori freschi, piccole campane in vetro. In alcuni casi calici e bottiglie, per fare degli abbinamenti ricercati di vino o cocktail. Solo fiori freschi, preparati come si farebbe per una degustazione classica: si assaggiano in purezza, partendo dal più delicato al più saporito.
Davanti agli ospiti non c’è un sommelier del vino, ma un sommelier dei fiori. Non versa, ma porge petali. Invita ad osservare, toccare, assaggiare. Racconta provenienza, sapore, consistenza, storia botanica, metodi di coltivazione. È una figura professionale nuova, che nasce dentro Nature Concrete, realtà agricola dei Castelli Romani che ha deciso di dare ai fiori commestibili un ruolo da protagonisti.
Dalla produzione di fiori eduli alla nascita di una nuova figura
Nature Concrete nasce come azienda agricola specializzata in fiori eduli per la ristorazione. L’idea iniziale è chiara: nobilitare il fiore, smettere di trattarlo come semplice guarnizione e iniziare a considerarlo un ingrediente con un proprio profilo sensoriale.
Dietro a questo percorso ci sono due persone:
- Amélie, biologa ed ecologa, con una formazione scientifica con specializzazione in agricoltura ecologica, che le permette di conoscere specie, principi attivi, sicurezza alimentare, biodiversità, tecniche agricole non convenzionali, stagionalità
- Michelangelo, gastronomo, cresciuto tra ristorazione e cultura del cibo, abituato a raccontare un prodotto alimentare e valorizzarlo, ragionare in termini di trasformazione di prodotti, conservazione, analisi sensoriale, abbinamenti, percorsi di degustazione.
Dall’unione di queste due competenze nasce la figura del sommelier dei fiori, ponte naturale tra campo e cucina, laboratorio e tavola.
Chi è e cosa fa il sommelier dei fiori
Il sommelier dei fiori è un professionista che lavora su due livelli: coltivazione e analisi sensoriale.
Conosce i fiori fin dall’inizio del loro ciclo di vita:
- sa come coltivarli, in quali terreni e microclimi esprimono meglio le proprie caratteristiche
- riconosce quali parti sono eduli e quali non devono essere consumate
- studia la composizione chimica di ogni varietà, collegando le singole sostanze alle sensazioni in bocca.
Allo stesso tempo è un mediatore del gusto. Durante una degustazione, guida gli ospiti nel percepire le differenze tra una specie e l’altra: intensità aromatica, retrogusto, effetti sulla salivazione, eventuale sensazione di fresco, caldo, formicolio.
Come il sommelier tradizionale conosce vitigni, terroir e tecniche di vinificazione, il sommelier dei fiori conosce specie botaniche, tempi di raccolta, modalità di conservazione e trasformazione. E soprattutto è in grado di tradurre questo mondo tecnico in un racconto accessibile a chi si siede davanti al suo banco di degustazione.
Degustare un fiore: come funziona un evento di flower tasting
La degustazione di fiori firmata Nature Concrete prende forma spesso nel Flower Bar di Amélie, un angolo dedicato all’interno di matrimoni, eventi privati, appuntamenti aziendali o serate gastronomiche.
L’allestimento ricorda quello di una degustazione tradizionale:
- un menù con una selezione di fiori, di solito quattro varietà a persona, da scegliere in anticipo perché vengono raccolte proprio per te
- un ordine preciso di assaggio, dal più delicato al più intenso
- piattini, campane in vetro, tagliere, vassoi e pinzette, gli attrezzi indispensabili per presentare l’identità di ogni fiore.
Il sommelier dei fiori invita a seguire passo passo la degustazione. Alcuni esempi tipici:
- la Dalia, con un gusto che rimanda a note erbacee e amarognole, vicine al carciofo crudo
- la Begonia, croccante e acidula, che restituisce una sensazione fresca, con rimandi agrumati e fruttati
- la Bocca di leone, con un profilo leggermente balsamico, una dolcezza sottile dovuta al nettare
- il Nasturzio, netto e deciso, con una piccantezza pepata che arriva in ritardo e richiama da vicino sensazioni simili a quelle del wasabi
- la Lippia dulcis, detta anche “zucchero azteco”, che porta al palato un dolce speziato, tra caramello, anice e melassa
- l’Acmella oleracea, il celebre fiore elettrico, che provoca formicolio, senso di vibrazione sulla lingua e una pulizia profonda del palato.
Per ogni assaggio il sommelier dei fiori racconta ai più appassionati:
- una curiosità sull’uso tradizionale
- caratteristiche botaniche essenziali
- caratteristiche del gusto e della sensazione
- possibili abbinamenti con piatti, vini, cocktail.
In alcuni eventi il corner è fisso, gli ospiti si avvicinano liberamente e degustano come a un banco di assaggio. In altri casi il sommelier si muove tra i tavoli, portando i fiori in piccole porzioni e trasformando la degustazione in un dialogo itinerante.
Il corso online del 2025: un mestiere che diventa insegnabile
Nel 2025 la figura del sommelier dei fiori smette di essere solo una pratica interna all’azienda e si trasforma in percorso formativo. Nature Concrete lancia un corso online dedicato a chi vuole approfondire questo mondo in modo strutturato.
L’obiettivo è duplice:
- formare persone capaci di gestire una produzione di fiori eduli, dalla scelta delle varietà alla raccolta
- insegnare come condurre una degustazione, leggendo e raccontando i fiori con un approccio sensoriale.
La parte scientifica, curata da Amélie, entra nel dettaglio di:
- identificazione delle specie
- aspetti di sicurezza alimentare
- relazioni tra composti aromatici e percezioni al palato.
La parte gastronomica e narrativa, guidata da Michelangelo, affronta:
- costruzione di un percorso di assaggio coerente
- tecniche di comunicazione con il pubblico
- idee per integrare i fiori in menu, carte dei vini, drink list.
Accanto al corso, Nature Concrete offre anche consulenze dedicate ai loro studenti o a ristoranti, hotel, wedding planner, scuole alberghiere e aziende interessate a inserire degustazioni floreali nei propri eventi in modo professionale.
Matrimoni, eventi aziendali, serate a tema: dove lavora il sommelier dei fiori
Il campo di azione del sommelier dei fiori è più ampio di quanto possa sembrare.
La sua presenza è richiesta in:
- matrimoni, dove il Flower Bar diventa un momento esperienziale all’interno del ricevimento
- eventi aziendali, in cui la degustazione di fiori viene usata come attività di team building sensoriale
- aperitivi privati e cene degustazione, spesso in collaborazione con chef, sommelier del vino e bartender
- manifestazioni gastronomiche e festival del gusto, dove i fiori diventano tema centrale di laboratori e talk.
In questi contesti il sommelier dei fiori non si limita a far assaggiare. Osserva come reagiscono le persone, risponde alle domande, suggerisce connessioni tra fiori e altre componenti del menù: un amuse-bouche, un calice di vino, un cocktail, un dessert.
Nel tempo, questa figura contribuisce anche a costruire un lessico nuovo, fatto di profumi vegetali, note piccanti naturali, dolcezze inattese, sensazioni tattili particolari che arricchiscono il modo di raccontare un evento gastronomico.
Valorizzare la produzione agricola con una figura “ponte”
Alla base di tutto resta la scelta di partire dal campo. Il sommelier dei fiori di Nature Concrete non è una figura astratta o solo teorica: nasce dentro un’azienda che coltiva davvero quella materia prima.
Questo consente di:
- dare una voce diretta alla produzione agricola, senza mediazioni eccessive
- collegare il racconto sensoriale alle condizioni reali di coltivazione: stagione, clima, suolo, tecniche usate
- costruire un rapporto diverso con i fiori, percepiti non più come elemento puramente estetico ma come espressione concreta del lavoro in campo.
In questo senso, il sommelier dei fiori è una figura “ponte”: traduce in esperienza immediata per il pubblico il lavoro che normalmente resta nascosto dietro un piatto o un drink.
Una professione giovane con un potenziale evidente
La figura del sommelier dei fiori è ancora agli inizi, ma ha già alcuni tratti ben riconoscibili:
- mette insieme scienza, agricoltura e gastronomia
- lavora con fiori eduli coltivati e selezionati con attenzione
- opera in contesti dove l’esperienza sensoriale è parte centrale dell’evento
- ridisegna il ruolo del fiore, portandolo dal bordo del piatto al centro dell’assaggio.
Con l’espandersi dei corsi e delle consulenze, questa professione può trovare spazio in ristorazione, hotellerie, mondo degli eventi, scuole di cucina e di sala.
Per ora, tra i filari dei Castelli Romani e i banchetti di degustazione, il lavoro quotidiano di Nature Concrete sta tracciando una strada: trasformare petali e corolle in un linguaggio gastronomico completo, con qualcuno che ha il compito di raccontarlo e di guidare chi assaggia passo dopo passo.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






