Rieti è una città che va capita camminandoci dentro, ma anche un po’ sotto. Sotto le sue strade, infatti, si nasconde una trama di archi, volte e strutture antiche che raccontano una storia diversa da quella che si vede in superficie. Da fine anni Novanta questa storia viene messa in fila, spiegata, resa accessibile grazie al lavoro di Rieti da Scoprire, una realtà che ha fatto della valorizzazione del territorio reatino la propria missione quotidiana.
Un piccolo laboratorio di turismo culturale
Più che un’agenzia di visite guidate, Rieti da Scoprire è un vero laboratorio di turismo culturale. Dietro c’è il lavoro costante su tre fronti: lo studio delle fonti, la progettazione di percorsi e la capacità di accompagnare le persone a leggere il paesaggio con occhi diversi.
Al centro di questo progetto c’è Rita Giovannelli, guida turistica abilitata, pubblicista, studiosa appassionata del territorio. Nata a Rieti, ha trasformato il legame con la sua città in una professione che unisce ricerca, narrazione e accoglienza. Da oltre vent’anni coordina visite, collabora con operatori, scrive testi e libri, immaginando modi sempre nuovi per raccontare la stessa terra.
La scelta è chiara: lavorare con metodo, con una struttura organizzata, ma mantenendo il tono di chi ama spiegare i luoghi come se li stesse facendo conoscere ad amici arrivati in visita.
Rieti Sotterranea: il cuore del progetto
Il percorso più celebre è Rieti Sotterranea, un itinerario guidato che porta alla scoperta della città nascosta sotto il centro storico. Si entra nelle cantine dei palazzi nobiliari di via Roma e, passo dopo passo, ci si ritrova davanti ai resti di un imponente viadotto romano, costruito per sostenere la via Salaria e proteggerla dall’impaludamento.
Questa discesa nel sottosuolo non è solo spettacolare dal punto di vista visivo: è anche un modo per capire come la Rieti antica influenzi ancora oggi la struttura urbana. Le spiegazioni delle guide alternano dati storici, curiosità architettoniche e racconti legati alle famiglie che in quei palazzi hanno abitato.
Chi partecipa spesso racconta di aver avuto la sensazione di “leggere” per la prima volta il centro storico, come se le pietre e i vicoli improvvisamente avessero trovato un filo logico. Rieti da Scoprire ha costruito negli anni un format riconoscibile: gruppi accompagnati con attenzione, linguaggio chiaro ma mai banalizzante, tempi giusti per osservare e fare domande.
Non solo sottosuolo: itinerari in cittĂ e in provincia
Il nome richiama Rieti, ma lo sguardo è più ampio. L’attività non si ferma al capoluogo: itinerari, visite e percorsi si estendono a gran parte della provincia reatina.
Si va dalle passeggiate tra le dimore storiche del centro, con cortili, stemmi e saloni che raccontano secoli di vita cittadina, fino alle uscite nei borghi dell’Appennino. Labro, affacciato sul lago, Leonessa, con la sua piazza e i portici, Monteleone di Spoleto e altri centri minori diventano tappe di viaggi costruiti per chi ama un turismo lento, fatto di soste, di punti panoramici, di incontri con le comunità locali.
Una parte importante della proposta riguarda anche i luoghi francescani della valle reatina, con santuari, eremi, boschi e spazi di silenzio. Rieti da Scoprire lavora per creare itinerari tematici che intrecciano spiritualità , storia e paesaggio, offrendo percorsi adatti sia ai pellegrini sia a chi, semplicemente, desidera conoscere meglio questo pezzo d’Italia legato alla figura di san Francesco.
Libri, guide, collane illustrate: quando il turismo diventa carta
Accanto alle visite guidate, nel tempo è nata una vera e propria attività editoriale. Il marchio Rieti da Scoprire firma guide, libri divulgativi e collane illustrate dedicati alla città e al suo territorio.
Le guide raccontano Rieti e i suoi dintorni con un tono diretto, pensato per un pubblico ampio: chi arriva per la prima volta trova orientamento e consigli, chi abita in zona può scoprire particolari mai notati. Ci sono volumi dedicati ai percorsi sotterranei, ai santuari francescani, agli itinerari tematici tra storia e natura.
Particolarmente originale è il filone destinato ai più piccoli: una serie di libri illustrati in cui un gatto archeologo, il celebre Panfilo, accompagna bambine e bambini alla scoperta di epoche diverse e personaggi curiosi. Con lui compaiono figure come Porfirio ratto sabino, Pandolfo il longobardo, Pammacchio il gattaccio: nomi che fanno sorridere ma che diventano ponte per parlare di archeologia, storia antica, popoli e trasformazioni del territorio.
Questa scelta di lavorare anche sull’infanzia è una delle cifre distintive di Rieti da Scoprire: la valorizzazione del territorio non è vista solo come qualcosa da proporre ai turisti adulti, ma come un percorso educativo che parte dai bambini, dalle scuole, dalle famiglie.
La figura di Rita Giovannelli
Il volto più riconoscibile di tutto questo percorso è quello di Rita Giovannelli. Guida turistica, autrice, organizzatrice di itinerari, è riuscita a trasformare competenze diverse in un profilo unico.
Nel 2003 le è stato conferito anche un riconoscimento europeo nel settore del turismo e dell’ospitalità , a sottolineare il valore di un lavoro portato avanti con costanza, spesso lontano dai riflettori, ma profondamente radicato nei luoghi.
La sua esperienza viene messa a disposizione non solo dei visitatori, ma anche di operatori italiani e stranieri che cercano un supporto per costruire programmi di viaggio sul territorio reatino. Ne esce un quadro in cui la guida non è soltanto chi accompagna nel percorso, ma anche chi lo immagina, lo progetta, lo verifica nel tempo.
Un ponte tra abitanti e viaggiatori
In quasi tre decenni di attività , Rieti da Scoprire ha contribuito a cambiare lo sguardo sulla città e sulla sua provincia. Non solo per chi arriva da fuori, ma anche per chi qui è nato e cresciuto.
Capita spesso che alle visite partecipino residenti reatini che, magari dopo anni, decidono di “fare i turisti a casa propria”. Molti raccontano di aver scoperto scorci mai notati, di essersi affacciati per la prima volta in cantine e cortili, di aver collegato episodi della storia locale a luoghi attraversati ogni giorno quasi in automatico.
In questo senso, il progetto svolge una doppia funzione: da un lato promuove il territorio verso chi non lo conosce, dall’altro restituisce consapevolezza agli abitanti, rinnovando il legame con strade, palazzi, chiese, paesaggi.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






