Trento, trovato il corpo di Floresha Prengu: chi era la giovane mamma scomparsa a ottobre

Serena Comito

Trento, trovato il corpo di Floresha Prengu: chi era la giovane mamma scomparsa a ottobre

Per due mesi il suo nome è girato ovunque: volantini, post condivisi, appelli in tv, gruppi Facebook.
Ora il cerchio si è chiuso nel modo che nessuno voleva: è stato trovato il corpo di Floresha Prengu, la 35enne residente a Trento, madre di due bambine, scomparsa il 22 ottobre 2025.

La salma è stata rinvenuta nei giorni scorsi lungo l’Adige, a circa quaranta chilometri dal capoluogo, e riconosciuta ufficialmente oggi dai familiari. Quella speranza che la teneva simbolicamente aggrappata alla vita, giorno dopo giorno, si è trasformata in un dolore definitivo.

Abbiamo sperato fino all’ultimo, è un momento difficile per tutti noi”, hanno detto i parenti. E non è una frase fatta: per quasi tre mesi hanno vissuto tra telefonate, segnalazioni, silenzi e attese che sembravano non finire mai.

Il giorno della scomparsa: una mattina come tante, poi il vuoto

La storia di Floresha, almeno in apparenza, comincia come una mattina qualsiasi.

È mercoledì 22 ottobre. A Trento è ancora buio quando lei esce di casa all’alba per andare a lavorare. Lavora come addetta alle pulizie in alcuni condomini, un mestiere che la porta in giro molto presto, quando la maggior parte delle persone sta ancora facendo colazione o dormendo.

Esce con pochissime cose: solo il telefono cellulare. Niente valigia, niente zaino, nessun segno di una partenza preparata. Deve semplicemente fare il suo turno e rientrare.

A casa la aspettano il marito e le due figlie. L’orario fissato in famiglia è sempre quello: intorno alle 17. Ma quel pomeriggio, alle cinque, Floresha non rientra. Il tempo passa, il telefono non dà segnali, nessun messaggio. Il marito inizia a preoccuparsi sul serio, chiama, richiama, prova a capire se qualcuno l’ha vista. Alla fine lancia l’allarme.

Da quel momento, di lei non si saprà più nulla. Nessuna traccia, nessun avvistamento davvero verificato, solo la lunga scia di appelli e di ricerche.

Chi era Floresha Prengu

Floresha aveva 35 anni, origini albanesi e una vita costruita a Trento, tra lavoro e famiglia.
Era sposata e mamma di due bambine, che negli appelli dei familiari venivano sempre nominate: “Sta mancando alle sue figlie, le ama profondamente, non le avrebbe mai lasciate”.

Chi le stava vicino la descrive come una donna molto legata alla famiglia, abituata a fare avanti e indietro dal lavoro senza grandi pretese, concentrata sulle cose concrete di ogni giorno: le figlie, la casa, gli impegni di routine.

Poche settimane prima della scomparsa aveva affrontato anche un altro dolore: la morte del padre. Un lutto che l’aveva colpita profondamente, ma che, a detta di chi la conosceva, non aveva mai lasciato intravedere desideri di fuga o gesti estremi.

Nelle interviste rilasciate dopo la scomparsa, amici e parenti ripetevano sempre lo stesso concetto:
Non le avrebbe mai abbandonate”, riferendosi alle bambine. È su questa certezza che, per mesi, hanno insistito nel chiedere che non venisse abbassata la guardia.

Le ricerche lungo l’Adige e l’eco nazionale del caso

Nei giorni successivi al 22 ottobre si è messa in moto una macchina enorme di soccorsi e controlli.

Le autorità hanno organizzato una vasta operazione di ricerca:

  • squadre a terra tra città e zone periferiche;
  • vigili del fuoco permanenti e volontari;
  • il nucleo fluviale impegnato lungo il corso dell’Adige;
  • sommozzatori al lavoro nelle acque;
  • elicottero in volo per i sorvoli dall’alto.

Le foto delle ricerche, pubblicate dai quotidiani locali, mostravano file di operatori lungo gli argini, mezzi parcheggiati ovunque, una mobilitazione che raramente si vede in casi di scomparsa.

Nel frattempo la notizia è andata oltre i confini trentini:

  • il caso è apparso su testate nazionali;
  • se ne sono occupati media albanesi, che hanno rilanciato l’appello della famiglia;
  • la storia di Floresha è arrivata anche in tv, in programmi dedicati alle persone scomparse, con appelli ripetuti e la foto di lei in sovrimpressione.

Sui social sono nati gruppi e post condivisi da migliaia di persone: “Aiutateci a trovarla”, “Chiunque l’abbia vista, chiami le forze dell’ordine”. Per settimane, il suo volto è stato fisso nella mente di molti.

Il ritrovamento del corpo a quaranta chilometri da Trento

La svolta, tragica, arriva all’inizio di questa settimana.

In una zona lungo l’Adige, a circa quaranta chilometri da Trento, viene individuato un corpo senza vita. Servono ancora accertamenti, ma le autorità capiscono subito che bisogna tenere insieme quel ritrovamento con il nome che in questi mesi ha tenuto impegnati soccorritori, volontari e giornalisti.

Oggi, giovedì 15 gennaio, la conferma: la salma è di Floresha Prengu.
A identificarla sono stati i familiari, chiamati a compiere uno dei gesti più duri che si possano immaginare.

Di cause della morte e dinamica precisa non viene detto nulla.
Le testate che seguono il caso sottolineano tutte lo stesso punto: non sono stati resi noti dettagli sul modo in cui Floresha è morta, né su cosa sia accaduto dal momento in cui è sparita a quello in cui il suo corpo è stato recuperato lungo il fiume.

Quel tratto di Adige, che per giorni era stato battuto in lungo e in largo, torna così al centro della scena. Ma stavolta non ci sono squadre in cerca di tracce: c’è un fascicolo che si sposta sul tavolo di chi deve occuparsi di autopsia, accertamenti tecnici, ricostruzioni.

La voce della famiglia: “Abbiamo sperato fino all’ultimo”

In mezzo a tutto questo, restano le parole di chi l’ha cercata per mesi.

Abbiamo sperato fino all’ultimo e questo è un momento difficile per tutti noi”, dicono i familiari, che trovano comunque la forza per aggiungere un ringraziamento: “Grazie a tutte le persone che ci hanno supportato in questi mesi e che hanno condiviso l’appello”.

Dietro questa frase c’è tutto: le notti senza dormire, le telefonate con le forze dell’ordine, le segnalazioni che non portavano a nulla, gli appuntamenti mancati con la speranza. E poi le bambine, che in questi mesi sono diventate il motivo principale per cui continuare a cercare un filo di normalità, per quanto possibile.

Floresha, per chi la amava, non era solo “una 35enne scomparsa da Trento”. Era Flora, come la chiamavano in molti: una mamma che si alzava all’alba, rientrava nel pomeriggio, faceva i conti tra lavoro, casa e figli. Adesso il suo nome rimane legato a una vicenda che il Trentino difficilmente dimenticherà.

Le domande che restano aperte

Cosa è successo a Floresha Prengu?
Ad oggi si sa solo che è uscita di casa il 22 ottobre per andare al lavoro e non è mai più rientrata. Il suo corpo è stato ritrovato lungo l’Adige, a decine di chilometri da casa, e riconosciuto dai familiari. Le autorità non hanno ancora reso pubblici i dettagli sulle cause del decesso.

Quando è stata vista per l’ultima volta?
L’ultima certezza risale alla mattina del 22 ottobre, a Trento. Dopo quell’orario, le tracce si interrompono, nonostante gli appelli e le ricerche estese a tutto il territorio.

Dove è stata trovata esattamente?
La salma è stata trovata a circa quaranta chilometri da Trento, lungo il fiume Adige. Non vengono forniti particolari ulteriori sul punto preciso del ritrovamento, proprio per consentire agli inquirenti di lavorare con calma.

Che lavoro faceva e dove viveva?
Floresha viveva a Trento con il marito e le due figlie. Lavorava come addetta alle pulizie in alcuni condomini, motivo per cui usciva di casa molto presto la mattina.

Le cause della morte sono state chiarite?
No, non ancora. I giornali riportano esplicitamente che non sono stati diffusi dettagli ufficiali sulle cause del decesso né sulla dinamica esatta di quanto accaduto. Saranno gli accertamenti medico-legali e le indagini a dover dare risposte.