Neonato morto all’ospedale di Portogruaro: cosa è successo in sala parto e perché la famiglia pretende chiarezza

Serena Comito

Neonato morto all’ospedale di Portogruaro: cosa è successo in sala parto e perché la famiglia pretende chiarezza

Siamo al punto nascita dell’ospedale San Tommaso dei Battuti di Portogruaro, struttura dell’Ulss 4 Veneto Orientale. Nella mattina di venerdì 10 gennaio 2026 un bimbo viene alla luce e muore poco dopo, nel reparto di Ostetricia.

Nel giro di poche ore la voce esce dal reparto, finisce sui giornali, arriva alle procure. La famiglia non vuole restare solo con il dolore: il padre deposita un esposto, la Procura apre un fascicolo, l’azienda sanitaria interviene con una verifica interna. Il caso di Portogruaro diventa una storia che interroga chiunque abbia messo piede in un reparto maternità o conosca qualcuno che ci è passato.

Il parto al San Tommaso dei Battuti e la morte dopo la nascita

Per ora il quadro è quello che emerge dagli atti ufficiali e dalle prime ricostruzioni.

La futura mamma arriva in ospedale per partorire, viene accolta nel reparto di Ostetricia. Il travaglio viene seguito dal personale del punto nascita, si arriva al momento del parto, il bambino nasce. Subito dopo, però, qualcosa non va: il neonato muore in sala parto o nei minuti immediatamente successivi, nonostante i tentativi di rianimazione messi in campo dalla squadra sanitaria.

Non si tratta di un parto improvvisato fuori struttura o di una corsa in auto finita male. Tutto avviene all’interno dell’ospedale, nel reparto che dovrebbe essere il luogo più sicuro in quel momento delicatissimo.

Le prime ipotesi: problemi al cuore e la questione delle malformazioni

Le comunicazioni che filtrano dalla direzione sanitaria parlano subito di problemi cardiaci nel neonato.

In diversi resoconti viene citata la presenza di “anomalie cardiache”, con l’ipotesi di una malformazione congenita del cuore come possibile causa del decesso.

Da qui nasce la prima serie di domande, che non riguarda solo questo singolo evento:

  • quei problemi al cuore erano già presenti durante la gravidanza?
  • erano potenzialmente individuabili con gli esami di routine (ecografie, controlli, morfologica)?
  • se sì, è stato tutto correttamente visto, segnalato, monitorato?

La direzione dell’Ulss 4 ha fatto sapere di aver aperto un’analisi sul percorso della gravidanza, con un’attenzione particolare alle ecografie e agli altri esami effettuati nei mesi precedenti il parto.

In pratica verranno ripresi in mano immagini, referti, annotazioni di ginecologi e ostetriche per capire se il quadro cardiaco del piccolo mostrasse già qualche campanello d’allarme e come è stato gestito.

L’esposto del padre e l’indagine aperta in Procura

Per i genitori, però, non bastano le rassicurazioni e le formule caute della direzione sanitaria.

Il padre del bambino sceglie di presentare un esposto contro ignoti alla Procura, chiedendo che si faccia luce su quello che è successo in quelle ore e su come sono stati gestiti il travaglio, il parto e l’immediato dopo.

La Procura apre un fascicolo sul decesso e dà il via ai primi passi:

  • sequestro delle cartelle cliniche della madre e del neonato,
  • acquisizione dei tracciati del travaglio,
  • raccolta di referti ed ecografie della gravidanza,
  • richiesta di relazioni dettagliate al personale del reparto.

Al momento non risultano, nei documenti resi noti, capi d’accusa precisi verso singoli medici o ostetriche. La scelta della famiglia è però netta: nessun “è andata così” dato per buono senza verifiche, nessun punto lasciato nella nebulosa del “può succedere”. Vogliono sapere se in quel parto è stato fatto tutto ciò che era nelle possibilità della struttura e se è stato fatto nel modo giusto.

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L’indagine interna dell’Ulss 4: gravidanza, protocolli, rianimazione

Mentre la magistratura procede con i suoi tempi, si muove anche l’Ulss 4 Veneto Orientale.

La direzione ha annunciato l’avvio di una indagine interna con alcuni punti fermi da verificare:

  • Come è stata seguita la gravidanza: numero di visite, esami svolti, eventuali criticità emerse e seguite.
  • Gestione del travaglio: monitoraggio del battito fetale, eventuali segnali di sofferenza, tempi di intervento.
  • Fasi del parto e subito dopo: procedure adottate, tempi di reazione, manovre di rianimazione neonatale.
  • Organizzazione del reparto: turni, presenza di personale, dotazione di strumenti e apparecchiature.

Dall’azienda sanitaria arrivano frasi calibrate: si ribadisce la volontà di collaborare con la Procura e, al tempo stesso, si sottolinea che dalle prime verifiche interne non emergerebbero scostamenti evidenti dai protocolli previsti.

Sono dichiarazioni che non chiudono nessuna porta. Fotografo solo un dato: l’ospedale di Portogruaro è sotto osservazione, e lo resterà finché i controlli – clinici e giudiziari – non avranno sciolto tutti i nodi.

Un caso che tocca la fiducia nei reparti maternità

Oltre alla singola storia, la morte del neonato di Portogruaro riapre una questione che ogni tanto torna a galla: la fiducia nei punti nascita.

Da un lato ci sono cronache che raccontano casi come questo e alimentano paure su errori, ritardi, sottovalutazioni. Dall’altro lato ci sono le migliaia di parti che ogni anno si concludono bene, con madri e bambini che escono dall’ospedale senza problemi grazie a squadre che funzionano e controlli fatti come si deve.

Nel mezzo, le vicende come questa, che mandano in frantumi la normalità in due frasi che nessun genitore vorrebbe mai sentire:

  • “Il suo bambino è nato”,
  • e poco dopo, “il suo bambino non ce l’ha fatta”.

Per la famiglia, adesso, non è questione solo di “da cosa” è morto il piccolo, ma di “come” si è arrivati a quell’esito. Non basta il nome di una malformazione o di una complicanza: serve capire se tutto il percorso – dalla prima ecografia fino all’ultimo minuto in sala parto – è stato gestito nel modo corretto.

FAQ sul neonato morto all’ospedale di Portogruaro

Dove è avvenuta la tragedia?
La morte del neonato è avvenuta al punto nascita dell’ospedale San Tommaso dei Battuti di Portogruaro, nel reparto di Ostetricia dell’Ulss 4 Veneto Orientale.

Quando è morto il neonato di Portogruaro?
La tragedia è collocata nella mattinata di venerdì 10 gennaio 2026, poche ore prima che la vicenda venisse resa nota dalle principali testate locali e regionali.

Qual è la causa del decesso indicata finora?
Le informazioni iniziali parlano di anomalie cardiache, con una malformazione del cuore indicata come possibile causa. Restano comunque in corso accertamenti clinici e medico-legali per definire con precisione l’origine del problema.

Perché è stata coinvolta la Procura?
Il padre del neonato ha presentato un esposto contro ignoti, chiedendo chiarimenti su gravidanza, travaglio, parto e interventi subito dopo la nascita. Per questo la Procura ha aperto un fascicolo, disposto il sequestro delle cartelle cliniche e acquisito tutta la documentazione sanitaria utile a ricostruire i fatti.

Come si sta muovendo l’Ulss 4 dopo l’accaduto?
L’Ulss 4 ha avviato una indagine interna, che riguarda sia il percorso in gravidanza (con particolare attenzione alle ecografie), sia la gestione del travaglio e delle procedure in sala parto, compresa la rianimazione del neonato. La direzione ha dichiarato di aver già svolto alcune verifiche preliminari e di voler collaborare con la magistratura.