Nembro, chi era Claudio Pelliccioli: il 64enne morto nel bosco di Lonno schiacciato da un albero

Serena Comito

Nembro, chi era Claudio Pelliccioli: il 64enne morto nel bosco di Lonno schiacciato da un albero

È una mattina di gennaio come tante nella valle tra Nembro e Alzano Lombardo, fredda ma limpida, con il verde scuro del bosco che sale sopra la frazione di Lonno. In quella zona, per chi ci vive, andare “su nel bosco” non è un’eccezione: si va a sistemare un albero, a pulire un pezzo di terreno, a tagliare un po’ di legna.

Martedì 13 gennaio 2026, però, una di queste uscite si trasforma in tragedia. A perdere la vita è Claudio Pelliccioli, 64 anni, residente proprio a Lonno. Stava tagliando un albero quando la pianta è crollata nella direzione sbagliata, schiacciandolo. Per lui non c’è stato nulla da fare, nonostante l’arrivo dell’elisoccorso e dei soccorsi da mezza provincia.

Chi era Claudio Pelliccioli, il 64enne morto a Nembro

Il nome di Claudio Pelliccioli in zona era tutt’altro che sconosciuto. Sessantaquattro anni, una vita passata tra lavoro e famiglia, prima della pensione aveva fatto il meccanico a Orio, verosimilmente nella zona di Orio al Serio, dove ogni giorno gravitano migliaia di persone tra officine, magazzini, attività legate all’aeroporto e non solo.

Da anni viveva nella frazione di Lonno, quella manciata di case arrampicate sulla montagna che per molti è un piccolo mondo a parte rispetto al fondovalle. Qui il rapporto con il bosco è quotidiano: sentieri, baite, terreni da tenere puliti, alberi da abbattere quando diventano pericolosi o semplicemente per avere legna per l’inverno.

Claudio, raccontano le prime ricostruzioni, era uno abituato a darsi da fare, a sistemare, a non tirarsi indietro quando c’era da mettere le mani in qualcosa. Quella mattina esce per lavorare su un albero in una zona boschiva sopra Lonno, al confine fra i territori di Nembro e Alzano Lombardo. Un intervento che, nella testa di chi è cresciuto in valle, rientra nella normalità di chi vive vicino al bosco.

Leggi anche: Chi era Stefan Ivanović, il buttafuori eroe del Constellation morto salvando vite? Età, origini, gesto estremo a Crans-Montana

La dinamica dell’incidente nel bosco di Lonno

Per capire cosa è successo bisogna spostarsi idealmente in via Buonarroti, una delle strade che salgono verso il bosco sopra Lonno. Da lì, più in alto, la zona si fa sempre più ripida e impervia. È in quest’area che, poco prima delle 11 del mattino, scatta l’allarme.

Claudio si trova impegnato nel taglio di un albero. La dinamica esatta è ora al vaglio delle forze dell’ordine, ma il quadro che emerge è chiaro nella sua drammaticità: durante le operazioni, la pianta gli cade addosso, schiacciandolo. In un contesto di terreno sconnesso, con pendenze e ostacoli naturali, basta davvero poco perché un taglio che sembra sotto controllo si trasformi in un pericolo mortale.

La chiamata al numero di emergenza arriva alle 10:52 circa. Chi c’è sul posto capisce subito che la situazione è gravissima: serve l’elisoccorso. Nel giro di poco l’elicottero decolla da Bergamo, mentre via terra vengono inviate un’ambulanza, un’automedica e le squadre del Soccorso Alpino, insieme ai vigili del fuoco.

Raggiungere il punto esatto non è semplice. Il bosco sopra Lonno non è un parco cittadino, ma una zona impervia, fatta di pendii, pietre, tratti scivolosi. I soccorritori arrivano, stabilizzano l’area, provano a intervenire su Claudio. Ma le ferite riportate nell’impatto con l’albero sono troppo gravi: il medico non può fare altro che constatare il decesso direttamente sul posto.

Il dolore della famiglia e il malore del parente

Come spesso accade in paesi e frazioni dove tutti si conoscono, la notizia corre in fretta. Un familiare di Claudio raggiunge il luogo dell’incidente. Si trova davanti non un infortunio qualunque, ma la scena della tragedia vera e propria: il bosco transennato, i mezzi di soccorso, le divise, e lui, il 64enne di Lonno, a terra senza vita.

La tensione emotiva è troppo forte. Il parente accusa un malore a sua volta e deve essere soccorso dal personale sanitario presente. Per fortuna non risulta in pericolo di vita, ma questo dettaglio racconta molto del peso di quei minuti: non solo la morte improvvisa, ma anche lo shock di chi arriva e vede con i propri occhi cosa è successo.

In paese, intanto, iniziano a circolare i messaggi, le telefonate, il passaparola. In una comunità di dimensioni ridotte, dove ci si incontra al bar, al campo sportivo, in chiesa o lungo la strada per Lonno, una notizia così non resta confinata alle cronache locali: entra nelle conversazioni di tutti.

Gli accertamenti degli inquirenti e il nodo sicurezza

Sulla carta, quello che ha portato via la vita a Claudio Pelliccioli viene classificato come infortunio non lavorativo. Non era una squadra di boscaioli al lavoro per una ditta, ma un intervento privato, come ne fanno tanti cittadini che possiedono o gestiscono piccoli appezzamenti di bosco.

Questo non toglie però che la vicenda sollevi l’ennesima riflessione sulla sicurezza nei lavori in bosco, anche quando non si tratta di attività professionale. Tagliare un albero non è mai un gesto banale: richiede competenze tecniche, valutazione della direzione di caduta, uso corretto degli attrezzi, presenza di più persone sul posto per intervenire in caso di problemi.

Le forze dell’ordine, arrivate insieme ai soccorsi, hanno il compito di ricostruire ogni passaggio: posizione dell’albero prima del taglio, modalità di taglio, eventuali spostamenti del tronco, condizioni del terreno. Non si parla, al momento, di responsabilità di terzi, ma ogni dettaglio servirà a fissare con precisione la dinamica.

La montagna e il bosco, per chi ci è cresciuto vicino, sono casa. Ma una tragedia come questa ricorda quanto possano diventare improvvisamente luoghi ostili se un singolo errore, o un imprevisto, entra nella scena al momento sbagliato.

Nembro, Lonno e il rapporto con il bosco

Chi conosce la zona sa che Lonno non è una semplice “periferia” di Nembro, ma un mondo con una sua identità. È un posto dove si vive a contatto diretto con i pendii, i sentieri, i prati che si affacciano sulle valli. Qui il bosco non è scenario da cartolina, ma parte della vita quotidiana: si passeggia, si raccoglie legna, si sistemano alberi che possono creare problemi a strade o case.

La morte di Claudio Pelliccioli cade esattamente su questa linea sottile: quella tra normalità dei gesti di sempre e rischio. Per la comunità di Nembro e delle frazioni, la sensazione è quella di aver perso “uno di casa” in un ambiente che tutti sentono proprio.

FAQ sull’incidente mortale nel bosco di Nembro

Chi è l’uomo morto nel bosco di Nembro?
La vittima è Claudio Pelliccioli, 64 anni, residente a Lonno, frazione di Nembro in provincia di Bergamo. Prima della pensione aveva lavorato come meccanico nella zona di Orio.

Dove è avvenuto esattamente l’incidente?
L’incidente è avvenuto in una zona boschiva e impervia sopra Lonno, tra i territori di Nembro e Alzano Lombardo, con attivazione dei soccorsi da via Buonarroti, nella mattinata di martedì 13 gennaio 2026.

Cosa stava facendo Claudio Pelliccioli quando è morto?
Era impegnato nel taglio di un albero nel bosco. Durante le operazioni la pianta è caduta su di lui, schiacciandolo e causandone la morte nonostante il rapido intervento dei soccorsi.

Si è trattato di un incidente sul lavoro?
No, si parla di infortunio non lavorativo. Claudio non era al lavoro per un’azienda, ma stava svolgendo un intervento privato nel bosco, come spesso accade tra chi possiede terreni o li aiuta a gestire.

Chi è intervenuto nei soccorsi a Lonno?
Sul posto sono arrivati elisoccorso, ambulanza, automedica, squadre del Soccorso Alpino, vigili del fuoco e le forze dell’ordine. Per l’uomo, però, le ferite riportate nell’impatto con l’albero sono risultate subito troppo gravi.