Chi è Aurelio Picca? Età, libri, vita privata e carriera dello scrittore di Velletri

Serena Comito

Chi è Aurelio Picca? Età, libri, vita privata e carriera dello scrittore di Velletri

Se ami la narrativa italiana più ruvida, carnale, lontana dai salotti, il nome Aurelio Picca prima o poi lo incroci per forza. Non è il classico autore da festival patinato: è uno che viene dai Castelli Romani, parla di Roma come di un corpo ferito, mette dentro i suoi libri cavalli, sport, criminali veri, periferie che graffiano. Ma chi è davvero, quanti anni ha, quali sono i suoi libri principali e cosa si sa della sua vita privata, tra moglie e figli?

Proviamo a mettere ordine, perché dietro la faccia da “scrittore maledetto” c’è una biografia molto più ampia di quanto sembri.

Età e origini di Aurelio Picca

Aurelio Picca è nato a Velletri, nel cuore dei Castelli Romani, in provincia di Roma. Le fonti non sono tutte d’accordo sulla data precisa, ma convergono sull’anno: 1957. Alcuni profili biografici indicano il 17 gennaio, ma ciò che conta, anche per chi cerca “Aurelio Picca età”, è che oggi lo scrittore abbia circa 68 anni.

Cresce in un contesto che tornerà continuamente nella sua scrittura: paesi di provincia, periferie, cavalli, campi, bande, famiglie numerose, una Roma di margine e di frontiera più che da cartolina. Non è l’intellettuale che si racconta come “figlio delle biblioteche”, ma uno che ha visto e vissuto molto prima di trasformare tutto in letteratura.

Questa radice “bassa” e fisica è uno dei motivi per cui, quando si parla di lui, si usa spesso la formula “scrittore viscerale”: nei suoi libri si sente la carne del territorio in cui è nato.

La carriera tra poesia, romanzi e giornalismo

La carriera di Aurelio Picca parte dalla poesia e dai piccoli editori, poi scatta lentamente verso i grandi nomi dell’editoria italiana.

Negli anni Ottanta esordisce con raccolte poetiche come Costruzioni di gesso e, nel 1990, Per punizione. Testi che oggi sono quasi da caccia al tesoro nelle biblioteche, ma che segnano la sua prima apparizione sulla scena letteraria.

Poi arrivano i racconti: La schiuma e I racconti dell’eternità gli permettono di sperimentare una prosa già molto fisica, fatta di dettagli ruvidi e personaggi borderline. Da lì in poi parte la vera scalata.

Negli anni Novanta comincia a pubblicare con Giunti e soprattutto con Rizzoli:

  • L’esame di maturità
  • I mulatti
  • Tuttestelle
  • Bellissima

Con “Tuttestelle” esplode davvero: il romanzo gli vale il Premio Alberto Moravia e il Superpremio Grinzane Cavour, due riconoscimenti che gli aprono le porte di un pubblico più ampio e lo impongono come una delle voci più originali della narrativa italiana di quegli anni.

Negli anni Duemila continua con romanzi come Sacrocuore e Via Volta della morte, poi si sposta su altre case editrici importanti: Bompiani, Einaudi, Baldini+Castoldi, La nave di Teseo. Tra i titoli più citati quando si parla di “Aurelio Picca libri” ci sono:

  • Se la fortuna è nostra, con cui vince il Premio Hemingway e il Premio Flaiano
  • L’Italia è morte, io sono l’Italia, una sorta di poema feroce sul Paese
  • Arsenale di Roma distrutta, dedicato a una Roma cupa, devastata, amatissima
  • Il più grande criminale di Roma è stato amico mio, romanzo ibrido tra memoir e cronaca nera, candidato al Premio Strega
  • Contro Pinocchio, un attacco frontale al burattino di Collodi e a una certa idea di Italia
  • La gloria, in cui entrano prepotenti sport, cavalli, eroi e sconfitti
  • Roma mia, non morirò più, uno dei lavori più recenti, che fonde memoria personale e dichiarazione d’amore e guerra alla città.

Parallelamente, Picca porta avanti un’attività intensa come giornalista e collaboratore di molti quotidiani e riviste: ha scritto, tra gli altri, per Corriere della Sera, la Repubblica, Il Foglio, Il Giornale, oltre a inserti culturali e magazine che gli hanno permesso di raccontare cinema, sport, personaggi e luoghi.

Stile di scrittura e temi ricorrenti

Per capire chi è davvero Aurelio Picca, non basta scorrere l’elenco dei suoi libri. Bisogna guardare come scrive.

Il suo stile è:

  • fisico: il corpo è ovunque, dai pugili ai criminali, dai cavalli ai motociclisti;
  • religioso e profano insieme: mescola immagini sacre, santi, chiese, con bestemmie e violenza;
  • viscerale: non teme il sangue, la malattia, la ferocia, la crudeltà dei rapporti umani;
  • anti-salotto: rifugge l’idea di letteratura elegante e distante, preferisce il fango, i margini, gli ultimi.

Roma è quasi sempre presente, ma non è la città dei monumenti: è una capitale sporca, dolente, contraddittoria, popolata da criminali veri, periferie difficili, famiglie instabili. Nei suoi libri la città si muove, respira, si ammala.

Un altro filone fortissimo è quello dello sport: moto, calcio, boxe, cavalli. Gli atleti e i campioni diventano metafore di grandezza e caduta, di gloria e rovina, come se nello sport si concentrasse l’essenza della lotta umana.

Il risultato è che molti lettori percepiscono lui e la sua opera come una sorta di “montagna da scalare”: non è un autore accomodante, ma chi entra nel suo mondo raramente resta indifferente.

Vita privata, moglie e figli: cosa si sa davvero

Quando si passa alla domanda “Aurelio Picca moglie, figli, vita privata?”, la verità è che ci si scontra con un muro ben costruito: lui non espone quasi nulla di sé su questo fronte.

Le biografie più divulgative ripetono la stessa idea: Picca è estremamente riservato, non ama raccontare la sua sfera sentimentale, non cita partner né famiglia nelle interviste e non alimenta in alcun modo il lato gossip della propria figura pubblica. Anche i suoi profili social non aiutano: non ci sono foto di coppia, né riferimenti diretti a una moglie o compagna.

Sul tema dei figli, in una lunga intervista si è definito “patriarca senza figli”, frase che ha fatto riflettere molti lettori. È come se, da un lato, avesse l’atteggiamento di chi percepisce su di sé un ruolo forte, quasi da capo famiglia, e dall’altro riconoscesse apertamente l’assenza di discendenti.

Quello che possiamo dire, restando corretti, è questo:

  • non esistono informazioni pubbliche affidabili che confermino un matrimonio o una relazione ufficiale;
  • non risultano figli, e lo stesso autore ha parlato di sé come di un uomo “senza figli”;
  • la sua vita privata resta blindata, per scelta, e viene tenuta nettamente separata dalla figura dello scrittore.

In un panorama in cui tanti autori si esibiscono sui social, questa sua distanza rende ancora più netta la linea tra persona e personaggio pubblico.

Non solo libri: cinema, tv e progetti video

Accanto ai romanzi, alla poesia e agli articoli di giornale, c’è un lato meno noto a chi cerca solo “Aurelio Picca biografia”: quello di regista e videomaker.

Negli anni ha girato diversi lavori video legati a Roma e alle periferie, fino ad arrivare a un progetto importante per la televisione:

  • ha scritto, diretto e interpretato il film “Preghiera per Willy Monteiro” per RaiTre, dedicato alla memoria di Willy Monteiro Duarte e al tema della violenza.

Oltre a questo, ha realizzato video su quartieri simbolo come Tor Bella Monaca, e un’intervista esclusiva allo scrittore americano Edward Bunker, ulteriore segno del suo interesse per chi vive ai margini della società.

Anche qui torna lo stesso filo: periferie, criminalità, corpi, Roma. Semplicemente, cambia il mezzo con cui racconta.

Curiosità su Aurelio Picca

Qualche dettaglio in più, utile anche come curiosità per il lettore:

  • i suoi libri sono stati tradotti all’estero, soprattutto in Francia, dove la sua scrittura è stata letta come una forma di “realismo estremo” italiano;
  • ha vinto alcuni dei principali premi letterari nazionali (Moravia, Grinzane Cavour, Hemingway, Flaiano, Roma) e ha sfiorato lo Strega;
  • nelle interviste ama usare frasi nette, dure, spesso scomode, su Italia, Europa, Chiesa, politica e cultura, prendendo posizione in modo molto personale;
  • è spesso descritto come un autore “difficile da incasellare”: troppo fisico per certi ambienti accademici, troppo colto per essere davvero “pop”.

Domande frequenti su Aurelio Picca

Quanti anni ha Aurelio Picca?
Aurelio Picca è nato nel 1957 a Velletri, quindi ha circa 68 anni.

Dove è nato Aurelio Picca?
È nato e cresciuto a Velletri, nei Castelli Romani, in provincia di Roma. Questo territorio torna spesso nei suoi libri e nel suo immaginario.

Aurelio Picca è sposato? Ha una moglie?
Non ci sono informazioni pubbliche affidabili su una moglie o una compagna. Lo scrittore è molto riservato e non espone la sua vita sentimentale.

Aurelio Picca ha figli?
Nelle biografie non risultano figli e in un’intervista lui stesso ha parlato di sé come di un “patriarca senza figli”, lasciando intendere di non averne.

Quali sono i libri più famosi di Aurelio Picca?
Tra i titoli più noti ci sono Tuttestelle, Bellissima, Se la fortuna è nostra, L’Italia è morte, io sono l’Italia, Arsenale di Roma distrutta, Il più grande criminale di Roma è stato amico mio, Contro Pinocchio, La gloria e Roma mia, non morirò più.