Chi era Anna Maria Razzi, la donna di 75 anni morta dopo l’investimento a Tarquinia
Si chiamava Anna Maria Razzi la donna di circa 75 anni morta dopo essere stata investita da un’auto a Tarquinia, in provincia di Viterbo. Il suo nome è emerso solo dopo alcuni giorni, quando le cronache hanno smesso di parlare in modo generico di “anziana investita in via delle Croci” e hanno associato a quella storia un volto e un’identità.
Era una privata cittadina, non un personaggio pubblico. Di lei, al momento, è noto solo l’essenziale: l’età, il fatto che vivesse nell’area di Tarquinia e che quella mattina si trovasse a piedi lungo una strada che tanti abitanti percorrono ogni giorno.
C’è un punto importante da chiarire: Anna Maria Razzi non va confusa con l’omonima ex étoile di danza legata alla Scala di Milano. Si tratta di un’omonimia, nulla di più. La vittima dell’incidente è un’altra persona, una donna anziana che conduceva una vita lontana dai riflettori.
L’incidente del 5 gennaio in via delle Croci
La tragedia risale alla mattina del 5 gennaio 2026, poco prima delle 8, in via delle Croci, una delle arterie più trafficate di Tarquinia. Secondo quanto ricostruito finora, Anna Maria Razzi stava attraversando la strada a piedi, all’altezza di un ambulatorio di analisi, quando è stata travolta da una vettura.
L’impatto l’ha fatta cadere violentemente sull’asfalto e le sue condizioni sono apparse subito gravissime. Alla guida dell’auto c’era un automobilista che si è fermato immediatamente per soccorrerla. In seguito ai controlli, sarebbe risultato negativo ai test per alcol e sostanze stupefacenti.
Negli ultimi anni via delle Croci è finita più volte al centro delle discussioni locali sulla sicurezza. La zona è considerata delicata per chi si muove a piedi, tanto che in uno dei punti più critici sono stati installati semafori “intelligenti”, con pulsanti per i pedoni e sistemi di rilevamento delle infrazioni. Nonostante questo, un’anziana che attraversa la strada, a pochi passi dall’ospedale, ha perso la vita.
I soccorsi e la corsa all’ospedale di Viterbo
Subito dopo l’incidente sono arrivati sul posto i sanitari del 118 e gli agenti della polizia locale di Tarquinia. Le condizioni di Anna Maria Razzi erano talmente compromesse da richiedere l’intervento dell’eliambulanza.
La donna è stata trasportata d’urgenza all’ospedale Santa Rosa di Viterbo, il principale punto di riferimento per i casi più gravi della zona. Qui è stata ricoverata in terapia intensiva. Per alcuni giorni ha lottato tra la vita e la morte, fino a quando, tra l’11 e il 12 gennaio 2026, è arrivata la notizia del decesso.
Da quel momento, quella che fino ad allora era stata raccontata come la storia di “una 75enne travolta in strada” è diventata la storia di Anna Maria Razzi, con nome e cognome.
Cosa sappiamo delle indagini
Dalle informazioni disponibili emergono alcuni punti chiave:
- Anna Maria Razzi stava attraversando la strada in via delle Croci quando è stata investita.
- L’auto l’ha colpita e l’ha fatta cadere a terra, provocandole lesioni gravissime.
- Il conducente si è fermato subito e ha collaborato con i soccorsi.
- Dai primi accertamenti è risultato negativo ai test per alcol e droga.
- La polizia locale di Tarquinia sta portando avanti gli accertamenti per ricostruire in modo preciso la dinamica.
Per ora non ci sono dettagli pubblici su un eventuale fascicolo per omicidio stradale, ma nei casi di investimento mortale si tratta, in genere, dell’ipotesi di reato di riferimento. Resta valido il principio di presunzione di innocenza: fino a una sentenza definitiva, nessuno può essere considerato colpevole.
Non risultano disposte, almeno allo stato attuale delle informazioni diffuse, autopsie sul corpo della vittima. È una scelta che rientra nella valutazione della procura competente, che può ritenere sufficienti i rilievi effettuati sul luogo dell’incidente e la documentazione medica.
Mancano ancora, nella ricostruzione pubblica, elementi come:
- il punto esatto dell’attraversamento (strisce pedonali o meno);
- la velocità della vettura al momento dell’impatto;
- eventuali fattori esterni (traffico intenso, luce, condizioni meteo).
Dettagli che verosimilmente saranno oggetto di rapporti interni e, se necessario, di perizie tecniche.
Via delle Croci e la sicurezza dei pedoni
Il nome di via delle Croci torna spesso quando si parla di sicurezza stradale a Tarquinia. È una strada che incrocia flussi diversi: auto, residenti, studenti, persone dirette agli ambulatori o all’ospedale.
Negli ultimi anni sono stati introdotti nuovi impianti semaforici e sistemi di controllo in alcuni incroci della zona, proprio per ridurre il rischio di incidenti e proteggere chi si muove a piedi. Nonostante questo, il fatto che una donna di 75 anni perda la vita mentre attraversa, davanti a un ambulatorio e non lontano dall’ospedale, rimette sul tavolo una domanda di fondo: quanto è davvero sicura quella tratta per chi cammina?
Per chi vive in zona, la vicenda di Anna Maria Razzi tocca un nervo scoperto. La percezione è che, in molti tratti urbani, basti un attimo di distrazione, un’auto che arriva troppo veloce o un attraversamento non sufficientemente protetto per trasformare un gesto quotidiano – attraversare la strada – in un rischio enorme, soprattutto per gli anziani.
Da qui il dibattito più ampio: nuovi interventi infrastrutturali, più controlli, limiti di velocità più stringenti, campagne sulla guida prudente vicino a ospedali, scuole e ambulatori. La morte di Anna Maria rischia di essere una delle tante, se non porta almeno a interrogarsi su cosa si possa fare in più.
Una storia privata finita nelle pagine di cronaca
Di Anna Maria Razzi oggi sappiamo poco, se non ciò che ruota intorno all’incidente. Non ci sono, al momento, dettagli pubblici sulla sua famiglia, sul suo lavoro, sulla sua vita quotidiana. È il segno che si tratta di una persona lontana dal mondo dei personaggi noti, che entra nelle notizie solo per qualcosa che nessuno avrebbe voluto raccontare.
Dietro quel nome, però, c’è inevitabilmente una storia personale: legami, abitudini, un quartiere, persone che adesso devono fare i conti con un’assenza improvvisa. Per loro non è “il caso di cronaca di Tarquinia”, è il vuoto lasciato da una persona cara.
La cronaca si ferma qui, sul confine tra il fatto pubblico e il dolore privato. Il resto appartiene a chi l’ha conosciuta davvero.
FAQ su Anna Maria Razzi e l’incidente di Tarquinia
Chi era Anna Maria Razzi?
Anna Maria Razzi era una donna di circa 75 anni che viveva nell’area di Tarquinia. È morta dopo essere stata investita da un’auto in via delle Croci il 5 gennaio 2026. Non era un personaggio pubblico, ma una privata cittadina.
Quando è avvenuto l’incidente in cui è morta Anna Maria Razzi?
L’incidente è avvenuto la mattina del 5 gennaio 2026, poco prima delle 8, in via delle Croci a Tarquinia. La donna stava attraversando la strada quando è stata travolta.
Dove è morta Anna Maria Razzi?
Dopo l’investimento, Anna Maria Razzi è stata trasportata in eliambulanza all’ospedale Santa Rosa di Viterbo, dove è morta dopo alcuni giorni di ricovero.
L’automobilista è risultato positivo ad alcol o droga?
In base agli accertamenti effettuati, la persona alla guida dell’auto sarebbe risultata negativa ai test per alcol e sostanze stupefacenti e si è fermata subito a prestare soccorso.
Ci sono già responsabilità accertate per la morte di Anna Maria Razzi?
Al momento sono in corso accertamenti da parte della polizia locale di Tarquinia per ricostruire nel dettaglio la dinamica dell’incidente. Eventuali responsabilità potranno essere definite solo nell’ambito delle valutazioni della magistratura, nel rispetto della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






