Come sta oggi Elsa Rubino, la 15enne di Biella ferita nel rogo di Crans-Montana? Chi è, cosa è successo, condizioni attuali e la città che la aspetta

Daniela Devecchi

Come sta oggi Elsa Rubino, la 15enne di Biella ferita nel rogo di Crans-Montana? Chi è, cosa è successo, condizioni attuali e la città che la aspetta

Da giorni a Biella una domanda è sempre la stessa: “Come sta Elsa?”
Le chat di classe, le mamme davanti a scuola, i messaggi che arrivano alla famiglia: tutto ruota attorno a lei, Elsa Rubino, 15 anni, studentessa del Liceo linguistico Sella, rimasta gravemente ferita nel rogo di Capodanno a Da giorni a Biella una domanda è sempre la stessa: “Come sta Elsa?”
Le chat di classe, le mamme davanti a scuola, i messaggi che arrivano alla famiglia: tutto ruota attorno a lei, Elsa Rubino, 15 anni, studentessa del Liceo linguistico Sella, rimasta gravemente ferita nel rogo di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera.

Proviamo a mettere in fila ciò che si sa davvero, senza esagerazioni né silenzi.

Chi è Elsa Rubino, la ragazza che Biella aspetta

Elsa Rubino ha 15 anni.
Vive a Biella, frequenta la 2E del Liceo linguistico “G.Q. Sella” e, come tante ragazze della sua età, ha la testa piena di lingue straniere, musica, amicizie, viaggi da fare.

La mamma, Isabella Donatelli, è insegnante di sostegno nello stesso liceo: molte colleghe, professori e compagni la conoscono anche per questo. Il papà, Lorenzo Rubino, vive e lavora tra Como e la Svizzera, e proprio a Crans-Montana ha una casa dove Elsa è andata a passare il Capodanno.

Chi la descrive parla di una ragazza:

  • solare,
  • legata alla scuola,
  • molto unita al suo gruppo di amici,
  • con quel misto di timidezza e grinta tipico dei 15 anni.

Il rogo nella discoteca di Crans-Montana

La notte di Capodanno 2026 Elsa è al Le Constellation, un disco-bar di Crans-Montana. Musica, luci, ragazzi da tutta Europa: una di quelle serate che devono essere solo festa.

Poi, poco dopo l’una e mezza, tutto cambia.
Nel locale vengono usate candele pirotecniche al chiuso: le fiamme raggiungono in pochi secondi il rivestimento infiammabile del soffitto, il fuoco corre veloce, il fumo invade la sala.

Nel giro di minuti, il Capodanno si trasforma in tragedia:

  • decine di morti,
  • oltre cento feriti,
  • molti ragazzi rimangono intrappolati, altri si buttano verso le uscite senza capire più dove andare.

Nel caos, Elsa riesce a uscire dalla discoteca, ma paga un prezzo altissimo: le fiamme e il calore le provocano ustioni gravissime.

Le ferite di Elsa: cosa è successo al suo corpo

I medici, fin dall’inizio, hanno parlato di ustioni su oltre il 60% del corpo di Elsa, in alcuni resoconti anche 70%, e di ustioni di secondo e terzo grado.

In pratica:

  • gran parte della pelle è stata danneggiata,
  • i tessuti sottostanti sono in parte compromessi,
  • il rischio di infezioni è altissimo, soprattutto in una ragazzina così giovane.

Per questo Elsa viene:

  • intubata,
  • sedata in coma farmacologico,
  • ricoverata in terapia intensiva nel reparto per grandi ustionati.

Viene trasferita all’ospedale universitario di Zurigo, il centro più attrezzato della Svizzera per casi di questo tipo. Qui i medici iniziano una corsa contro il tempo: devono tenerla in vita, stabilizzare gli organi interni, gestire il trauma delle ustioni e prevenire complicazioni.

A peggiorare il quadro arriva anche una grave infezione batterica, che colpisce in particolare l’intestino. È uno degli effetti più crudeli di traumi così estesi: il corpo fa fatica a difendersi e qualsiasi germe può diventare una minaccia seria.

Gli interventi chirurgici e le condizioni al 12 gennaio 2026

Nelle ultime settimane su Elsa si sono concentrati:

  • équipe di rianimatori,
  • chirurghi plastici e di chirurgia generale,
  • specialisti in malattie infettive.

I passaggi principali, ad oggi, sono questi:

  • è stata sottoposta a un primo lungo intervento chirurgico all’intestino, durato molte ore, per cercare di riparare i danni causati dall’infezione e stabilizzare la situazione interna;
  • nei giorni successivi è tornata in sala operatoria per controllare il lavoro fatto e rimuovere tessuti necrotici, parte del percorso necessario con ustioni così estese;
  • la mattina di lunedì 12 gennaio, dalle 9, i medici hanno programmato un nuovo intervento a Zurigo: un altro passo delicatissimo, seguito a distanza da famiglia, amici e tutta Biella.

Il quadro che i medici descrivono è questo:

  • Elsa è in condizioni “stabili ma molto gravi”;
  • resta in coma farmacologico, collegata ai macchinari di terapia intensiva;
  • ogni intervento è una sfida, ma finora il suo fisico ha retto, grazie anche alla giovane età e alla rapidità dei soccorsi.

Il padre lo ha riassunto con una frase che molti si sono ripetuti:

“Ogni minuto che passa, per lei, è una conquista.”

Non è una guarigione, non è un “fuori pericolo”. È un cammino lentissimo, in cui ogni ora in più è già un traguardo.

Perché Elsa è ancora in Svizzera e non è stata trasferita in Italia

Molti si sono chiesti: perché Elsa è ancora a Zurigo, mentre altri ragazzi feriti nel rogo sono stati riportati in Italia, soprattutto al centro grandi ustionati del Niguarda di Milano?

La risposta è semplice e durissima:

  • Elsa è la più grave tra i giovani italiani coinvolti;
  • per i medici, al momento, non è trasportabile: un volo o un viaggio in ambulanza sarebbe un rischio troppo alto;
  • il padre ha detto chiaramente di non volerla muovere finché l’équipe svizzera non darà un via libera netto.

Finché la priorità resta tenerla in vita e combattere infezioni e complicazioni, il posto più sicuro per lei è l’ospedale dove è già ricoverata, con una squadra che conosce il suo quadro clinico in ogni dettaglio.

Biella, il Liceo Sella e quel banco vuoto

A Biella, la storia di Elsa non è una notizia astratta: è una ferita che si vede ogni giorno.

Al Liceo Sella:

  • la classe 2E ha un banco vuoto che tutti guardano;
  • è stato osservato un minuto di silenzio in tutta la scuola;
  • il preside ha attivato un supporto psicologico per compagni e docenti, perché l’impatto emotivo di una tragedia così vicina è forte, soprattutto a 15 anni.

In città:

  • si sono tenuti momenti di preghiera in Duomo,
  • il vescovo e le parrocchie hanno invitato la comunità a stringersi attorno alla famiglia,
  • sui social, nei bar, davanti ai negozi circola una sola frase: “Forza Elsa”.

La madre, insegnante, continua a essere per molti un volto famigliare. Il padre, spesso intervistato da giornali e tv, è diventato la voce pubblica di una famiglia che sta vivendo il peggior incubo possibile e che, nonostante tutto, si aggrappa a ogni piccolo passo avanti.

La visita di Mattarella e l’abbraccio simbolico

La storia di Elsa è arrivata anche al Quirinale.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, durante la visita in Svizzera per ricordare le vittime dell’incendio, si è fermato a Zurigo per incontrare:

  • la famiglia di Elsa Rubino,
  • la famiglia di Leonardo Bove, l’altro ragazzo italiano gravemente ustionato.

Un gesto che ha colpito molti: non cambia il decorso clinico, ma è un modo per dire che il dolore di una famiglia di Biella non è solo suo, riguarda tutto il Paese.

Il papà di Elsa ha raccontato che quell’incontro è stato un abbraccio morale in un momento in cui, spesso, ci si sente soli davanti ai monitor e ai referti.

Cosa si può dire oggi, senza illudere nessuno

Al 12 gennaio 2026, la situazione di Elsa Rubino è questa:

  • è viva,
  • è in terapia intensiva a Zurigo,
  • ha già affrontato più interventi chirurgici,
  • le sue condizioni sono stabili ma ancora gravissime,
  • i medici continuano a intervenire per tenerla in vita e ridurre i danni delle ustioni e delle infezioni.

Non ci sono, per ora, frasi facili come “fuori pericolo” o “in via di guarigione”.
C’è una ragazza di 15 anni che lotta ogni giorno, una famiglia che non molla, e una città che la aspetta.

FAQ su Elsa Rubino e il rogo di Crans-Montana

Chi è Elsa Rubino?
Elsa Rubino è una ragazza di 15 anni di Biella, studentessa del Liceo linguistico Sella. È rimasta gravemente ferita nell’incendio della discoteca Le Constellation a Crans-Montana, in Svizzera, la notte di Capodanno.

Come sta oggi Elsa Rubino?
È ricoverata all’ospedale universitario di Zurigo, in terapia intensiva, in coma farmacologico. Ha ustioni su oltre il 60% del corpo, ha subìto già più interventi chirurgici e le sue condizioni sono stabili ma molto gravi, con prognosi ancora riservata.

Perché Elsa non è stata riportata in Italia?
Perché al momento non è considerata trasportabile. Un viaggio, anche in aereo sanitario, sarebbe troppo rischioso. I medici svizzeri stanno seguendo il caso e valuteranno un eventuale trasferimento solo quando le condizioni lo permetteranno.

Dov’era quando è scoppiato l’incendio?
Elsa si trovava nel locale Le Constellation di Crans-Montana per festeggiare il Capodanno. L’incendio è partito da candele pirotecniche usate al chiuso, che hanno preso il soffitto e scatenato il rogo.

Come ha reagito Biella a quello che è successo?
La città si è stretta attorno alla famiglia: messa in Duomo, minuto di silenzio al Liceo Sella, supporto psicologico per i compagni di classe, tanti messaggi e iniziative di solidarietà. La domanda che tutti continuano a farsi è sempre la stessa: “Come sta Elsa?”, in attesa di poter, un giorno, cambiare il tono di questa risposta.