A Pontedera ci sono nomi che non hanno bisogno di presentazioni. Li senti pronunciare nei corridoi, in sala d’attesa, nelle storie che si passano tra famiglie come piccole eredità. Giacli Donati, per molti semplicemente “il dottore”, era uno di quei nomi.
La notizia che Giacli Donati è morto a 80 anni ha colpito forte il territorio. Non solo perché se ne va un medico, ma perché se ne va un pezzo di ospedale. Uno di quelli che hanno visto cambiare tutto, dai reparti alla medicina stessa, restando lì: presenza costante, riferimento, memoria.
Chi era Giacli Donati e perché Pontedera lo ricorda così
Parlare di Giacli Donati significa parlare di una vita intera spesa nella sanità pubblica. Era un medico che ha attraversato decenni di corsia, con un ruolo di primo piano all’ospedale Felice Lotti di Pontedera, dove ha lavorato per quasi quarant’anni.
La sua figura viene legata soprattutto alla medicina interna e alla nefrologia, con una competenza costruita negli anni e poi diventata guida per interi team. Non un nome “da copertina”, ma uno di quelli che, in ospedale, contano davvero: perché li vedi nel lavoro quotidiano, nelle scelte cliniche, nel modo in cui un reparto tiene botta nei periodi duri.
E quando un medico così se ne va, lo capisci dai dettagli: dal tono con cui la gente ne parla, dai ricordi che spuntano uno dopo l’altro, dalla sensazione comune che “non era uno qualunque”.
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Dalla laurea alle corsie del Lotti: una carriera lunga una vita
Giacli Donati si è laureato in Medicina e Chirurgia nel 1969. In un’epoca in cui fare medicina significava spesso “imparare sul campo”, e le strutture non erano quelle di oggi, lui ha costruito passo dopo passo il suo percorso.
Al Lotti di Pontedera arriva nel 1973. E ci resta fino al 2010, anno del pensionamento. Una linea continua, senza salti, che racconta molto più di una semplice carriera: racconta un legame con un ospedale, con una città, con un bacino di pazienti che negli anni è diventato quasi “famiglia allargata”.
Nel suo curriculum professionale vengono citate anche più specializzazioni, tra cui nefrologia (nefrologia medica) e medicina nucleare: un profilo solido, tecnico, costruito per reggere reparti complessi e pazienti fragili.
Dialisi a Pontedera: quel passaggio che ha cambiato tante storie
C’è un punto della sua storia professionale che torna spesso e non è un dettaglio. Nel 1976 Donati avrebbe avviato il servizio dialisi a Pontedera, seguendolo poi per molti anni, fino al 2000, come responsabile.
Chi conosce anche solo per sentito dire cosa significa dialisi, capisce subito perché questo passaggio pesa. La dialisi non è “una procedura”: è una routine che ti rimette in piedi, ti tiene in vita, ti obbliga a un rapporto stretto e continuo con la struttura sanitaria. È un tipo di cura che crea comunità, nel bene e nel male.
Per questo, quando in una città si parla di chi ha messo in piedi un servizio del genere e lo ha fatto crescere, non si parla solo di medicina. Si parla di migliaia di ore, di decisioni, di organizzazione, di assistenza vera. E, inevitabilmente, di persone che associano un pezzo della propria vita a quel reparto.
La direzione della “Medicina 2” e gli anni da primario
Con il tempo Donati arriva a guidare un reparto: dal 2000 viene indicato come direttore della “Medicina 2”, incarico che mantiene fino al pensionamento.
Il ruolo di primario, in un ospedale di territorio, non è solo un titolo. È una posizione in cui ti ritrovi a tenere insieme clinica e organizzazione, carenze di personale e urgenze, casi complessi e gestione quotidiana. È anche il punto in cui le scelte pesano: perché quando scegli un’impostazione di reparto, quella impostazione diventa metodo, routine, stile di lavoro per anni.
Ed è qui che, nelle ricostruzioni locali, Donati viene ricordato come un medico molto presente e vicino ai pazienti, una figura che sapeva farsi ascoltare e ascoltare davvero. Disponibilità, attenzione, umanità: sono parole ripetute spesso quando si parla di lui. E di solito non lo si dice per educazione. Lo si dice quando è vero.
Funerali di Giacli Donati: data, luogo e ultimo saluto
Per chi vuole dargli l’ultimo saluto, sono stati indicati funerali lunedì 12 gennaio alle ore 10, nel Duomo di Pontedera.
È stato inoltre segnalato che la salma è stata esposta per l’ultimo saluto alla cappellina della Misericordia di Pontedera.
Un’informazione importante: non è stata indicata pubblicamente una causa della morte. E su questo non si fanno ipotesi, non si riempiono vuoti. È un confine che va rispettato.
Il dolore della famiglia e un ricordo che resta
Nelle comunicazioni pubbliche, a darne l’annuncio sono la figlia, il genero e la nipote. Anche qui, il tono è quello dei saluti che pesano: poche parole, ma piene, perché quando una persona ha lasciato un’impronta reale, non serve aggiungere troppo.
Quello che resta, però, è un fatto semplice: a Pontedera Giacli Donati è stato per anni un volto familiare per migliaia di persone. E nella memoria collettiva una cosa conta più dei ruoli, più delle date, più dei titoli: come ti sei comportato con chi stava male.
FAQ su Giacli Donati
Quanti anni aveva Giacli Donati?
Aveva 80 anni.
Che lavoro faceva Giacli Donati?
Era un medico ed è stato una figura storica dell’ospedale Lotti di Pontedera, con ruoli di responsabilità in medicina interna e nefrologia.
Quando e dove si svolgono i funerali di Giacli Donati?
I funerali sono indicati per lunedì 12 gennaio alle 10 nel Duomo di Pontedera.
Qual è stato un ruolo importante nella sua carriera?
Viene ricordato anche per l’avvio e la direzione del servizio dialisi a Pontedera, seguito per molti anni.
È stata resa nota la causa della morte?
No, non risulta indicata pubblicamente.
“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






