Volta Mantovana in lutto, è morto Sergio Longhi: chi era lo storico presidente della pallavolo femminile

Serena Comito

Volta Mantovana in lutto, è morto Sergio Longhi: chi era lo storico presidente della pallavolo femminile

A Volta Mantovana oggi c’è un vuoto che si sente anche a occhi chiusi.
Non è solo il rumore delle palestre che si ferma, o dei palloni che restano appoggiati a bordo campo. È il silenzio che segue quando se ne va qualcuno che, per anni, è stato un punto fermo.

Quel qualcuno si chiamava Sergio Longhi, aveva 73 anni ed è stato per decenni il volto, la voce e il cuore della pallavolo femminile di Volta Mantovana, oggi Nardi Pallavolo Volta. Un presidente vero, di quelli che vedi in tribuna, ai tornei giovanili, alle riunioni, alle cene sociali.

La sua morte, improvvisa, lascia un dolore enorme nella famiglia e in tutta la comunità sportiva mantovana.

Chi era Sergio Longhi

Per chi vive a Volta Mantovana, dire “Sergio Longhi” o dire “la pallavolo” è quasi la stessa cosa.

Longhi era il presidente storico della società femminile del paese, quella che negli anni è diventata Nardi Pallavolo Volta e che ha portato il nome del paese in giro per l’Italia pallavolistica. Non era un presidente da scrivania: era presente, riconoscibile, spesso il primo ad arrivare e l’ultimo ad andare via.

Dietro alle sigle di categoria – B2, B1, A2 – c’è sempre lui, con la sua dirigenza, a costruire passo dopo passo una realtà che, partendo da un comune della provincia mantovana, è riuscita a misurarsi con le grandi.

Nella vita privata, Sergio Longhi lascia la moglie Maria Grazia e le figlie Chiara e Beatrice, che in queste ore stanno ricevendo l’abbraccio di società, atlete, tecnici, avversari e amministratori locali.

La storia di una società cresciuta con lui

La pallavolo femminile a Volta Mantovana non è mai stata solo un hobby. Nel racconto degli ultimi vent’anni, il nome di Sergio Longhi ricorre sempre nei momenti chiave.

All’inizio degli anni Duemila, con l’ingresso della “nuova” dirigenza, la società inizia una scalata lenta e concreta:

  • arriva la promozione in Serie B2,
  • poi il salto in B1,
  • fino al traguardo che sembrava impossibile per un paese così piccolo: la Serie A2.

In quegli anni Volta Mantovana finisce nelle cronache sportive nazionali: una squadra di provincia che si ritrova a sfidare club di città ben più grandi, con budget diversi e strutture più complesse.

Dietro i titoli, però, c’è la realtà di tutti i giorni: allenamenti serali, trasferte infinite, la ricerca di sponsor per tenere in piedi il progetto, il rapporto costante con il Comune e con tutto il tessuto sociale del territorio.

Quando le risorse economiche non bastano più, la società è costretta a rinunciare all’A2 e ripartire dalle categorie inferiori. Non è un fallimento tecnico, è una resa davanti ai numeri. Ed è proprio allora che si capisce la tempra di un presidente: Longhi non scappa, non si defila, non si mette di lato. Rimane al suo posto, ricomincia a lavorare.

La Nardi Pallavolo Volta continua a crescere, a formare atlete, a riempire le palestre di bambine e ragazze che si innamorano di questo sport. Sergio Longhi resta, silenziosamente, il filo che unisce tutte queste generazioni.

Il ricordo della pallavolo e del territorio

La notizia della sua morte ha fatto rapidamente il giro dei campi e delle chat di società, allenatori e arbitri.

Il club lo ha ricordato come un presidente appassionato, competente, sempre presente, uno di quelli che non si limitavano a firmare i documenti ma che vivevano ogni partita, dalle giovanili alla prima squadra.

Anche il Comitato territoriale FIPAV di Mantova ha espresso il proprio cordoglio e ha invitato le società a osservare un minuto di raccoglimento su tutti i campi in sua memoria. Un gesto semplice e potentissimo: prima del fischio d’inizio, un attimo di silenzio per chi ha passato la vita a far giocare gli altri.

Dal Comune sono arrivate parole di grande stima. Il sindaco di Volta Mantovana lo ha definito una persona gentile, sincera, appassionata, capace di dialogare con le istituzioni, di chiedere senza pretendere, di ringraziare quando il paese si muoveva per dare spazio allo sport.

Sui social delle società della zona – dalla Pallavolo Volta ad altre realtà mantovane – i messaggi si somigliano:

  • “Grazie presidente per tutto quello che hai fatto”,
  • “Non ti dimenticheremo”,
  • “Hai reso grande la pallavolo a Volta”.

E dietro ogni frase c’è un volto: una ex giocatrice che oggi è mamma, un allenatore che ha mosso i primi passi proprio lì, un dirigente che ha imparato a stare in società guardando il suo modo di fare.

L’uomo oltre il presidente

Quando muore un presidente, si rischia di trasformare tutto in numeri e categorie: promozioni, retrocessioni, titoli. Ma le persone che oggi piangono Sergio Longhi parlano soprattutto di altro.

Raccontano di:

  • telefonate la sera tardi per sapere come stava un’atleta infortunata,
  • viaggi in pullman condivisi con le ragazze, con chiacchiere e battute per smorzare la tensione,
  • estati passate a programmare, tra tornei, amichevoli, campionati giovanili,
  • attenzioni a chi aveva più bisogno di essere ascoltato, non solo come giocatrice ma come persona.

Per molte atlete, soprattutto le più giovani, la figura del presidente è spesso lontana, quasi anonima. A Volta Mantovana no: Longhi era un volto familiare, uno di quelli che vedi a bordo campo, che incroci all’ingresso del palazzetto e che ti saluta per nome.

È anche per questo che la sua scomparsa viene vissuta come un lutto di comunità, non solo sportivo.

Funerali e ultimo saluto

I dettagli delle esequie sono stati affidati alle onoranze funebri e alla parrocchia di Volta Mantovana. È qui che, nei prossimi giorni, la famiglia, le atlete, gli amici e il mondo della pallavolo potranno stringersi per l’ultimo saluto a Sergio Longhi.

Sarà facile, in chiesa o fuori dal palazzetto, vedere:

  • vecchie foto di squadra,
  • maglie storiche,
  • piccoli gruppi di ex compagne che si ritrovano dopo anni e che, inevitabilmente, finiscono a ricordare una partita, una promozione, una battuta del presidente.

Perché alla fine l’eredità di una persona come lui non sono solo i risultati sul campo, ma le relazioni che ha costruito. Le ragazze che hanno iniziato pallavolo a Volta, le famiglie che hanno scelto quella società “perché lì si sta bene”, gli allenatori che hanno trovato un ambiente serio e allo stesso tempo familiare.

Un’eredità che resta in campo

La morte di Sergio Longhi chiude un capitolo importante della storia della pallavolo a Volta Mantovana, ma non lo cancella.

Resta:

  • una società che porta ancora oggi il frutto del suo lavoro,
  • una generazione di dirigenti che ha imparato da lui cosa significa metterci la faccia,
  • una lunga scia di atlete che possono dire di aver avuto alle spalle un presidente che credeva in loro.

In un momento in cui lo sport dilettantistico fatica a sopravvivere, la figura di chi ha dato anni di volontariato, energie e passione vale doppio. Ed è anche questo il motivo per cui il suo nome continuerà a girare nei corridoi dei palazzetti: non come ricordo malinconico, ma come esempio.

Domande frequenti su Sergio Longhi

Chi era Sergio Longhi?
Sergio Longhi era il presidente storico della pallavolo femminile di Volta Mantovana, oggi Nardi Pallavolo Volta. A 73 anni era ancora il punto di riferimento della società, che aveva guidato dalla provincia mantovana fino ai campionati nazionali.

Di cosa si occupava nella pallavolo?
Era il presidente della società, ma il suo ruolo andava ben oltre: seguiva le squadre, curava i rapporti con sponsor e istituzioni, era presente alle partite delle giovanili e della prima squadra. È stato uno dei principali artefici della crescita del club fino alla Serie A2.

Come viene ricordato dalla comunità sportiva?
Viene ricordato come un uomo appassionato, corretto e disponibile, molto rispettato in tutto l’ambiente della pallavolo mantovana. La FIPAV territoriale ha disposto un minuto di silenzio su tutti i campi, e numerose società hanno espresso cordoglio pubblico alla famiglia e al club.

Chi lascia Sergio Longhi?
Sergio Longhi lascia la moglie Maria Grazia e le figlie Chiara e Beatrice, oltre a una vera e propria “seconda famiglia” nella pallavolo femminile di Volta Mantovana e in tutto il movimento pallavolistico della zona.

Perché la sua figura è così importante per Volta Mantovana?
Perché per anni è stato uno dei volti più riconoscibili dello sport del paese. Ha trasformato una realtà di provincia in una squadra capace di giocare a livello nazionale, senza perdere il legame con il territorio e con i valori dello sport di base. In molti, oggi, guardando una rete montata in palestra o un pallone che gira, penseranno immediatamente a lui.