Trieste, mattina da incubo sul ghiaccio: quattro incidenti sul raccordo e città in tilt

Daniela Devecchi

Trieste, mattina da incubo sul ghiaccio: quattro incidenti sul raccordo e città in tilt

La mattina del 9 gennaio 2026 a Trieste qualcuno l’ha iniziata con il caffè, qualcun altro con il rumore secco delle gomme che scivolano sul ghiaccio.

Tra raccordo autostradale RA13, viale Miramare e strada per Basovizza, nel giro di poche ore si è creata una piccola mappa del caos: più incidenti in serie, auto cappottate, ambulanze in difficoltà e una città che, mentre provava ad andare al lavoro, si ritrovava in coda a guardare le sirene lampeggiare.

La buona notizia, va detto subito, è che non si registrano feriti gravi. Ma la sensazione, per chi era in strada stamattina, è stata quella di una mattinata da incubo.

Il raccordo RA13 bloccato: tre mezzi coinvolti e auto cappottata

Tutto comincia presto, poco dopo le 6.30, sul raccordo autostradale RA13 in direzione Venezia, all’altezza dello svincolo di Trebiciano.

Qui, su un tratto che molti percorrono quasi ad occhi chiusi, l’asfalto è diventato una trappola: una lastra di ghiaccio tradisce un’auto, che perde aderenza e finisce per cappottarsi. A ruota vengono coinvolti anche altri veicoli: alla fine il bilancio è di due auto e un camion nel mucchio.

Il conducente dell’auto ribaltata, secondo le prime informazioni, sarebbe riuscito a mettersi in salvo prima di essere nuovamente centrato. Per tutti i coinvolti il bilancio è di ferite non gravi, ma lo spavento resta.

La situazione è talmente al limite che persino una ambulanza accorsa per i soccorsi finisce per sbandare sul ghiaccio. Uno di quei dettagli che raccontano meglio di tante parole quanto fosse messo male il fondo stradale.

Il tratto viene chiuso, scatta l’uscita obbligatoria a Trebiciano per chi arriva da Trieste, il traffico inizia a riversarsi su strade alternative già fragili di loro. E non è finita lì.

Quattro incidenti sul raccordo: una mattina che non finiva mai

Nel corso della mattinata, sullo stesso raccordo, in direzione Venezia, si registrano altri sinistri: incidenti autonomi e scontri che coinvolgono anche mezzi pesanti e altre auto.

Le cronache locali parlano di almeno quattro incidenti complessivi lungo il RA13 nella zona di Trebiciano, tutti in poche ore, tutti con lo stesso copione: asfalto gelato, veicolo che perde il controllo, soccorsi che devono continuamente intervenire.

Per gli automobilisti è un continuo:

  • rallentamenti improvvisi,
  • code ferme,
  • deviazioni all’ultimo momento,
  • messaggi sui gruppi WhatsApp per avvertire chi deve ancora partire.

Le squadre Anas, la Polizia stradale e i mezzi spargisale si muovono senza sosta per cercare di rimettere in sicurezza il tratto, ma il gelo arrivato in nottata ha colto molti alla sprovvista.

Viale Miramare: un incidente all’ora di punta e città quasi paralizzata

Intanto, mentre sul raccordo la situazione si complica, anche in città le cose non vanno meglio.

In viale Miramare, la strada che costeggia il mare e collega il centro verso la zona di Barcola e oltre, si registra un altro incidente all’altezza del park Bovedo, proprio in pieno orario di punta, intorno alle 8–8.30.

Qui l’impatto è duplice:

  • da un lato qualche ferito, per fortuna non in condizioni gravi,
  • dall’altro un effetto domino sul traffico: chi arriva da fuori e punta verso il centro si trova intrappolato, con file che si allungano in pochi minuti.

La Polizia locale interviene per gestire la circolazione, deviando i mezzi all’interno del parcheggio Bovedo e cercando di far respirare viale Miramare. Ma a quell’ora, con gente che deve timbrare il cartellino e portare i figli a scuola, basta poco perché tutto si blocchi.

Tamponamento sulla strada per Basovizza: il Carso non perdona

A completare il quadro ci pensa la strada per Basovizza, uno degli assi che collegano Trieste all’altipiano. Intorno alle 9.00 viene segnalato un tamponamento, di nuovo legato con tutta probabilità al fondo stradale gelato.

Qui, come spesso accade sul Carso nelle giornate di gelo, l’effetto è immediato:

  • le auto iniziano a rallentare a catena,
  • qualcuno si ritrova a procedere quasi in prima,
  • in pochi minuti anche questa direttrice diventa un pezzo del puzzle delle code di stamattina.

Anche in questo caso non si registrano feriti gravi, ma la sensazione diffusa è una sola: oggi, senza gomme invernali adeguate e con un po’ di prudenza in meno, è andata bene.

Traffico in tilt e città spalmata tra costiera e Carso

Mettendo insieme tutti i tasselli, la viabilità del 9 gennaio a Trieste è stata una piccola prova di resistenza.

  • Raccordo RA13: chiusure a tratti, uscita obbligatoria, quattro incidenti in poche ore.
  • Viale Miramare: rallentamenti forti, traffico deviato nel park Bovedo, lunghe code verso il centro.
  • Strada per Basovizza: tamponamento e traffico rallentato su una delle vie di collegamento con l’altipiano.

Molti automobilisti hanno scelto di deviare lungo la costiera o attraverso il Carso, con l’effetto di spostare il congestionamento su strade che non sono pensate per reggere all’improvviso tutta quella mole di veicoli.

In mezzo, i mezzi di Protezione civile e i spargisale impegnati a tappare i buchi, letteralmente, con il sale che si stende mentre le auto cercano di avanzare senza finire nei fossi.

Ghiaccio e sicurezza: quando bastano pochi gradi in meno per cambiare tutto

La radice del problema di oggi ha un nome chiarissimo: ghiaccio.

In nottata le temperature sono scese, l’umidità della zona ha fatto il resto e si sono formate lastre invisibili in punti chiave: rampe, curve, tratti più esposti al freddo. Il classico scenario in cui:

  • l’auto sembra attaccata all’asfalto,
  • poi basta una frenata un filo più decisa o un colpo di sterzo improvviso,
  • e ci si ritrova a girare come su una pista di pattinaggio.

La Polizia locale e le autorità hanno lanciato messaggi chiari: prudenza massima, niente sorpassi azzardati, attenzione se non si montano pneumatici invernali adeguati.

È il solito equilibrio difficile tra abitudine (“faccio questa strada tutti i giorni, la conosco a memoria”) e rispetto per le condizioni meteo (“oggi quella stessa strada non è la stessa di ieri”).

Cosa resta di questa mattina di ghiaccio

Alla fine della mattinata, le notizie più importanti sono due:

  • nessuna vittima, nessun ferito in pericolo di vita,
  • una città che ha scoperto, se mai ce ne fosse bisogno, quanto sia fragile il sistema della mobilità quando il meteo decide di giocare sporco.

Chi è rimasto incolonnato sul raccordo o bloccato in viale Miramare probabilmente stasera racconterà la giornata con una punta di ironia e un po’ di nervoso. Ma sullo sfondo resta un monito semplice:

certe mattine, con il ghiaccio per terra, il margine tra “sono in ritardo” e “sono in ospedale” è molto più sottile di quanto ci piacerebbe pensare.

E in giornate come oggi, 9 gennaio 2026, Trieste l’ha capito ancora una volta sulla propria pelle.