Nonna Ebe Ligabue morta a 106 anni, l’ultima grande nonna di Arceto di Scandiano che ha attraversato un secolo di storia

Serena Comito

Nonna Ebe Ligabue morta a 106 anni, l’ultima grande nonna di Arceto che ha attraversato un secolo di storia

A Arceto di Scandiano, in provincia di Reggio Emilia, il nome di Ebe Ligabue non ha bisogno di presentazioni.
Per tutti era semplicemente “nonna Ebe”, quella signora minuta ma lucidissima che sembrava non invecchiare mai, sempre pronta con una parola gentile e uno sguardo attento.

Ora quella voce si è spenta.
Nonna Ebe Ligabue è morta a 106 anni, portandosi dietro un secolo di storia vissuta sulla propria pelle e lasciando un vuoto enorme in famiglia e in tutta la comunità.

Le origini tra Budrio di Correggio e la campagna reggiana

Ebe Ligabue nasce nel 1919 a Budrio di Correggio, in provincia di Reggio Emilia.
È la quinta di nove fratelli, una di quelle famiglie numerose che raccontano già da sole un’epoca: la campagna, il lavoro duro, la povertà condivisa e un’idea di solidarietà che nasceva prima di qualsiasi slogan.

Da giovane conosce la fatica vera:

  • giornate nei campi,
  • responsabilità in casa,
  • la capacità di arrangiarsi con poco, imparando a non buttare via nulla, né le cose né le persone.

Quell’educazione l’ha portata addosso per sempre, come una seconda pelle.

Il matrimonio, le tre figlie e la vita ad Arceto

La svolta arriva con il matrimonio con Giuseppe Bertocchi, originario di Arceto, frazione del comune di Scandiano. È lì che Ebe si trasferisce e che la sua storia si intreccia definitivamente con quella del paese.

Dal loro matrimonio nascono tre figlie:

  • Carmen,
  • Luciana,
  • Maria.

Da loro, nel tempo, arrivano nipoti e pronipoti, fino a costruire una famiglia allargata che ruota per decenni attorno alla stessa figura: quella di nonna Ebe.

La casa di Arceto diventa un punto fisso: ci si entra per un caffè veloce e si esce un’ora dopo, con un consiglio, un ricordo, un rimprovero dolce ma deciso, una battuta che scioglie la tensione.

Una vedova da mezzo secolo, ma mai sola

La vita non è stata morbida con lei.
Ebe rimane vedova circa cinquant’anni fa, in un periodo storico in cui restare sola significava davvero dover reinventare tutto: l’economia familiare, gli equilibri in casa, il peso sulle spalle.

Eppure, chi l’ha conosciuta racconta che non si è mai lamentata.

Ha continuato a tenere insieme:

  • la famiglia,
  • la casa,
  • quel filo invisibile fatto di telefonate, visite, pranzi della domenica e piccoli gesti quotidiani che tengono unita una parentela intera.

Era lei, nonostante l’età, a richiamare tutti all’ordine:

“Venite, che ci vediamo da me”,
era una frase che in famiglia sentivano spesso.

E i parenti arrivavano davvero.

Il volontariato: trent’anni con l’Avo e l’impegno in parrocchia

Nonna Ebe non si è chiusa nel suo dolore, anzi.
Dopo aver lavorato come contadina, ha scelto di dedicare una parte enorme del suo tempo agli altri.

Per circa trent’anni è stata volontaria Avo, l’Associazione Volontari Ospedalieri:

  • visite ai malati,
  • parole di conforto,
  • una presenza discreta ma costante accanto a chi si trovava in corsia.

A chi le chiedeva da dove trovasse la forza, rispondeva che era “normale aiutare chi sta peggio”.
Per lei non era un gesto eroico, era semplicemente la cosa giusta da fare.

In parallelo, ha dato molto anche alla parrocchia di Arceto:

  • partecipazione alla vita comunitaria,
  • attenzione ai più fragili,
  • sostegno concreto a chi aveva bisogno.

La sua fede non era fatta di grandi proclami, ma di gesti quotidiani:

  • una spesa portata a casa di qualcuno,
  • un rosario recitato insieme,
  • un ascolto vero, senza orologio.

I 100 anni festeggiati nel 2019: una famiglia intorno e la mente lucidissima

Nel 2019, quando compie 100 anni, la famiglia decide di festeggiarla in grande.
La festa viene organizzata nella sala–serra della cooperativa La Collina di Codemondo: figli, nipoti e pronipoti arrivano da tutto il Nord Italia per stringersi attorno alla “neo centenaria”, come la definiscono i giornali locali.

Nelle foto di quel giorno c’è tutto:

  • lei seduta, con lo sguardo sveglio e ironico,
  • le tre figlie accanto,
  • dietro una fila di nipoti e pronipoti che quasi non ci stanno nell’inquadratura.

Chi c’era ricorda una cosa: la lucidità.

A 100 anni compiuti, Ebe non solo ricordava nomi, date, episodi precisi, ma trovava ancora il modo di dare una parola giusta a ognuno.
Era già allora l’ultima dei nove fratelli, l’unica rimasta di quella generazione.
Un pezzo di Novecento seduto a tavola, in mezzo a smartphone e foto sui social.

Una donna di fede concreta: “ha fatto diventare Vangelo la vita”

Nella lunga scia di messaggi e ricordi seguiti alla sua morte, torna spesso un’immagine: nonna Ebe come donna di fede vissuta, non solo raccontata.

I familiari la descrivono così:

  • “ha fatto diventare Vangelo la vita quotidiana”,
  • “è stata capace di unire tre generazioni”,
  • “aveva una grande capacità di ascolto e una grande umiltà”.

Il nipote Paolo Burani, oggi consigliere regionale, l’ha ricordata pubblicamente come una donna che ha sempre messo al centro gli altri, senza mai mettersi in mostra.

Per lei, credere significava:

  • aprire la porta di casa,
  • non voltarsi dall’altra parte,
  • non perdere mai la fiducia, nemmeno di fronte alle fatiche, alla guerra, al lutto, alla vecchiaia.

La morte a 106 anni: Arceto e Scandiano in lutto

La notizia della morte di nonna Ebe Ligabue arriva all’inizio di gennaio.
Secondo le cronache locali, è morta il 7 gennaio 2026 ad Arceto, all’età di 106 anni, tra le persone più longeve della provincia di Reggio Emilia.

Il giorno dopo, i giornali parlano di:

  • “Scandiano Arceto in lutto per nonna Ebe Ligabue”,
  • comunità stretta intorno alla famiglia,
  • messaggi di affetto da chi l’ha incontrata in ospedale, in parrocchia, in paese.

Nel necrologio compaiono i nomi delle tre figlie Carmen, Luciana e Maria, dei generi, dei nipoti e dei pronipoti che annunciano la scomparsa, ringraziando chi vorrà unirsi alla preghiera.

Il funerale e l’ultimo saluto

Il funerale di nonna Ebe viene fissato per il 9 gennaio 2026, alle 14.30:

  • partenza dalla camera ardente allestita nella sua casa di via per Reggio 40 ad Arceto,
  • corteo verso la chiesa parrocchiale di Arceto di Scandiano,
  • celebrazione della messa e successiva tumulazione al cimitero del paese.

La sera prima, l’8 gennaio alle 20.30, in chiesa viene recitato il rosario, un appuntamento che per lei è sempre stato naturale, quasi quotidiano.
Le onoranze sono curate dalla Croce Verde, a conferma di un legame forte con il mondo del volontariato.

È un saluto che non riguarda solo i parenti stretti: chi arriva in chiesa porta con sé un pezzetto di storia condivisa.

Un secolo attraversato senza mai perdere se stessa

Pensare a nonna Ebe significa anche ricordare tutto quello che ha visto passare davanti ai suoi occhi:

  • il fascismo,
  • la Seconda guerra mondiale,
  • il dopoguerra e la ricostruzione,
  • l’arrivo della televisione, delle auto per tutti, del benessere diffuso,
  • il passaggio dalla lira all’euro, dal telefono fisso agli smartphone.

È rimasta sempre la stessa, cambiando senza tradirsi:

  • dalla ragazza che lavorava nei campi,
  • alla vedova che non si arrende,
  • alla volontaria Avo che entra negli ospedali per portare conforto,
  • alla nonna che, a 100 anni e oltre, continua ad ascoltare e a dire la sua.

Per la sua famiglia era “semplicemente la nonna”.
Per chi la guarda da fuori, è una di quelle figure che raccontano meglio di tanti libri che cosa significhi attraversare un secolo restando umani, presenti, fedele ai propri valori.

Domande frequenti su nonna Ebe Ligabue

Chi era nonna Ebe Ligabue?
Nonna Ebe Ligabue era una donna nata nel 1919 a Budrio di Correggio, poi trasferita ad Arceto di Scandiano dopo il matrimonio con Giuseppe Bertocchi. È stata contadina, madre di tre figlie (Carmen, Luciana e Maria), nonna e bisnonna amatissima, volontaria Avo per circa trent’anni e figura di riferimento per la comunità.

Quanti anni aveva nonna Ebe Ligabue quando è morta?
Ebe Ligabue è morta all’età di 106 anni, diventando una delle persone più longeve della provincia di Reggio Emilia.

Dove viveva nonna Ebe Ligabue?
Dopo il matrimonio ha vissuto a Arceto, frazione del comune di Scandiano (Reggio Emilia). La sua casa in via per Reggio 40 è stata per decenni un punto di ritrovo per figli, nipoti, pronipoti e amici.

Di che cosa si è occupata nella sua vita?
Ha lavorato a lungo in campagna come contadina. Rimasta vedova circa cinquant’anni fa, ha continuato a occuparsi della famiglia e si è dedicata al volontariato, soprattutto con l’Avo negli ospedali e con attività caritative legate alla parrocchia di Arceto.

Quando si sono tenuti i funerali di nonna Ebe Ligabue?
Il funerale di nonna Ebe Ligabue è stato celebrato il 9 gennaio 2026, alle 14.30, con partenza dalla sua abitazione di Arceto verso la chiesa parrocchiale. La sera prima, l’8 gennaio alle 20.30, è stato recitato il rosario in suo ricordo.