Giacomo Ciaccio Orlandi, infarto fulminante a 72 anni. Lutto a Torre del Lago e l’ultimo atto di generosità

Daniela Devecchi

Giacomo Ciaccio Orlandi, infarto fulminante a 72 anni. Lutto a Torre del Lago e l'ultimo atto di generosità

La notizia, a Torre del Lago, è arrivata all’improvviso e ha lasciato tutti senza parole: Giacomo “Ciaccio” Orlandi non c’è più.
Aveva 72 anni, un carattere guascone e una vita intera passata a cercare la compagnia degli altri. È stato stroncato da un infarto fulminante proprio nel suo posto del cuore: il terreno in via Guidicciona, a due passi da casa, dove ogni lunedì sera organizzava le cene del club “I sette nani”.

Il luogo delle risate, dei brindisi, delle discussioni fino a tardi è diventato, in un attimo, il luogo dell’addio.

L’ultimo malore nel “suo” campo

Quel lunedì mattina “Ciaccio” aveva un appuntamento proprio in quel terreno.
A un certo punto, davanti alla persona che lo stava aspettando, si è accasciato a terra, colpito da un malore improvviso.

I soccorsi sono arrivati subito, con il massaggio cardiaco e tutte le manovre di rianimazione possibili. È seguito il trasporto d’urgenza all’Opa, ma per Giacomo Orlandi non c’è stato nulla da fare: l’arresto cardiaco che lo ha colpito è stato fatale.

Immagina quel campo, abituato alla confusione delle serate, ritrovarsi all’improvviso immerso nel silenzio. Gli stessi metri di terra che avevano visto tavolate lunghissime e battute a voce alta, ora segnano l’ultimo tratto del suo percorso.

Chi era Giacomo “Ciaccio” Orlandi

A Torre del Lago, “Ciaccio” era molto più di un nome: era un volto che ti capitava davanti spesso, uno di quelli che fanno da filo rosso tra generazioni diverse.

  • Era l’ultimo di tre fratelli.
  • Da giovane aveva iniziato una carriera da vigile del fuoco, considerata promettente.
  • Intorno ai 18 anni un brutto male lo ha costretto a fermarsi e a rinunciare a quel lavoro.

Nonostante lo stop, non si è chiuso in casa:
ha fatto il bagnino, poi ha lavorato nell’edilizia e nella cantieristica. Sempre in movimento, sempre a contatto con le persone.

Più che il mestiere, però, lo definiva il suo modo di stare con gli altri: chiacchierone, generoso, con quella voglia naturale di fare gruppo. Era uno di quelli che trasformano un pezzo di terra in un punto di ritrovo, una cena in un rito fisso della settimana.

Il club “I sette nani”: cene, amici, viaggi

La sua “creatura” più famosa era il club “I sette nani”.
Non un circolo formale, ma una specie di salotto all’aperto, dove contavano solo la presenza e la voglia di stare insieme.

Il quartier generale era sempre lo stesso: il terreno in via Guidicciona. Lì, ogni lunedì sera, Giacomo organizzava cene che, con gli anni, sono cresciute di numero e importanza.

Le tavolate vedevano seduti fianco a fianco:

  • avvocati,
  • medici,
  • imprenditori,
  • amici di lunga data e volti più recenti.

Il clima era quello della compagnia vera: si mangiava, si scherzava, si discuteva, a volte si affrontavano anche temi più seri, ma sempre con quella leggerezza che aveva lui.

In autunno, poi, arrivava il momento dei viaggi di ottobre: il gruppo si trasformava in comitiva in partenza, con una meta da raggiungere e nuove storie da aggiungere al repertorio delle serate. Per molti, quei viaggi erano diventati una tradizione irrinunciabile, un modo per staccare dal lavoro e continuare a coltivare i legami nati intorno a quella tavola.

“Ciaccio” viene ricordato come guascone, amante delle arselle, pieno di ironia ma capace anche di ascoltare. Uno di quei personaggi che fanno colore, ma non solo: sanno tenere insieme le persone.

La generosità fino all’ultimo: la donazione degli organi

C’è un gesto, nella sua storia, che colpisce in modo particolare.
Dopo l’infarto, la famiglia di Giacomo Orlandi ha dato il consenso all’espianto degli organi. In particolare, il suo fegato è stato destinato a un paziente in attesa di trapianto.

Significa che, mentre a Torre del Lago ci si prepara al lutto, da qualche parte c’è qualcuno che può sperare di avere una nuova possibilità proprio grazie a lui.

Per un uomo abituato a mettere gli altri al centro, a creare occasione di incontro e condivisione, questo ultimo atto sembra quasi naturale: la sua presenza non si ferma con la morte, ma continua in modo concreto nella vita di un’altra persona.

La famiglia e il legame con Puccini

Giacomo “Ciaccio” Orlandi lascia la moglie Monica e la figlia Irene.
Ed è proprio il ruolo di Irene a raccontare un altro pezzo importante di questa storia.

La figlia, infatti:

  • è vice direttore della Fondazione Simonetta Puccini,
  • ed è amministratrice della Doretta srl, la società che gestisce le attività economiche della Fondazione.

La Fondazione Simonetta Puccini per Giacomo Puccini custodisce la memoria del compositore, la Villa Museo Puccini e un grande patrimonio di documenti, partiture, oggetti. Intorno alla Fondazione ruotano mostre, visite, iniziative culturali che tengono vivo il legame tra Torre del Lago e il Maestro.

Così, da un lato c’è il paese delle cene nel campo, delle battute e dei soprannomi; dall’altro la Torre del Lago della musica e della cultura. La famiglia Orlandi sta esattamente nel punto in cui queste due anime si incontrano.

Il saluto della comunità

I funerali di Giacomo “Ciaccio” Orlandi sono fissati per l’8 gennaio, alle 15, nella chiesa di Torre del Lago.

Sarà probabilmente una chiesa piena: gli amici del club, chi ha condiviso un viaggio di ottobre, chi ha passato un lunedì sera nel campo di via Guidicciona, chi lo conosceva solo di vista ma lo sentiva comunque parte del paesaggio umano del paese.

Resterà l’immagine di quell’uomo che ha trasformato un semplice terreno in un luogo di ritrovo, e che proprio lì ha vissuto il suo ultimo istante.
Resterà anche la consapevolezza che, grazie alla donazione degli organi, una parte di lui continua a vivere altrove.

Una vita spesa a fare spazio agli altri, che si chiude con un gesto estremo di generosità concreta.

FAQ su Giacomo “Ciaccio” Orlandi

Chi era Giacomo “Ciaccio” Orlandi?
Era un uomo di 72 anni, molto conosciuto a Torre del Lago (Lucca). Ultimo di tre fratelli, aveva lavorato come bagnino, nell’edilizia e nella cantieristica. Era soprattutto noto per aver creato il club conviviale “I sette nani”, con le cene del lunedì nel suo campo di via Guidicciona.

Di cosa è morto “Ciaccio” Orlandi?
È morto a causa di un infarto fulminante, con arresto cardiaco. Il malore lo ha colpito nel terreno di via Guidicciona, dove si trovava per un appuntamento. I soccorsi sono intervenuti e lo hanno trasportato all’Opa, ma non è stato possibile salvarlo.

Quanti anni aveva “Ciaccio” Orlandi quando è morto?
Al momento della morte, Giacomo Orlandi aveva 72 anni.

Dove si trova il campo in cui si riuniva il club “I sette nani”?
Il campo che “Ciaccio” aveva trasformato in luogo di ritrovo per cene e serate si trova in via Guidicciona, vicino alla sua abitazione, a Torre del Lago.

Quando si tengono i funerali di Giacomo “Ciaccio” Orlandi?
I funerali sono fissati per l’8 gennaio, alle ore 15, nella chiesa di Torre del Lago.