Nuovi bonus per le mamme nel 2026: quali sono e tutti gli altri aiuti

Daniela Devecchi

Nuovi bonus per le mamme nel 2026: quali sono e tutti gli altri aiuti

Il 2026 non porta un solo “bonus mamme”, ma un pacchetto di misure che tocca momenti diversi della vita familiare:

  • quando i figli ci sono già e si lavora;
  • quando si prova a rientrare nel mondo del lavoro dopo una pausa;
  • quando arriva un nuovo bambino e il bilancio familiare si fa più pesante.

Il perno è il Bonus mamme lavoratrici, che viene potenziato, ma accanto ci sono il contributo da 1.000 euro per ogni nuovo nato, il maxi sgravio per chi assume mamme con tre figli, la conferma del bonus asilo nido e alcuni aggiustamenti su congedi e orari di lavoro.

L’idea è dare una mano alle donne che mettono al mondo figli e allo stesso tempo cercano di restare nel mercato del lavoro, o di rientrarci dopo una pausa.

Bonus mamme lavoratrici 2026: 60 euro al mese, fino a 720 euro l’anno

Nel 2025 il Bonus mamme valeva 40 euro al mese. Nel 2026 sale a 60 euro, e questa è la prima novità importante.

In concreto:

  • 60 euro per ogni mese lavorato nel 2026;
  • fino a 12 mesi, quindi massimo 720 euro l’anno;
  • pagati in una soluzione unica a fine anno, direttamente dall’INPS.

Non si tratta di un bonus che arriva spezzettato in busta paga tutti i mesi: è una sorta di rimborso che si accumula lungo l’anno e viene liquidato alla fine.

A chi spetta

Il Bonus mamme 2026 è pensato per le mamme che lavorano e che hanno già figli.

Serve:

  • essere lavoratrice dipendente (pubblica o privata),
  • con esclusione del lavoro domestico;
  • oppure lavoratrice autonoma o libera professionista,
  • iscritta a una gestione previdenziale obbligatoria.

Dal punto di vista familiare:

  • bisogna avere almeno 2 figli;
  • il reddito da lavoro annuo non deve superare i 40.000 euro.

Conta anche l’età del figlio più piccolo:

  • con 2 figli, il bonus spetta finché il figlio più piccolo ha meno di 10 anni;
  • con 3 o più figli, il bonus può arrivare fino ai 18 anni del più giovane.

Se il bimbo compie 10 o 18 anni nel corso del 2026, il diritto si ferma al mese del compleanno, non oltre.

Come arriva il pagamento

Ogni mese in cui la mamma:

  • lavora (anche per una frazione del mese),
  • rispetta i requisiti su figli e reddito,

matura 60 euro di bonus. L’INPS somma tutti i mesi validi e versa l’importo, in genere, a dicembre dell’anno stesso.

Il vantaggio in più:

  • l’importo è esente da imposte,
  • non aumenta l’IRPEF,
  • non viene “eroso” da contributi.

Sono soldi netti che entrano sul conto, senza sorprese.

Incentivi per chi assume mamme con tre figli

Un altro tassello importante del 2026 riguarda le mamme che un lavoro non ce l’hanno, oppure sono fuori da molto tempo.

Per i datori di lavoro privati è previsto un maxi sgravio contributivo se assumono:

  • donne con almeno tre figli minorenni,
  • che risultano disoccupate da almeno sei mesi,
  • con contratto a tempo indeterminato.

In questi casi il datore di lavoro ottiene:

  • esonero del 100% dei contributi previdenziali a suo carico,
  • fino a 8.000 euro l’anno,
  • per un periodo che può arrivare fino a due anni, a seconda della forma dell’assunzione e delle regole operative.

Questo significa che nel 2026 assumere una mamma con tre figli diventa molto conveniente economicamente per un’azienda. L’obiettivo è chiaro: spingere le assunzioni femminili proprio dove il rientro al lavoro è più complicato, cioè quando in casa ci sono più bambini piccoli e la pausa lavorativa è stata lunga.

Bonus nuovi nati 2026: 1.000 euro a bambino

Accanto al bonus legato al lavoro, c’è anche un aiuto “secco” per chi mette al mondo un figlio nel 2026.

Si tratta di un contributo una tantum di 1.000 euro per ogni bambino:

  • nato,
  • adottato,
  • oppure in affidamento preadottivo,

nel periodo coperto dalla misura (che include il 2026).

Il bonus è legato all’ISEE del nucleo familiare, con una soglia che privilegia le famiglie a reddito medio-basso. L’importo è uguale per ogni figlio che entra in famiglia nel periodo previsto.

Di solito si richiede tramite domanda all’INPS, spesso con l’aiuto di un patronato o di un CAF, entro un certo numero di giorni dalla nascita o dall’ingresso del minore in famiglia.

È un contributo che non risolve tutto, ma copre:

  • una parte delle spese di passeggino, seggiolino, lettino,
  • una fetta del costo delle prime visite,
  • oppure può aiutare a compensare qualche mese di reddito più basso per congedi e part-time.

Asilo nido, congedi e orari: le altre leve del 2026

I bonus non viaggiano da soli. Nel 2026 restano in piedi e in alcuni casi vengono ritoccate anche altre misure che interessano da vicino le mamme.

Bonus asilo nido

Il bonus asilo nido viene confermato anche per il 2026, con importi che possono arrivare fino a 3.600 euro l’anno per famiglia, a seconda dell’ISEE.

Copre:

  • rette di asilo nido pubblico,
  • nidi privati autorizzati,
  • micro-nidi e servizi per la primissima infanzia.

Per molte famiglie è il pezzo che consente davvero alla madre di tornare al lavoro, perché riduce in modo sensibile il costo del nido.

Congedi e flessibilità

Nel pacchetto 2026 ci sono anche ritocchi a:

  • congedo parentale: più giorni coperti e, in alcuni casi, indennità più alte;
  • congedo per malattia dei figli: margini leggermente più ampi, soprattutto nei primi anni di vita;
  • orario di lavoro per genitori con almeno tre figli: più attenzione alle richieste di part-time o di modifica dell’orario, con piccoli vantaggi contributivi per il datore che accoglie la richiesta.

Non sono misure che portano soldi “in mano” come i bonus, ma incidono sulla possibilità di organizzare la vita familiare senza dover per forza scegliere tra lavoro e figli.

Esempi pratici: come possono cambiare le cose

Per capire meglio l’impatto dei nuovi bonus, può aiutare qualche esempio concreto.

Esempio 1 – Dipendente con 2 figli
Marta ha 2 figli di 3 e 7 anni, lavora come impiegata con reddito da lavoro di 24.000 euro l’anno. Nel 2026 resta occupata tutto l’anno.

  • Ha diritto al Bonus mamme 2026:
  • 60 euro x 12 mesi = 720 euro a fine anno.
  • Se porta il bimbo più piccolo al nido, può richiedere anche il bonus asilo nido, riducendo la retta mensile.

Esempio 2 – Autonoma con 3 figli
Chiara ha 3 figli di 2, 5 e 9 anni ed è libera professionista, con reddito annuo di 32.000 euro.

  • Può accedere al Bonus mamme legato al lavoro autonomo, sempre fino a 720 euro annui, se resta in attività per tutto il 2026.
  • Può cumulare questo aiuto con il bonus nuovi nati se uno dei figli è nato nel periodo coperto dal contributo da 1.000 euro.

Esempio 3 – Mamma con 3 figli in cerca di lavoro
Sara ha 3 figli tutti minorenni, non lavora da oltre 6 mesi.

  • Rientra nella categoria per cui le aziende che la assumono possono godere del maxi sgravio contributivo fino a 8.000 euro l’anno.
  • Questo aumento di convenienza per i datori può tradursi, nella pratica, in qualche porta in più che si apre durante un colloquio.

FAQ sui nuovi bonus mamme 2026

Il Bonus mamme 2026 spetta anche a chi non lavora?
No. Il Bonus mamme da 60 euro al mese è pensato per le mamme lavoratrici, dipendenti o autonome. Chi non ha un lavoro può accedere ad altre misure, ma non a questo specifico bonus.

Il contributo da 60 euro arriva ogni mese in busta paga?
No. Si accumula mese per mese in base ai periodi lavorati e viene pagato alla fine dell’anno, di solito a dicembre, direttamente dall’INPS.

Il bonus nuovi nati 2026 è solo per il primo figlio?
No. Il contributo da 1.000 euro è per ogni bambino che nasce, viene adottato o entra in affido preadottivo nel periodo coperto dalla misura, se il nucleo rispetta i requisiti di reddito.

Chi assume una mamma con 3 figli è obbligato a mantenerla in organico per 2 anni?
Il beneficio pieno è legato alla durata del rapporto. Se il contratto termina prima, decade anche parte dell’agevolazione. Il datore ha convenienza a stabilizzare la lavoratrice, ma restano valide le normali regole sui licenziamenti.

Posso cumulare Bonus mamme, bonus nuovi nati e bonus asilo nido?
Sì, in linea generale le misure sono cumulabili: una mamma può, ad esempio, ricevere il Bonus mamme, il bonus nuovi nati per il bimbo arrivato nel 2026 e chiedere anche il bonus asilo nido, se rispetta tutti i requisiti previsti per ciascun aiuto.