Chi era Lamberto Marcantonini, l’ex sindaco di Bettona morto poco prima del suo compleanno: vita, carriera e ombre giudiziarie

Daniela Devecchi

Chi era Lamberto Marcantonini, l’ex sindaco di Bettona morto poco prima del suo compleanno: vita, carriera e ombre giudiziarie

A Bettona, quando è arrivata la notizia della morte di Lamberto Marcantonini, molti hanno avuto la sensazione di chiudere un capitolo intero della storia del paese.
Un uomo solo, in più ruoli: imprenditore, sindaco, militante politico, protagonista di battaglie amministrative e giudiziarie che lo hanno accompagnato praticamente fino all’ultimo.

Marcantonini è morto nella notte tra il 6 e il 7 gennaio 2026, a 81 anni, pochi giorni prima del compleanno: era nato il 14 gennaio 1944. La causa del decesso non è stata resa nota, si parla di una scomparsa improvvisa. Intorno, una comunità che oggi prova a fare i conti con ciò che lascia: una grande azienda, tanti sostenitori, qualche avversario irriducibile e un curriculum che mescola industria, potere locale e aule di tribunale.

Età, origini e primi passi

Lamberto Marcantonini nasce nel 1944, in pieno dopoguerra, in un’area dell’Umbria dove il lavoro manuale e l’artigianato sono spesso l’unica vera università. La famiglia è già dentro il mondo del calcestruzzo e dei manufatti cementizi, terreno che lui conoscerà da vicino fin da giovanissimo.

Dopo gli studi tecnici – quelli che formano generazioni di geometri, periti, progettisti – Marcantonini si specializza nelle materie legate all’elettrotecnica e alle costruzioni. Per un periodo lavora come insegnante in un istituto professionale di Perugia, e proprio quell’esperienza gli dà un profilo particolare: non solo imprenditore, ma anche tecnico che sa spiegare, formare, tenere insieme teoria e pratica.

Negli anni Sessanta, quando l’Italia corre veloce tra industrializzazione e boom edilizio, lui intuisce che il calcestruzzo non è solo un “materiale” ma un sistema da progettare, automatizzare, rendere efficace. Da lì parte tutto.

Dalla piccola officina alla MCT: l’imprenditore del calcestruzzo

Nel 1967 nasce la realtà che diventerà il cuore della sua vita economica: MCT Italy – Marcantonini Concrete Technology. All’inizio è un’azienda umbra come tante, legata al territorio, con una forte impronta familiare. L’idea è chiara: progettare impianti di betonaggio su misura, dedicati alla prefabbricazione e al calcestruzzo preconfezionato.

Con gli anni, MCT cresce, sperimenta, esce dai confini regionali e poi nazionali. Gli impianti firmati Marcantonini finiscono a lavorare per cantieri e stabilimenti in Europa, Nord America, Australia e in diversi altri mercati. L’esportazione diventa la parte più consistente del fatturato e l’azienda si ritrova, di fatto, a giocare in serie A nel settore delle tecnologie per il calcestruzzo.

Col tempo entra in gioco la seconda generazione: il figlio Andrea Marcantonini assume ruoli sempre più centrali nella gestione del gruppo, mentre Lamberto resta il fondatore, il volto storico, quello che si fa vedere agli eventi, ai convegni, alle premiazioni.

Negli ultimi anni arrivano diversi riconoscimenti alla carriera, fra cui un premio come “Ambasciatore del Made in Umbria” e un importante riconoscimento nel settore del calcestruzzo industriale. Premi che lo fotografano come imprenditore capace di attraversare crisi economiche, rincari energetici e turbolenze internazionali senza far deragliare l’azienda.

Il sindaco di Bettona e l’uomo delle istituzioni

Accanto all’industria c’è sempre stata la politica. Prima quella della Democrazia Cristiana, poi quella del centrodestra e infine di Forza Italia.

Negli anni Settanta e Ottanta Marcantonini entra in Consiglio comunale, attraversa stagioni di forte dialettica interna, contribuisce alla vita amministrativa di Bettona quando la militanza di partito è ancora qualcosa che si costruisce nelle sezioni, nei bar, nelle riunioni serali.

Negli anni Duemila torna sulla scena da protagonista: viene eletto sindaco con una lista civica, guida la giunta, si spende su temi come infrastrutture, impianti sportivi, riqualificazione di spazi culturali. Per un periodo segue da vicino anche il Teatro Excelsior di Passaggio di Bettona, simbolo di una comunità che vuole tenere insieme tradizione e nuove generazioni.

La sua storia amministrativa non è lineare: alterna fasi da primo cittadino, fasi da consigliere, tentativi di ritorno, campagne elettorali vinte e perse. Alle amministrative del 2021, per esempio, si ricandida a sindaco ma viene sconfitto, e Bettona passa in mano a un nuovo corso politico guidato da Valerio Bazzoffia.

Parallelamente ricopre altri ruoli nel tessuto economico e sociale: è stato, tra l’altro, presidente del sindacato metalmeccanici della provincia di Perugia, vicepresidente di un consorzio per l’export umbro e presidente di una banca di credito cooperativo. Una rete di incarichi che racconta bene quanto fosse intrecciato con il potere economico e istituzionale del territorio.

Forza Italia, la Regione e il rapporto con la politica nazionale

Negli anni più recenti Marcantonini diventa uno dei volti storici di Forza Italia in Umbria. Partecipa alle iniziative del partito, siede nella segreteria regionale, porta il proprio peso di ex sindaco e imprenditore quando si parla di sviluppo, infrastrutture, impresa.

Nel 2019 si candida al Consiglio regionale dell’Umbria nella lista di Forza Italia, a sostegno della candidatura di Donatella Tesei alla presidenza. Non viene eletto, ma resta un punto di riferimento locale per l’area azzurra, soprattutto nei territori di Bettona e della cintura perugina.

Fino agli ultimi mesi continua a comparire in incontri e dibattiti, soprattutto su un tema che lo ha segnato in modo personale: il rapporto tra politica, amministratori locali e giustizia.

Processi, assoluzioni e la ferita della “giustizia negata”

Nella biografia di Marcantonini c’è un capitolo che lui stesso non ha mai nascosto: quello dei processi.

Nel corso degli anni viene coinvolto in diversi procedimenti legati alla sua attività di amministratore pubblico. Da questi processi esce assolto, in più di un caso con la formula “perché il fatto non sussiste”. Eppure, a sentire il suo racconto, il prezzo pagato in termini di tempo, salute e denaro è stato comunque altissimo.

Racconta di aver affrontato quattro procedimenti e di non essersi mai sentito davvero risarcito, né economicamente né moralmente, per ciò che ha vissuto dal 2012 in poi.

Negli ultimi mesi interviene anche in incontri dedicati proprio alla “giustizia negata”, portando il suo esempio di ex sindaco assolto, ma segnato: anni di udienze, difese, articoli, polemiche, che per lui hanno lasciato una cicatrice profonda.

C’è anche un episodio specifico legato a presunte minacce a un avversario politico ambientalista: inizialmente condannato dal giudice di pace, viene poi assolto in appello. In quell’occasione commenta che “giustizia è stata fatta” e che la vicenda, a suo parere, era stata gonfiata oltre misura.

Gli ultimi mesi e il lutto di Bettona

Fino alla fine del 2025, Marcantonini è ancora molto presente sulla scena pubblica: partecipa a convegni, ritira premi, presenzia a incontri politici. A dicembre sale sul palco di un importante forum economico umbro per ritirare un riconoscimento come ambasciatore del territorio, insieme alla famiglia e ai collaboratori.

Appena poche settimane dopo, arriva la notizia della sua morte.

A Bettona scattano messaggi di cordoglio trasversali, non solo dal suo schieramento. L’attuale sindaco Valerio Bazzoffia lo ricorda come “un grande uomo della società civile e delle istituzioni bettonesi, più volte sindaco e grande imprenditore che ha contribuito a scrivere un pezzo di storia dell’amministrazione comunale”.

Nel mondo azzurro, invece, viene salutato come uno dei volti storici di Forza Italia in Umbria, testimone di una stagione politica fatta di sezioni, tessere e campagne a misura di territorio.

I funerali, fissati per venerdì nella sua Bettona, diventano l’occasione per riunire pezzi diversi della sua vita: ex colleghi di fabbrica, dipendenti della MCT, amministratori, semplici cittadini che lo hanno incrociato in Comune, in banca, in teatro, o magari solo per strada.

Un personaggio divisivo, ma centrale

Il ritratto di Lamberto Marcantonini non è quello di un uomo “perfetto”. È la storia di una figura forte, divisiva, radicata, che ha saputo costruire un’impresa importante, influenzare la politica locale, prendere decisioni che non sempre hanno trovato tutti d’accordo, e che ha dovuto difendersi in tribunale più volte, uscendone assolto ma con addosso il peso di una lunga battaglia.

Per capire Bettona degli ultimi cinquant’anni, però, è difficile fare finta che non sia esistito. La sua morte a 81 anni chiude una stagione, ma lascia in piedi molte tracce: gli impianti della MCT sparsi per il mondo, le delibere firmate in Comune, i teatri riaperti, le cicatrici dei processi, i discorsi sulla giustizia e sul ruolo di chi amministra.

In mezzo, l’immagine di un uomo che, nel bene e nel male, ha scelto sempre di stare al centro delle cose, e non ai margini.

Domande frequenti

Quanti anni aveva Lamberto Marcantonini quando è morto?
Aveva 81 anni ed era nato il 14 gennaio 1944. È morto nella notte tra il 6 e il 7 gennaio 2026, pochi giorni prima del compleanno.

Di cosa si occupava la sua azienda MCT Italy?
MCT Italy progetta e realizza impianti di betonaggio su misura per il calcestruzzo preconfezionato e la prefabbricazione, con una forte presenza sui mercati esteri.

In quali anni è stato sindaco di Bettona?
È stato sindaco di Bettona in più mandati, a partire dal 2007, alternando il ruolo di primo cittadino a quello di consigliere comunale in diverse fasi della vita amministrativa del paese.

Faceva parte di un partito politico?
Sì, dopo un passato nella Democrazia Cristiana, è diventato uno dei volti storici del centrodestra umbro, in particolare di Forza Italia, con una candidatura anche alle elezioni regionali.

È stato coinvolto in inchieste giudiziarie?
Sì, ha affrontato diversi procedimenti legati alla sua attività di amministratore pubblico, dai quali è uscito assolto. Negli ultimi anni è intervenuto spesso per raccontare la sua esperienza e parlare di “giustizia negata” dal punto di vista degli amministratori locali.