A1, schianto all’alba: Emanuele Esposito muore a 18 anni, tragedia allo svincolo di Caserta Sud

Daniela Devecchi

A1, schianto all’alba: Emanuele Esposito muore a 18 anni, tragedia allo svincolo di Caserta Sud

All’alba di oggi l’A1 si è fermata. Non per una coda, non per un incidente “come tanti”, ma per la morte di un ragazzo di appena 18 anni, Emanuele Esposito.
È successo poco prima dello svincolo di Caserta Sud, territorio di Marcianise, in quel tratto in cui la strada comincia a curvare verso il casello e tutti dovrebbero rallentare.

Un botto secco, poi il silenzio.
Quando arrivano i soccorritori, Emanuele è già a terra, sull’asfalto, accanto a una moto distrutta e a un’auto ammaccata.

Per lui, a diciotto anni, la corsa finisce lĂŹ.

Lo schianto nello svincolo di Caserta Sud

Si parla di un impatto violentissimo tra la moto su cui viaggiava il ragazzo e una vettura che si trovava sulla stessa carreggiata, direzione Sud.
Chi è arrivato pochi minuti dopo lo schianto racconta di lamiere e pezzi di carena sparsi ovunque, fari ancora accesi, traffico completamente bloccato.

La dinamica, per ora, è ancora un mosaico incompleto: c’è chi parla di una manovra improvvisa, chi di un sorpasso finito male, chi di una frenata all’ultimo secondo.
Tante ipotesi, poche certezze. L’unica, purtroppo, è la morte di Emanuele.

I soccorsi: rianimazione sull’asfalto

Sul posto arrivano in fretta le ambulanze del 118 e le pattuglie della Polizia Stradale.
I sanitari provano a fare quello che possono, direttamente in carreggiata: massaggio cardiaco, manovre di rianimazione, tentativi ripetuti. I lampeggianti blu colorano il buio del mattino, mentre intorno si forma una fila di auto immobili.

Ma il corpo del ragazzo non risponde.
Dopo vari tentativi, i medici possono solo constatare il decesso.

Nello schianto rimane ferita anche un’altra persona, che viene caricata in ambulanza e portata d’urgenza all’ospedale di Caserta. Le sue condizioni vengono descritte come gravi.

Autostrada chiusa e rilievi per ore

Intanto la A1 diventa una specie di scena muta: i mezzi vengono spostati quel tanto che basta per permettere i rilievi, la corsia viene chiusa, gli automobilisti restano in attesa, qualcuno scende dall’auto, guarda da lontano e abbassa lo sguardo.

La Polstrada si mette al lavoro:

  • fotografie dei veicoli
  • misurazioni sull’asfalto, tracce di frenata, posizione della moto e dell’auto
  • raccolta delle prime testimonianze

Vengono richieste anche le immagini delle telecamere vicino al casello di Caserta Sud. Saranno fondamentali per capire chi ha fatto cosa negli ultimi secondi prima dell’impatto: chi ha cambiato corsia, chi può aver sbagliato tempi o valutazioni.

La salma di Emanuele Esposito viene trasferita all’istituto di medicina legale, a disposizione della magistratura. È probabile che venga disposta un’autopsia, come succede quasi sempre quando c’è un morto sulla strada e le responsabilità non sono ancora chiarite.

Un nome, 18 anni, una vita interrotta

Su Emanuele, per ora, si sa poco.
Un nome, un cognome, 18 anni. Nessun dettaglio ufficiale su scuola, lavoro, dove vivesse esattamente. È il modo in cui spesso cominciano queste storie di cronaca: prima la notizia nuda, asciutta, poi pian piano i volti, gli amici, la famiglia, i ricordi.

Quello che resta subito, però, è l’immagine di un ragazzo giovanissimo che non torna a casa.
Un diciottenne che all’alba era in autostrada, e poche ore dopo diventa l’ennesima vittima di un tratto da anni considerato fra i più delicati: l’uscita di Caserta Sud, zona di traffico intenso, sorpassi, rallentamenti improvvisi.

Oggi lì, su pochi metri di asfalto, si è consumata un’altra tragedia.
Un casco a terra, una moto ridotta a un groviglio di metallo, le barriere grigie dell’autostrada tutt’intorno e un nome che da stamattina non è più solo un nome: Emanuele Esposito, 18 anni.