Amsterdam Sud, Merwedeplein. Prima della guerra è una piazza normale: bambini che giocano, biciclette, famiglie che cercano di ricominciare. In pochi metri vivono i Frank e i Geiringer: da una parte Anna, dall’altra Heinz ed Eva. Da un lato il diario, dall’altro i quadri nascosti sotto le assi di un pavimento.
A pochi isolati da quello che diventerà il celebre alloggio segreto di Anna Frank, c’è un ragazzo che dipinge, studia, scrive poesie. Si chiama Heinz Felix Geiringer e, per molto tempo, la sua storia resterà quasi nell’ombra.
Heinz Geiringer: chi era davvero
Heinz Felix Geiringer nasce a Vienna nel 1926, in una famiglia ebraica borghese, laica e integrata. Il padre Erich lavora nel settore delle scarpe, la madre Elfriede “Fritzi” tiene insieme casa e relazioni. Nel 1929 nasce la sorella Eva, che il mondo conoscerà con il cognome del marito, Schloss.
Con l’Anschluss e le leggi antisemite, la vita viennese della famiglia crolla. Heinz viene preso di mira a scuola perché ebreo, e il clima diventa presto invivibile. Il padre riesce a spostarsi in Olanda, poi tocca a Heinz, ancora molto giovane, raggiungerlo. Infine arrivano anche Fritzi ed Eva: la nuova vita ricomincia ad Amsterdam.
Da Vienna ad Amsterdam: la nuova vita a Merwedeplein
Ad Amsterdam i Geiringer si sistemano nella zona di Merwedeplein, lo stesso quartiere dove vivono i Frank. È un angolo di città popolato da famiglie in fuga dal nazismo, che provano a ricostruire una normalità.
Heinz cresce lì:
- frequenta il liceo,
- impara l’olandese,
- si appassiona a musica, pittura e lingue.
Suona il pianoforte, si arrangia con la fisarmonica, mette in piedi un piccolo gruppo jazz. Quando le leggi antiebraiche lo escludono dalla scuola pubblica, passa al Joods Lyceum, la scuola ebraica dove studiano anche le sorelle Frank.
Nel cortile di Merwedeplein nasce l’amicizia fra Eva ed Anna Frank: sono quasi coetanee, si vedono dopo scuola, partecipano alle feste di compleanno una dell’altra. Due ragazze che condividono giochi e confidenze in un’Europa che si sta chiudendo su di loro.
I rapporti con Anna Frank
Sul rapporto fra Heinz e Anna Frank le fonti sono molto più essenziali.
Si sa che:
- abitano nello stesso isolato,
- fanno parte dello stesso gruppo di famiglie rifugiate,
- si incrociano inevitabilmente nella vita di tutti i giorni.
Però i ricordi più vivi riguardano l’amicizia Eva–Anna. Heinz è più grande di tre anni, ha i suoi interessi, i suoi giri. È presente nello stesso mondo, negli stessi cortili, ma non viene descritto come amico stretto di Anna. Il suo legame con lei è soprattutto indiretto: passa da Eva, dai padri Erich e Otto, e da una scelta che cambierà il destino di entrambe le famiglie.
La chiamata “per lavorare in Germania” e la fuga in clandestinità
Nell’estate del 1942 la situazione precipita. Sia Heinz sia Margot Frank ricevono una lettera che li invita a presentarsi per il famoso “lavoro in Germania”. È presentata come un’opportunità, ma in realtà è un passo verso la deportazione.
I padri, Erich Geiringer e Otto Frank, capiscono che non è più possibile restare esposti. Decidono che le loro famiglie devono sparire.
Da quel momento:
- i Frank entrano nell’alloggio segreto di Prinsengracht, dove Anna comincerà a scrivere il diario;
- i Geiringer scelgono una via diversa:
- Heinz ed Erich si nascondono in soffitte e fattorie, ospitati da famiglie olandesi,
- Eva e Fritzi cambiano una lunga serie di nascondigli, fingendo di essere olandesi grazie ai documenti falsi e all’aspetto non immediatamente riconoscibile come ebraico.
Le due storie si stanno già muovendo in parallelo, pur senza incrociarsi più.
Heinz in clandestinità: quadri, poesie e una promessa
In clandestinità il carattere di Heinz si rivela fino in fondo.
Chiuso in soffitte, lontano dagli amici e dalla scuola, continua a studiare, a leggere, a imparare lingue straniere da autodidatta. Dipinge con quello che trova: strofinacci, federe, pezzi di stoffa, materiali di fortuna che diventano supporto per paesaggi, ritratti, scene di fantasia. Scrive poesie, appunta pensieri.
Insieme al padre decide di nascondere questi lavori. In un attico, sotto le assi del pavimento, sistemano quadri e scritti, lasciando un biglietto che indica i nomi di Heinz ed Erich Geiringer e l’intenzione di recuperarli dopo la guerra.
Nel maggio 1944 la famiglia viene tradita e arrestata. Prima vengono presi Heinz ed Erich, poi, il giorno successivo, anche Eva e Fritzi, arrivate di nascosto a portar loro notizie. Tutti vengono portati a Westerbork e poi caricati su un treno diretto ad Auschwitz.
Sul vagone, Heinz è terrorizzato dall’idea di non sopravvivere. Chiede a Eva una cosa precisa: se lui non dovesse tornare, lei dovrà promettere di tornare in quel nascondiglio, recuperare i quadri e le poesie, e un giorno mostrarli al mondo.
Eva accetta. In quel momento è un modo per rassicurarlo. Dopo la guerra diventerà una missione.
Mauthausen, Ebensee e una vita spezzata a 18 anni
Ad Auschwitz-Birkenau la famiglia viene divisa. Eva e Fritzi restano nel settore femminile. Heinz ed Erich vengono separati e, in seguito, trasferiti nel complesso di Mauthausen e poi nel sottocampo di Ebensee, uno dei più duri, legato ai lavori forzati in galleria.
Heinz ha 18 anni. È stremato dalla fame, dal freddo, dalla fatica. Muore nelle ultime settimane di guerra, tra fine aprile e i primi di maggio del 1945, quando la liberazione è ormai vicina ma non arriva in tempo per lui. Anche il padre Erich non sopravvive.
Le uniche a tornare saranno Fritzi ed Eva, liberate e poi trascinate in un lungo percorso tra ospedali, campi di raccolta, viaggi lenti.
Dopo la guerra: la promessa mantenuta e il legame con Anna Frank
Quando finalmente riescono a rientrare ad Amsterdam, madre e figlia ritrovano Otto Frank, anche lui sopravvissuto ad Auschwitz, ma completamente solo. Ha in mano il diario di Anna, l’unica traccia viva della figlia.
Eva, parlando con lui, pensa a Heinz. Ricorda i quadri nascosti sotto il pavimento del nascondiglio. La promessa fatta sul treno torna a galla.
Nonostante la paura di rivivere il tradimento, Fritzi ed Eva tornano in quella casa. Salgono nell’attico, sollevano le assi di legno. I quadri e gli scritti di Heinz sono ancora lì, esattamente dove li avevano lasciati.
La promessa è mantenuta.
Col tempo, una parte di quelle opere entrerà in musei e mostre, soprattutto a Amsterdam, come testimonianza di un talento interrotto. Heinz diventa il ragazzo che dipingeva nascosto mentre, poco lontano, Anna scriveva il diario.
Nel 1953, Fritzi sposa Otto Frank. Così il legame fra le due famiglie si consolida anche a livello familiare:
- Eva diventa la sorellastra “postuma” di Anna Frank,
- il nome di Heinz resta come quello del fratello che non ha potuto tornare, ma che continua a vivere nei quadri e nelle parole della sorella.
Perché la storia di Heinz Geiringer oggi conta ancora
Quando si pensa ad Anna Frank, viene in mente subito il diario, la casa di Prinsengracht, le fotografie in bianco e nero. Attorno a lei, però, c’era un intero mondo di ragazzi e ragazze: vicini di casa, amici, coetanei costretti a nascondersi, deportati, spesso mai tornati.
Heinz Geiringer è uno di loro.
Metterlo accanto ad Anna non significa fare paragoni, ma ricordare che:
- mentre lei scriveva, lui dipingeva e studiava nascosto,
- mentre il diario sopravviveva grazie a chi l’ha custodito, i suoi quadri hanno rischiato di restare per sempre sotto un pavimento,
- dietro ogni nome ci sono affetti, promesse, opere lasciate a metà.
Raccontare Heinz oggi vuol dire dare un volto a un ragazzo che amava l’arte, la musica, le lingue, e che è stato strappato alla sua vita a 18 anni. Vuol dire ricordare il coraggio di Eva, che ha mantenuto una promessa fatta in condizioni estreme e ha deciso di raccontare non solo la storia di Anna Frank, ma anche quella di suo fratello.
Domande frequenti su Heinz Geiringer, Eva Schloss e Anna Frank
Chi era Heinz Geiringer in poche parole?
Era un ragazzo ebreo viennese, rifugiato ad Amsterdam, fratello di Eva Schloss. Amava la musica, la pittura e le lingue. Visse in clandestinità, fu deportato e morì a 18 anni nel sistema di Mauthausen–Ebensee.
Che rapporto c’era tra Heinz e Anna Frank?
Facevano parte dello stesso ambiente di profughi ebrei a Merwedeplein ad Amsterdam. Heinz era il fratello maggiore dell’amica di Anna, Eva. Si muovevano nello stesso quartiere e nello stesso giro di conoscenze, ma non è documentata un’amicizia diretta e stretta fra loro.
Che rapporto c’era tra Eva Schloss e Anna Frank?
Erano vicine di casa e coetanee. Si vedevano spesso dopo scuola, giocavano insieme e partecipavano alle rispettive feste di compleanno. Dopo la guerra, quando la madre di Eva sposerà Otto Frank, Eva verrà considerata una sorta di sorellastra di Anna.
Perché la chiamata “per lavorare in Germania” è così importante?
Perché sia Heinz sia Margot Frank ricevono quella convocazione. Da lì, i padri Erich e Otto capiscono che la deportazione è imminente e decidono la fuga in clandestinità. Nascono così, da scelte diverse, sia l’alloggio segreto dei Frank sia i nascondigli dei Geiringer.
Che fine hanno fatto i quadri di Heinz Geiringer?
Dopo la guerra, Eva e Fritzi sono tornate nel nascondiglio e li hanno recuperati. Oggi una parte delle opere di Heinz è conservata in musei e collezioni dedicate alla memoria della persecuzione, e viene esposta in mostre e progetti educativi legati alla sua storia e alla promessa di Eva.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






