Incidente sul lavoro a Borgoricco: autotrasportatore di 65 anni muore schiacciato in un autocompattatore alla Rizzato Calzature

Serena Comito

Incidente sul lavoro a Borgoricco: autotrasportatore di 65 anni muore schiacciato in un autocompattatore alla Rizzato Calzature

Doveva essere un turno di lavoro come tanti, tra scarpe, scatoloni e container da caricare.
Invece, nel primo pomeriggio di oggi, Borgoricco si è fermata davanti a una scena che nessuno avrebbe voluto vedere: un uomo finito dentro un autocompattatore per i rifiuti di cartone, schiacciato dal macchinario che stava manovrando.

È la prima morte sul lavoro del 2026 in Veneto. E arriva in un’azienda conosciuta in tutta la zona: la Rizzato Calzature, in via dell’Industria.

Chi è l’uomo morto a Borgoricco

Le cronache parlano di un autotrasportatore di circa 65 anni (le fonti oscillano tra 64, 65 e 66, ma tutte lo collocano in quella fascia d’età).

Lavorava come autista e addetto alle operazioni di carico e scarico per conto della Rizzato Calzature Megastore, grande punto vendita e polo logistico del distretto del Camposampierese, alle porte di Padova.

Secondo quanto riportato, l’uomo era esperto, abituato a quel tipo di lavoro e a gestire container, compattatori e movimentazione degli scarti di produzione.

Il suo nome, indicato solo con le iniziali, è collegato alla zona di Arsego, frazione di San Giorgio delle Pertiche, a pochi chilometri da Borgoricco: un territorio fatto di capannoni, piccole imprese e famiglie che si conoscono tutte.

La dinamica dell’incidente sul lavoro a Borgoricco

L’incidente è avvenuto oggi, 5 gennaio 2026, poco dopo le 13, negli spazi esterni della Rizzato Calzature in via dell’Industria.

Da una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli inquirenti, lo scenario è questo:

  • l’autotrasportatore sta lavorando nella zona del compattatore per la carta e gli scarti di produzione,
  • deve gestire un container collegato all’autocompattatore, usato per raccogliere e schiacciare cartoni e rifiuti,
  • per cause ancora da chiarire cade all’interno del compattatore,
  • il macchinario entra in funzione o prosegue il ciclo, schiacciandolo senza lasciargli scampo.

Alcuni articoli parlano di una caduta da un container sopraelevato verso il cassone del compattatore; altri sottolineano che l’uomo stava manovrando direttamente l’autocompattatore quando è precipitato all’interno. In ogni caso, il risultato non cambia: l’impatto e la pressione del macchinario sono stati letali.

I soccorsi: l’elisoccorso, ma per il 65enne non c’era più nulla da fare

Scatta subito l’allarme.

Colleghi e personale sul posto chiamano il 118: in pochi minuti arrivano:

  • l’ambulanza del Suem 118,
  • i vigili del fuoco,
  • i carabinieri della stazione competente,
  • i tecnici dello Spisal dell’Ulss 6 Euganea, che si occupano di sicurezza sul lavoro.

Vista la gravità della situazione viene mobilitato anche l’elisoccorso, che atterra in zona per tentare l’impossibile. Ma quando i sanitari riescono a raggiungere l’uomo e a estrarlo dal compattatore, è troppo tardi:

  • le ferite sono troppo gravi,
  • il 65enne viene dichiarato morto sul posto.

Macchinario e container sotto sequestro, aperto fascicolo per omicidio colposo

Come avviene in tutti i casi di incidente mortale sul lavoro, la parte giudiziaria si mette subito in moto.

Dalle prime informazioni emerse:

  • il container e l’autocompattatore coinvolti nell’incidente sono stati posti sotto sequestro dalla Procura,
  • è stato aperto un fascicolo per omicidio colposo, al momento contro ignoti, per capire se ci siano responsabilità penali legate a:
    • eventuali malfunzionamenti,
    • mancanza o carenza di dispositivi di sicurezza,
    • procedure non rispettate o formazione insufficiente.

Lo Spisal dovrà verificare:

  • se il macchinario fosse a norma,
  • se fossero presenti adeguati sistemi di blocco in caso di presenza umana nella zona di rischio,
  • come fossero organizzate le procedure operative per l’uso del compattatore.

Non è escluso che, nei prossimi giorni, vengano ascoltati:

  • colleghi presenti al momento dell’incidente,
  • responsabili della sicurezza,
  • vertici aziendali.

“Prima morte bianca del 2026 in Veneto”: la reazione dei sindacati

Quello di Borgoricco viene già definito la prima morte bianca del 2026 in Veneto.

Un primato amaro che arriva dopo un 2025 chiuso con numeri pesantissimi:

  • oltre 100 morti sul lavoro in meno di un anno solo nella regione,
  • una lunga scia di incidenti in fabbriche, cantieri, magazzini, strade.

I sindacati hanno commentato a caldo chiedendo che la sicurezza sul lavoro diventi davvero la priorità del nuovo anno, non solo nelle dichiarazioni ma nei fatti:

  • più controlli reali,
  • investimenti su formazione e manutenzione dei macchinari,
  • attenzione particolare per chi lavora in contesti come magazzini, logistica e gestione rifiuti, dove il rischio di schiacciamento è alto.

Un distretto produttivo scosso: cosa rappresenta questa morte a Borgoricco

Borgoricco e il vicino Camposampierese non sono solo nomi sulle mappe: sono un pezzo di Veneto industriale fatto di:

  • aziende di calzature,
  • logistica e trasporti,
  • piccole e medie imprese che lavorano per la filiera moda e non solo.

In questo contesto, la morte di un autotrasportatore dentro un compattatore non è “solo” un fatto di cronaca: è uno schiaffo in faccia a un modello produttivo che spesso vive di ritmi serrati, spazi affollati di merce e macchinari che non si fermano quasi mai.

Per i colleghi e gli altri lavoratori del distretto è il classico pensiero che ti attraversa la testa quando senti la notizia:

“Potevo esserci io al suo posto”.

FAQ sulla morte sul lavoro a Borgoricco

Dove è avvenuto l’incidente mortale di oggi a Borgoricco?
L’incidente è avvenuto alla Rizzato Calzature, azienda di scarpe in via dell’Industria a Borgoricco (Padova), negli spazi esterni dove si trovano container e compattatori per gli scarti di produzione.

Chi è l’uomo morto a Borgoricco?
Si tratta di un autotrasportatore di circa 65 anni, impegnato come trasportatore/addetto alle operazioni di carico e scarico per l’azienda. Alcune ricostruzioni parlano di 64, altre di 65 o 66 anni, ma tutte concordano sull’identikit di lavoratore esperto del settore.

Come è morto l’autotrasportatore?
Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo sarebbe caduto all’interno di un autocompattatore per carta e scarti di produzione mentre stava lavorando con un container collegato al macchinario. Il compattatore lo ha schiacciato e per lui non c’è stato nulla da fare.

I soccorsi sono arrivati subito?
Sì. Sul posto sono intervenuti in breve tempo il Suem 118, i vigili del fuoco, i carabinieri e i tecnici Spisal. È stato allertato anche l’elisoccorso, ma le ferite riportate erano troppo gravi e l’uomo è stato dichiarato morto sul posto.

Perché si parla di “prima morte bianca del 2026 in Veneto”?
Perché questo incidente di Borgoricco è il primo caso di morte sul lavoro registrato in Veneto nel 2026. I sindacati lo stanno usando come simbolo per ribadire l’urgenza di mettere la sicurezza sul lavoro al centro dell’agenda politica e aziendale, dopo un 2025 già segnato da oltre cento vittime nella regione.