Quando si parla di Gino Paoli saltano fuori sempre gli stessi nomi: Ornella Vanoni, Stefania Sandrelli, le grandi canzoni, Genova, i locali fumosi. Eppure, da più di mezzo secolo, accanto a lui c’è una donna che ha tenuto insieme tutto: Paola Penzo. Moglie, autrice, madre, guardiana della casa e degli equilibri familiari.
Dietro l’immagine del cantautore eterno ragazzo, c’è la storia di una ragazzina di provincia che a quindici anni balla un lento e si ritrova, senza saperlo, dentro l’amore della vita.
Età e dov’è nata: le origini emiliane
Di Paola Penzo non esistono biografie ufficiali dettagliatissime, ma alcuni punti sono chiari.
Paola è nata nel 1956, quindi oggi ha circa 69 anni. Viene definita più volte “modenese”, o comunque di origine modenese: il figlio Nicolò è nato a Mirandola, in provincia di Modena, e in molte interviste Gino Paoli parla del suo legame con l’Emilia proprio attraverso di lei.
Più che il luogo preciso di nascita, importa il contesto: famiglia emiliana, radici solide, carattere concreto. È quel tipo di persona che trascina il marito a innamorarsi di Modena, al punto che lui stesso finirà per sentirsi “modenese d’adozione”.
Paola Penzo giovane: il lento a Sassuolo che cambia tutto
La loro storia comincia quando Paola è molto giovane.
Lui è già Gino Paoli, con alle spalle successi, amori famosi, una vita piuttosto movimentata. Lei è una ragazza di 15 anni, che un pomeriggio va in discoteca a Sassuolo, in provincia di Modena. È una discoteca “diurna”, quelle dove i minorenni vanno a ballare nel pomeriggio.
Si ritrovano uno di fronte all’altra durante un lento. Ballano. Parlando, lui le chiede quanti anni abbia.
Paola risponde la verità: “Ho quindici anni”.
Qui entra in gioco un dettaglio che Gino Paoli ama raccontare: dice di aver sciolto l’abbraccio, di averle detto di tornare quando sarebbe diventata maggiorenne. Una scena un po’ da film, con la promessa buttata lì quasi per gioco.
La cosa sorprendente è che Paola torna davvero. E da lì si costruisce un legame lunghissimo, che attraversa decenni, traslochi, successi, cadute, processi, ospedali, lutti.
Matrimonio e figli: la famiglia che tiene insieme tutto
Il matrimonio tra Gino Paoli e Paola Penzo arriva nel 1991, in forma civile. In realtà la loro vita insieme era cominciata molto prima, al punto che lo stesso Paoli parla di un rapporto che dura da “una cinquantina d’anni”.
Dal loro amore nascono tre figli:
- Nicolò Paoli, classe 1980, nato a Mirandola (Modena). Artista, fotografo, con una vita divisa tra Emilia e Liguria.
- Tommaso Paoli, nato nel 1992.
- Francesco Paoli, nato nel 2000, il più giovane della famiglia.
Paola è quindi la madre dei tre figli più giovani del cantautore, che già prima aveva avuto:
- Giovanni, nato nel 1964 dal matrimonio con Anna Fabbri;
- Amanda, nata nello stesso anno dalla relazione con Stefania Sandrelli.
Una famiglia complessa, allargata, fatta di fratelli nati da madri diverse ma cresciuti, col tempo, in un intreccio di affetto e complicità. In mezzo, sempre lei: Paola.
Il rapporto con Amanda Sandrelli e la famiglia allargata
Uno dei dettagli più belli che emergono quando si parla di Paola Penzo è il modo in cui viene descritta da Amanda Sandrelli.
Amanda, figlia di Gino e Stefania Sandrelli, ha raccontato più volte di considerarla “una seconda mamma”. Un’espressione forte, soprattutto se si pensa a quanto potesse essere complicato, all’inizio, mettere d’accordo tutte queste storie: la coppia storica Paoli–Sandrelli, l’arrivo di Paola, i figli “sparsi”.
Invece no: nel tempo la casa di Paoli diventa una sorta di porto comune, dove passano Giovanni, Amanda, Nicolò, Tommaso, Francesco. E Paola è quella che:
- tiene il filo con tutti;
- fa da punto di contatto;
- è il numero che si compone quando succede qualcosa.
In un ritratto a lei dedicato la si definisce proprio “quella a cui tutti telefonano”. Che si tratti di una febbre, di un consiglio o di una catastrofe sentimentale, la voce dall’altra parte spesso è la sua.
Non solo moglie: Paola Penzo autrice e musicista
Dietro a molti brani di Gino Paoli dagli anni Ottanta in poi, se si va a guardare i crediti, appare un nome: Paola Penzo.
Non è un vezzo di cortesia, ma un vero lavoro d’autrice:
- nell’album “L’ufficio delle cose perdute” (1988) il suo nome compare a fianco di Paoli in molte canzoni;
- firma con lui brani come “Questa volta no” (portata a Sanremo 1989), “Matto e vigliacco”, “Le mie ali di ieri”, “Senza gli occhi”, “La falena” e altri pezzi entrati nel cuore dei fan.
È un tipo di scrittura che si sente soprattutto nei dischi più intimi e “tardi” di Paoli, quelli in cui le parole sembrano arrivare da una vita condivisa, da dialoghi in casa, non solo dal mito del cantautore solitario.
Paola lavora quindi accanto a lui anche artisticamente: non solo cucinare, organizzare, filtrare chiamate, ma anche scrivere, limare testi, suggerire melodie, stare dentro al processo creativo.
Modena, Genova e la vita di oggi
Oggi, quando si nomina Paola Penzo, le città che tornano sono sempre due: Modena e Genova.
Da un lato c’è l’Emilia, con:
- Mirandola, dove nasce Nicolò;
- la zona di Modena, dove Paoli viene operato all’aorta nel 2017 e dove la coppia trascorre lunghi periodi.
Paoli racconta di aver scelto Modena per l’intervento proprio perché là si sente a casa, grazie a Paola. Dopo l’operazione restano in Emilia durante la convalescenza, circondati dalle attenzioni della “sua” gente.
Dall’altro lato c’è la Liguria:
- la casa di Quinto, alle porte di Genova, con il mare davanti;
- le giornate tra Nervi e il levante genovese.
È in quella casa che, nel 2025, arriva la notizia della morte di Ornella Vanoni. Paola è sveglia, turbata, mentre lui dorme. Sa che dovrà trovare le parole per dirglielo. La stavano aspettando: Ornella avrebbe dovuto andare a trovarli di lì a pochi giorni.
La scena raccontata dai giornali è semplice e potentissima: Paola che teme per il colpo che quella notizia darà al marito, e prende tempo per proteggerlo, ancora una volta.
Carattere, casa, quotidianità
Nei ritratti più recenti Paola appare come una figura calda, concreta, ma anche ferma quando serve.
Qualche immagine che torna spesso:
- è lei che decide chi può disturbare il marito e chi no, filtrando telefonate e visite;
- è lei che prepara trofie al pesto fatte come si deve, con patate e fagiolini, nei pranzi di famiglia;
- è lei che, secondo Paoli, all’inizio “sembrava quasi muta”, tanto parlava poco. Poi, quando ha cominciato ad aprirsi, si è reso conto che pensavano le stesse cose.
Gino arriva a dire che senza Paola non saprebbe come vivere, e che spera – se esiste un dopo – di ritrovarla. Parole che, dette da uno che di grandi amori ne ha avuti parecchi, pesano ancora di più.
L’inchiesta SIAE e il suo nome nelle carte
Nel 2015, quando scoppia il caso del conto in Svizzera e delle presunte somme non dichiarate, il nome di Paola Penzo finisce insieme a quello del marito nelle cronache giudiziarie.
In quel periodo:
- vengono citate alcune società a lei intestate o da lei amministrate;
- si parla di perquisizioni nella villa genovese;
- vengono riportati dialoghi tra lei e Paoli, in cui cerca di convincerlo a non reagire d’istinto.
La vicenda porta il cantautore alle dimissioni da presidente SIAE. Su esiti giudiziari dettagliati nei confronti di Paola le informazioni pubbliche sono frammentarie; di certo, agli occhi dell’opinione pubblica lei resta la figura che, nel bene e nel male, condivide anche le tempeste più dure.
Oggi: una presenza discreta, ma decisiva
Nel presente Paola Penzo continua a stare un passo di lato rispetto ai riflettori. Non è la moglie che cerca interviste, copertine, polemiche.
Si fa vedere quando serve:
- alle celebrazioni per i 90 anni di Gino, nelle foto di famiglia;
- nelle immagini social, in cui compaiono viaggi, tavolate, momenti domestici;
- nelle parole che il marito e i figli le dedicano, spesso più eloquenti di qualsiasi profilo ufficiale.
Se si guarda la vita di Gino Paoli negli ultimi quarant’anni, il filo rosso è lei: modenese di nascita, ligure d’adozione, autrice, madre, regista silenziosa di una famiglia complicata.
FAQ su Paola Penzo
Quanti anni ha Paola Penzo?
Paola Penzo è nata nel 1956 e oggi ha circa 69 anni.
Dov’è nata Paola Penzo?
Non è indicata ovunque una città precisa, ma viene descritta come modenese, di origine emiliana. Il figlio Nicolò è nato a Mirandola, in provincia di Modena.
Chi sono i figli di Paola Penzo e Gino Paoli?
Dalla loro relazione sono nati tre figli: Nicolò (1980), Tommaso (1992) e Francesco (2000).
Paola Penzo lavora nella musica?
Sì. Oltre a essere la moglie di Gino Paoli, è autrice: ha firmato insieme a lui diversi brani e ha contribuito a interi album, soprattutto dagli anni Ottanta in poi.
Dove vive oggi Paola Penzo?
Divide la sua vita tra la Liguria, nella zona di Genova–Quinto, e l’Emilia, in particolare l’area di Modena, città a cui è legatissima e dove la coppia trascorre molta parte dell’anno.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






