Aumenti sigarette elettroniche 2026: quanto costeranno liquidi con e senza nicotina, nuove accise svapo e rincari fino al 2028

Serena Comito

Aumenti sigarette elettroniche 2026: quanto costeranno liquidi con e senza nicotina, nuove accise svapo e rincari fino al 2028

Dal 1° gennaio 2026 chi usa la sigaretta elettronica si troverà davanti a un conto un po’ più salato.
Non è la solita voce generica sulla “stangata di Capodanno”: qui si parla di nuove tasse precise sui liquidi da inalazione, fissate nero su bianco nella legge di Bilancio 2026.

Se svapi, se hai un negozio, o se stai pensando di passare dalla sigaretta tradizionale alla e-cig, è il momento di capire quanto aumentano i costi, da dove arriva questo rialzo e dove si vuole andare entro il 2028.

Cosa cambia dal 2026 per i liquidi delle sigarette elettroniche

Il cuore della novità è l’imposta di consumo sui liquidi da inalazione (quelli che usi nelle e-cig, con o senza nicotina).

Dal 2026 le aliquote non saranno più numeri “fissi” per millilitro, ma verranno agganciate alle accise sul tabacco tradizionale, con un sistema a percentuali.
La logica è semplice: più è tassato il tabacco, più salgono in proporzione anche i liquidi per svapo.

Le nuove aliquote previste sono queste:

  • Dal 2026
    • 18% per i liquidi con nicotina
    • 13% per i liquidi senza nicotina
  • Dal 2027
    • 20% con nicotina
    • 15% senza nicotina
  • Dal 2028 in poi
    • 22% con nicotina
    • 17% senza nicotina

Non è quindi un aumento “una tantum”, ma un percorso a scalini che accompagna tutto il triennio 2026–2028.

Quanto paghi oggi: la base di partenza (2024–2025)

Per capire se l’aumento è grande o piccolo, serve un punto di confronto: cosa si paga ora.

Nel 2024 l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha fissato l’imposta di consumo a:

  • 0,133431 € per ml per i liquidi con nicotina
    → circa 1,33 € di imposta su un flacone da 10 ml (a cui va aggiunta l’IVA).
  • 0,088954 € per ml per i liquidi senza nicotina
    → circa 0,89 € di imposta su 10 ml (più IVA).

Dal 2025 c’è stato un ulteriore scatto, con cifre leggermente diverse e già più pesanti:

  • Liquidi con nicotina (da febbraio 2025)
    • imposta: 0,146966 €/ml
    • su 10 ml significa 1,46966 € di imposta, che con l’IVA al 22% porta la componente fiscale complessiva a circa 1,79 €.
  • Liquidi senza nicotina / aromi / shot (da febbraio 2025)
    • imposta: 0,101039 €/ml
    • su 10 ml si arriva a poco piĂą di 1,23 € di imposta complessiva
    • su 20 ml si superano i 2,40 € solo di tassa, sempre con IVA inclusa sulla componente d’imposta.

Quindi il settore non parte “vergine”: gli aumenti hanno già iniziato a farsi sentire nel 2024–2025.
Il 2026 non fa altro che cambiare il meccanismo e spingere ancora un po’ più in alto il carico fiscale.

Quanto aumentano davvero i liquidi per svapo nel 2026

La domanda vera è: di quanto salirà il prezzo al pubblico?

Le stime diffuse da siti economici e da portali di settore vanno tutte nella stessa direzione:

  • per i liquidi con nicotina si prevede un aumento medio di circa +10% sul prezzo finale;
  • per i liquidi senza nicotina (compresi aromi e scomposti) l’aumento stimato è intorno al +5%.

Facciamo un esempio concreto, giusto per farsi un’idea:

  • se oggi un 10 ml con nicotina costa 5 € al banco:
    • con un rincaro del 10% potrebbe arrivare a 5,50 €;
  • se un 10 ml senza nicotina costa 4 €:
    • con un +5% può salire piĂą o meno a 4,20 €.

Ovviamente non esiste un unico listino:
ogni produttore e ogni negoziante può:

  • scaricare tutto l’aumento sul cliente,
  • oppure assorbire una parte sui margini,
  • oppure ancora usarlo per spingere su alcuni formati (per esempio shot da 20 ml invece dei 10 ml classici).

Quello che è difficile evitare, però, è una cosa: il 2026 porta oggettivamente il prezzo verso l’alto rispetto al 2025.

Il percorso fino al 2028: quando arriverà il vero “peso” fiscale

Il punto interessante è che il 2026, di fatto, è solo il primo gradino.

Nel giro di tre anni lo schema porta qui:

  • per i liquidi con nicotina:
    • da un’imposta intorno a 1,70–1,80 € per 10 ml (2025)
    • si può arrivare a oltre 2,30 € per 10 ml nel 2028;
  • per i liquidi senza nicotina:
    • si va verso un impatto fiscale di almeno 1,80 € per 10 ml nel 2028.

Tradotto: se oggi la componente tasse pesa giĂ  tanto sul prezzo finale, dal 2028 rischia di diventare la fetta dominante del costo del liquido, soprattutto sui formati piccoli.

Per chi svapa questo significa:

  • prezzi sempre meno “leggeri” rispetto alle sigarette tradizionali,
  • margini piĂą stretti per chi vende,
  • maggiore pressione a spostarsi su formati grandi e offerte “bundle” per ammortizzare il costo fiscale.

Davvero un aumento? O un ritorno verso le vecchie tasse

Un passaggio importante che vale la pena raccontare è questo:
molti osservatori fanno notare che questi “aumenti 2026–2028”, in realtà, non sono un inasprimento mai visto prima, ma quasi un mezzo passo indietro rispetto a tagli passato recente.

Nel 2023, le accise sui liquidi erano infatti piĂą alte:

  • circa 25% per i liquidi con nicotina,
  • circa 20% per quelli senza nicotina.

Poi il governo è intervenuto abbassando sensibilmente il prelievo nel biennio 2024–2025.
Adesso, con la nuova manovra, le aliquote risalgono, ma si fermano comunque sotto i livelli del 2023, anche nel 2028.

Risultato:

  • dal punto di vista del consumatore, il 2026 è vissuto come un aumento dei prezzi;
  • dal punto di vista del bilancio dello Stato, rispetto ai piani fiscali originari, si tratta di un compromesso piĂą morbido sui prodotti senza combustione (svapo, tabacco riscaldato, pouches di nicotina), con meno incassi rispetto al massimo teorico.

Anche per questo associazioni di consumatori e riviste specializzate parlano di aumenti “contenuti” sulle e-cig, rispetto alla vera stangata che colpisce le sigarette tradizionali.

Perché il governo aumenta le tasse sulle sigarette elettroniche

Le motivazioni ufficiali, ripetute nelle analisi della legge di Bilancio, sono due e camminano sempre insieme.

  1. Gettito fiscale Il comparto tabacco + svapo viene considerato una fonte di entrate “sicura”:
    • le sigarette tradizionali continuano a portare miliardi allo Stato,
    • i prodotti “alternativi” (liquidi per e-cig, tabacco riscaldato, pouches) sono in crescita e quindi diventano un terreno naturale per aumentare il prelievo.
    Sul triennio 2026–2028 le sigarette elettroniche dovrebbero portare poco meno di 100 milioni di euro aggiuntivi, mentre la vera montagna di gettito arriva dalle sigarette classiche.
  2. Salute pubblica L’altro argomento è la lotta al fumo, soprattutto tra i giovani.
    L’idea è semplice: più costa, meno attrae, in particolare chi è molto giovane o non ha ancora iniziato in modo stabile.

Sul punto però il dibattito è acceso: tanti esperti ricordano che lo svapo, pur non essendo innocuo, è generalmente considerato meno dannoso del tabacco combusto, e temono che:

  • tassare troppo le e-cig
  • possa spingere una parte degli utenti:
    • verso il mercato nero,
    • oppure di nuovo verso le sigarette tradizionali, che restano il prodotto piĂą pericoloso in assoluto.

Un settore ormai maturo, non piĂą di nicchia

Un altro elemento di contesto da tenere a mente: lo svapo in Italia non è più una moda passeggera.

I report citati dalle testate di settore indicano che:

  • circa 1 italiano su 20 utilizza la sigaretta elettronica in modo piĂą o meno abituale,
  • una fetta importante degli svapatori è composta da:
    • ex fumatori che usano i liquidi per non tornare alla sigaretta,
    • giovani adulti, attratti da aromi, dispositivi piccoli e facilmente trasportabili.

Il mercato dei liquidi da inalazione è definito:

  • in espansione stabile,
  • con una rete capillare di negozi fisici e shop online,
  • ma anche esposto al rischio di fughe verso canali non regolamentati se il prezzo sale troppo.

Per i negozianti, quindi, il 2026–2028 sarà un periodo in cui dovranno:

  • rimodulare listini e promozioni,
  • spingere su formati e prodotti che reggono meglio il peso fiscale,
  • spiegare ai clienti come e perchĂ© stanno cambiando i prezzi.

Non solo e-cig: le nuove regole sulle nicotine pouches

La manovra che ritocca le tasse dello svapo non si ferma ai liquidi.
Nel pacchetto c’è anche una nuova disciplina per le nicotine pouches, le bustine di nicotina da mettere in bocca, senza combustione.

Per queste bustine viene introdotto:

  • un limite massimo di nicotina per unitĂ ,
  • l’obbligo di avvertenze sanitarie chiare,
  • un sistema di tracciabilitĂ  piĂą rigido,
  • il divieto di vendita a distanza (quindi niente e-commerce diretto al consumatore),
  • e un aumento progressivo dell’accisa minima tra 2026 e 2028.

L’obiettivo dichiarato è allineare, passo dopo passo, tutti i prodotti alla nicotina a un quadro fiscale e regolatorio più uniforme, evitando “zone grigie” in cui alcuni prodotti restano troppo convenienti rispetto ad altri.

Cosa significa in pratica per chi svapa dal 2026

Se vogliamo stringere tutto in poche righe, il quadro è questo:

  • i liquidi per sigarette elettroniche costeranno di piĂą giĂ  dal 2026;
  • il vero peso fiscale massimo non si vedrĂ  subito, ma crescerĂ  di anno in anno fino al 2028;
  • il rapporto di convenienza economica rispetto alle sigarette tradizionali si riduce, ma non si annulla del tutto;
  • per negozi e consumatori, diventa sempre piĂą importante:
    • conoscere quanto incide la tassa sul prezzo finale,
    • scegliere con attenzione formati, concentrazioni e marchi.

Per chi sta pensando di passare al vaping per smettere di fumare, la notizia non è indolore: il risparmio potrebbe essere meno evidente rispetto al passato, anche se resta spesso significativo rispetto a un consumo elevato di sigarette classiche.

Di sicuro, una cosa è chiara:
dal 2026 lo svapo in Italia entra in una nuova fase, in cui la sigaretta elettronica viene trattata sempre di più come un prodotto a pieno titolo del “mondo tabacco”, sia sul fronte fiscale sia sul piano delle regole.