Quando pensiamo a Robin Williams ci vengono in mente mille personaggi, battute, film. Ma dietro l’attore c’era anche un padre, con tre figli che oggi portano avanti il suo nome a modo loro: Zachary “Zak” Pym Williams, Zelda Rae Williams e Cody Alan Williams.
Sono cresciuti vedendo il padre trasformarsi ogni giorno per mestiere, e allo stesso tempo hanno dovuto fare i conti con il lato più fragile di quell’energia: la depressione, il lutto, l’onda lunga di una morte che ha sconvolto mezzo mondo, ma che a loro ha tolto un padre.
Eppure, se guardi dove sono arrivati, c’è un filo comune: ognuno ha preso un pezzo di Robin – l’empatia, la fantasia, la generosità – e l’ha trasformato in qualcosa di proprio.
Zak Williams: il primogenito che ha fatto della salute mentale una missione
Zachary “Zak” Pym Williams è il maggiore dei tre.
Nasce l’11 aprile 1983 a San Francisco, figlio di Robin e della prima moglie Valerie Velardi. Oggi ha 42 anni.
Da ragazzo studia, lavora, fa carriera come tanti coetanei:
- laurea in Linguistica,
- master in business,
- ruoli di responsabilità nel mondo tech e media tra New York e la California.
Poi, nel 2014, la morte del padre cambia completamente il suo percorso. Zak lo racconta senza giri di parole: dopo il suicidio di Robin vive un periodo di depressione, ansia, abuso di alcol, fino a una diagnosi di disturbo post traumatico da stress. Nel momento più difficile, sceglie di chiedere aiuto, intraprende una terapia seria, si disintossica e prova a ripartire.
Da lì nasce la seconda vita.
Oggi Zak è:
- imprenditore nel campo della salute mentale,
- co-fondatore e CEO di PYM (Prepare Your Mind), un progetto che unisce integratori, divulgazione e sensibilizzazione,
- speaker richiesto in conferenze, podcast, eventi dedicati al benessere psicologico,
- membro di board e associazioni che lavorano su prevenzione del suicidio e lotta allo stigma.
È sposato con Olivia June, imprenditrice tech, e hanno due figli: McLaurin “Mickey” Clement (il nome McLaurin è un omaggio al secondo nome di Robin) e Zola June. Vivono a Los Angeles, tra riunioni, bambini piccoli e impegni pubblici.
Zak non parla mai di suo padre da statua da venerare. Ne parla da figlio: un uomo brillante e anche molto malato, che non ha avuto tutte le cure che oggi esistono. Il suo modo di onorarlo è questo: provare a cambiare il modo in cui parliamo di salute mentale.
Zelda Williams: la regista che difende la memoria del padre (e il cinema)
Zelda Rae Williams nasce il 31 luglio 1989 a New York. È la prima figlia del matrimonio tra Robin e la produttrice Marsha Garces Williams.
Il suo nome è già una dichiarazione d’amore: Robin la chiama Zelda in omaggio alla principessa dei videogiochi The Legend of Zelda.
Sul set ci sale prestissimo:
- da bambina appare in special tv e piccoli ruoli, spesso vicino al padre;
- a 15 anni recita in “House of D”, film diretto da David Duchovny dove nel cast c’è anche Robin;
- poi arrivano film indipendenti e tante parti come doppiatrice, in particolare la voce di Kuvira nella serie animata The Legend of Korra.
Ma il vero scatto arriva quando decide di spostarsi dietro la camera.
Nel 2018 scrive, dirige e interpreta il corto “Shrimp”, ambientato nel mondo delle dominatrici BDSM di Los Angeles: niente moralismi, molto sguardo umano e ironico sulle relazioni adulte. Il progetto riceve buone critiche e la segnala come persona che sa raccontare mondi scomodi con leggerezza.
Il passo successivo è il più importante:
- nel 2024 esce “Lisa Frankenstein”, una horror-comedy teen scritta da Diablo Cody e diretta proprio da Zelda. È il suo debutto alla regia di un lungometraggio.
- tra adolescenti gotiche, creature riportate in vita e humor nero, Zelda firma un film dichiaratamente pop ma con una mano molto personale.
Parallelamente si è ritagliata un ruolo pubblico molto netto su un tema sensibile: l’intelligenza artificiale. Negli ultimi anni ha chiesto più volte di non usare l’AI per ricreare la voce o l’immagine del padre, raccontando quanto le faccia male vedere Robin “imitato” da algoritmi. In un post recente ha scritto che questi video le sembrano “prodotti ultra-processati fatti con la vita delle persone”.
La sua linea è chiara: il ricordo di un artista, soprattutto se non c’è più, non è materiale grezzo da frullare in un software.
Zelda vive e lavora tra set, studi di montaggio e festival, con base a Los Angeles. Sui social è presente ma misurata: condivide soprattutto lavoro, momenti con gli amici, qualche ricordo scelto del padre, ma sa anche sparire quando le ricorrenze sono troppo pesanti da reggere.
Cody Alan Williams: il figlio più riservato, tra musica e set
Cody Alan Williams è il più piccolo dei tre.
Nasce il 25 novembre 1991 ed è il secondo figlio di Robin e Marsha Garces. Oggi ha 34 anni.
Se Zak è molto esposto e Zelda è nel pieno della promozione da regista, Cody ha scelto una strada quasi opposta: restare dietro le quinte.
Le sue passioni principali sono:
- la musica, che studia seriamente,
- il cinema, vissuto però dal lato tecnico.
Inizia come production assistant su alcuni set, fa un po’ di “gavetta sporca” (cavi, logistica, spostamenti), poi cresce nel reparto regia e produzione:
- lavora come assistente alla regia in film di grosso calibro,
- partecipa a set come “The Hunger Games: Mockingjay – Part 2”, “Black Panther”, “The Eyes of Tammy Faye”, commedie romantiche e altri titoli mainstream.
Il suo nome compare nei titoli di coda, non sui poster. Ed è esattamente così che gli piace.
Sul fronte privato, Cody fa ancora più un passo di lato:
- il 21 luglio 2019, nel giorno in cui Robin avrebbe compiuto 68 anni, sposa la coreografa Maria Flores in una cerimonia intima nella casa d’infanzia;
- la famiglia organizza un momento speciale per ricordare i parenti scomparsi; Zelda racconta di averli visti come “una luce nelle nostre vite”.
Di eventuali figli non ci sono annunci pubblici: Cody e Maria tengono la loro vita familiare lontana da giornali e social. Lui non è il tipo da feed aggiornato ogni giorno: preferisce la normalità, per quanto possa essere normale la vita del figlio di uno degli attori più amati di sempre.
Tre modi diversi di portare lo stesso cognome
Se metti in fila le loro vite, Zak, Zelda e Cody sembrano tre rami che si sono allontanati per non ostacolarsi:
- Zak ha preso il dolore più grande – la perdita del padre – e l’ha trasformato in una battaglia pubblica sulla salute mentale, per sé e per gli altri.
- Zelda ha raccolto l’eredità artistica, scegliendo regia e scrittura, ma mettendo limiti fortissimi a come l’industria tratta l’immagine di Robin.
- Cody ha scelto il silenzio operoso: lavoro tecnico, musica, matrimonio, nessuna esposizione superflua.
In comune hanno una cosa: l’idea che la fama, da sola, non basti.
Tutti e tre, a modo loro, hanno messo davanti un lavoro preciso, non solo il cognome.
Domande frequenti sui figli di Robin Williams
Quanti figli aveva Robin Williams?
Robin Williams aveva tre figli.
Chi è Zak Williams e di cosa si occupa oggi?
Zak Williams è il primogenito. Dopo una carriera nel mondo tech, oggi è imprenditore nel campo della salute mentale e co-fondatore di PYM, un progetto che unisce integratori, divulgazione e attivismo. Vive a Los Angeles con la moglie Olivia June e i loro due figli.
Zelda Williams fa ancora l’attrice?
Sì, ma soprattutto dirige. Dopo anni tra recitazione e doppiaggio (tra cui la voce di Kuvira in The Legend of Korra), Zelda è passata dietro la macchina da presa. Il suo debutto al cinema è la horror-comedy “Lisa Frankenstein”, uscita nel 2024.
Cody Williams è nel mondo dello spettacolo?
Sì, ma dietro le quinte. Cody Alan Williams lavora nel reparto regia e produzione di film importanti come Mockingjay – Part 2 e Black Panther. È anche musicista e sposa la coreografa Maria Flores nel 2019. È il più riservato dei tre.
I figli di Robin Williams parlano mai pubblicamente del padre?
Sì, ma con toni diversi: Zak lo cita spesso quando parla di salute mentale e lutto, Zelda difende con forza la sua immagine dall’uso distorto dell’AI e condivide ricordi selezionati, Cody resta molto più silenzioso, preferendo vivere il lutto in modo privato.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






