La notte di Capodanno, per una famiglia di Padova, non ha avuto niente a che vedere con i brindisi e i fuochi d’artificio.
Mentre fuori si sentivano ancora i botti e qualcuno alzava i calici, in un corridoio della terapia intensiva pediatrica dell’Azienda ospedaliera di Padova c’erano solo luci al neon, sedie di plastica e due genitori che aspettavano notizie della loro bambina.
Poche ore prima si è spenta Azzurra Breda, 12 anni, che viveva a Sant’Angelo di Piove di Sacco, in provincia di Padova. Da qualche giorno aveva la febbre alta, quella che in casa si liquida come “una brutta influenza”. In poco tempo però la situazione è cambiata: i medici hanno parlato di polmonite fulminante e hanno tentato di tutto per fermarla. Nonostante le cure, il 31 dicembre il suo cuore si è fermato.
Molti abitanti del paese l’hanno scoperto solo il 1° gennaio. Al risveglio, aprendo Facebook, non hanno trovato i classici post di auguri del Comune, ma un messaggio secco, diverso dal solito. Nessun tono festoso: si parlava di una comunità in lutto e di un dolore troppo grande perfino da mettere in ordine con le parole.
Una bambina riservata, tra scuola, musica e parrocchia
Dietro il nome di Azzurra non c’è solo “una dodicenne” citata nei comunicati. C’è una bambina con una vita piena, fatta di scuola, passioni e piccoli impegni nel suo paese.
Azzurra viveva con i genitori e con una sorellina di quattro anni. La famiglia viene descritta come molto unita e conosciuta a Sant’Angelo di Piove di Sacco. Chi li frequenta racconta di genitori molto presenti, con le figlie sempre al centro delle loro giornate.
Lei era una ragazzina educata, piuttosto riservata, ma attenta a tutto. Frequentava le scuole del paese e, fuori dall’orario delle lezioni, si divideva tra due passioni: il pianoforte e il coro dei ragazzi della chiesa arcipretale di San Michele Arcangelo. Molti, in paese, la ricordano proprio lì, durante le messe e le celebrazioni, con gli spartiti in mano o in mezzo agli altri ragazzi del coro.
Il sindaco Guido Carlin ha raccontato di averla vista in classe poco prima di Natale, durante una visita agli studenti. Nelle sue parole resta l’immagine di una bambina dal sorriso dolce, presente ma mai al centro dell’attenzione, una di quelle figure che si notano di più quando, all’improvviso, non ci sono più.
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Dal malessere iniziale al ricovero: cosa è successo nei giorni prima
Su quello che è accaduto nei giorni che precedono la morte di Azzurra, le varie testate danno versioni leggermente diverse nei dettagli, ma il percorso, a grandi linee, è lo stesso: si parte da un malessere influenzale importante, si arriva in ospedale, la situazione peggiora in fretta.
Secondo una ricostruzione, il 28 dicembre i genitori decidono di portarla al pronto soccorso pediatrico di Padova. La febbre è alta, i sintomi sono forti, tanto che i medici preferiscono trattenerla in reparto di Pediatria per monitorarla da vicino. Nei giorni successivi, però, qualcosa cambia: le difficoltà respiratorie aumentano, i parametri peggiorano e l’infezione viene definita polmonite. A quel punto scatta il trasferimento in terapia intensiva pediatrica.
Altre fonti parlano di un percorso più spezzato: una prima visita in ospedale, la valutazione dei medici, il rientro a casa con indicazioni terapeutiche, un apparente miglioramento e poi un nuovo tracollo, con il ritorno in pronto soccorso, il ricovero e infine l’ingresso in rianimazione.
I passaggi intermedi cambiano a seconda di chi racconta, ma la sostanza è identica: in pochissimi giorni una malattia che sembrava rientrare nella categoria di “influenza forte” si è trasformata in una polmonite fulminante. I medici hanno provato a contrastarla, ma non sono riusciti a invertire la rotta.
Tutte le versioni sottolineano la rapidità del peggioramento e la gravità della forma di polmonite che ha colpito la bambina.
Il lutto di un paese e la festa della Befana cancellata
Sant’Angelo di Piove di Sacco è un comune di poco più di settemila abitanti. In una realtà così, la morte di una dodicenne non resta un fatto privato: nel giro di poche ore diventa il dolore di tutti.
Il sindaco ha parlato apertamente di “dolore indicibile”. Ha spiegato che, da quando è arrivata la notizia, lui e l’amministrazione comunale non riescono a concentrarsi su altro. L’intero consiglio, racconta, si è stretto intorno alla famiglia, consapevole che non esistono frasi in grado di consolare chi perde un figlio.
Per rendere tangibile questa vicinanza, il Comune ha deciso di annullare la tradizionale festa della Befana del 6 gennaio, organizzata ogni anno in parrocchia. Una festa pensata soprattutto per i bambini, con giochi e momenti di condivisione. Quest’anno non si farà. È un gesto simbolico, ma chiaro: prima vengono il rispetto e il silenzio, poi il resto.
Anche il testo pubblicato sui social istituzionali va nella stessa direzione. Niente toni allegri, nessun riferimento alla “ripartenza” tipica del 1° gennaio. Solo il riconoscimento di una ferita che riguarda l’intera comunità.
Una famiglia sotto shock, tra foto e ricordi
Di solito, i giornali si fermano alla cronaca. In questo caso, però, molti hanno notato un dettaglio che racconta più di tante descrizioni: sulle bacheche social dei genitori di Azzurra compaiono quasi solo immagini delle due figlie.
Sono foto di giornate normali: compleanni, gite, piccoli momenti in casa, sorrisi frontali e abbracci improvvisati. Immagini che, fino a qualche giorno fa, raccontavano la quotidianità di una famiglia qualunque. Oggi, agli occhi di chi le guarda, hanno tutto un altro peso.
Accanto a loro, in queste ore, ci sono i compagni di classe di Azzurra, gli insegnanti, gli altri ragazzi del coro parrocchiale e tante persone che magari l’hanno incrociata solo una volta, ma si sono sentite toccate dalla notizia. Il paese, nel suo piccolo, sta cercando di reggere l’urto di una morte difficile da accettare, soprattutto per l’età della vittima e per il modo improvviso in cui è arrivata.
Un inverno difficile tra influenza e polmoniti in Veneto
La storia di Azzurra si inserisce in un quadro sanitario più ampio.
In queste settimane, diversi medici veneti hanno segnalato un aumento dei casi di influenza con complicanze respiratorie, tanto negli adulti quanto nei bambini.
All’Azienda ospedaliera di Padova, in particolare, è stato registrato un numero significativo di pazienti ricoverati per sindromi influenzali evolute in polmonite. In un reparto, è stato riferito che sei ricoverati su diciotto si trovavano in questa situazione.
Nelle cronache si parla anche di una cosiddetta “variante K” dell’influenza, indicata come possibile responsabile di un boom di polmoniti tra Natale e Capodanno. Questo ceppo viene descritto come particolarmente aggressivo e, nei soggetti più fragili, capace di scatenare difficoltà respiratorie serie.
Per quanto riguarda Azzurra Breda, non c’è al momento un collegamento ufficiale fra il suo caso e questa variante. Le informazioni diffuse finora raccontano semplicemente una influenza che, in pochi giorni, è diventata una polmonite fulminante con esito purtroppo tragico.
Il messaggio che arriva da questa vicenda, però, è chiaro: in una stagione così, è rischioso sottovalutare i sintomi, soprattutto quando riguardano bambini e ragazzi e quando i disturbi respiratori peggiorano in fretta.
Le domande aperte e l’ipotesi di un’autopsia
Alcune testate sottolineano che Azzurra non soffriva di malattie pregresse note. Proprio per questo viene citata la possibilità di un’autopsia, che servirebbe a chiarire con maggior precisione le cause del decesso e il modo in cui la polmonite ha colpito il suo organismo.
La decisione spetterà alla magistratura e alle autorità sanitarie. Nel frattempo, restano molte domande che in tanti, in paese e non solo, si stanno facendo:
- com’è possibile che una influenza peggiori a tal punto in pochissimo tempo?
- i segnali di aggravamento sono arrivati all’improvviso o c’erano già nei giorni precedenti?
- ci sarebbe stato spazio per un intervento diverso?
Probabilmente servirà tempo per avere risposte chiare, ammesso che arrivino davvero. Intanto, per la comunità e per la famiglia, la priorità è un’altra: attraversare il lutto, giorno dopo giorno.
Un Capodanno legato per sempre al nome di Azzurra
Per chi vive a Sant’Angelo di Piove di Sacco, questo Capodanno non sarà ricordato per la musica in piazza o per i fuochi d’artificio. Resterà legato al nome di Azzurra Breda.
Fino a pochi giorni prima, Azzurra era semplicemente una bambina che andava a scuola, studiava, suonava il pianoforte, cantava nel coro, litigava e rideva con la sorellina come fanno tutte le sorelle. Poi, all’improvviso, la malattia, l’ospedale, la terapia intensiva, l’attesa, il silenzio.
Dietro le righe di cronaca, resta soprattutto questo: una vita interrotta a 12 anni, una famiglia sotto shock e un paese intero che, all’inizio dell’anno, si ritrova a fare i conti con qualcosa che non torna, che non si riesce a spiegare fino in fondo.
E con una frase che, da oggi, molti faranno più fatica a dire con leggerezza: “È solo influenza”.

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






