La sua storia, nelle cronache, sta in poche righe: Thierry (Mondesi) Christophe, 44 anni, francese, autista di un pullman turistico, morto sul colpo in un maxi incidente sull’A26, nel tratto ligure tra Ovada e Genova.
Tutto il resto è metallo accartocciato, sirene nella notte, ambulanze in fila e parole come “maxi tamponamento”, “cantiere”, “carreggiata ristretta”. Ma dietro quell’etichetta generica – “autista morto” – c’era una persona che stava lavorando, portando a destinazione decine di passeggeri.
Chi era Thierry Christophe
Dai primi dati emersi dalle indagini, la vittima si chiama Mondesi Thierry Christophe, ha 44 anni, è nato nel 1981 ed è un cittadino francese. Era lui al volante del pullman turistico rimasto coinvolto nel maxi incidente.
Non emergono ancora dettagli sulla sua città di residenza, né sull’azienda per cui lavorava. Il suo nome compare soprattutto nei report della polizia stradale e nei bollettini: l’unico morto di una notte che ha lasciato oltre venti feriti e un’autostrada paralizzata per ore.
Quello che sappiamo con certezza è che stava lavorando. Era in servizio, alla guida di un bus carico di passeggeri – italiani, stranieri, famiglie, ragazzi – su uno dei tratti più delicati della rete ligure, la A26 Genova Voltri–Gravellona Toce, nel segmento che porta verso il nodo di Genova.
Dove e quando è avvenuto l’incidente
Il maxi incidente è avvenuto nella sera di lunedì 29 dicembre 2025, poco dopo le 21, sulla A26 in direzione Genova.
Il punto indicato è quello del passo del Turchino, nel territorio di Mele (GE), in un tratto già noto per essere complesso:
- carreggiata in parte ristretta per lavori
- cantiere attivo
- passaggio da tre corsie a due in pochi metri
È in questo contesto che il pullman guidato da Thierry Christophe si è trovato coinvolto in una catena di urti con mezzi pesanti e auto.
La dinamica del maxi tamponamento
La ricostruzione definitiva è ancora al vaglio della Polizia Stradale, ma le prime informazioni convergono su alcuni punti:
- i veicoli coinvolti sono stati almeno:
- un pullman turistico
- due camion
- due o tre autovetture
- l’incidente viene descritto come un maxi tamponamento in zona di cantiere;
- secondo le prime ipotesi, il pullman avrebbe tamponato un camion nel punto di restringimento della carreggiata, innescando una carambola che ha coinvolto gli altri mezzi;
- a causa della violenza dell’impatto, la parte anteriore del pullman è rimasta schiacciata contro il mezzo pesante: lì si trovava Thierry.
Per lui non c’è stato nulla da fare: è morto sul colpo, incastrato nella cabina di guida. I vigili del fuoco hanno lavorato a lungo con le cesoie idrauliche per liberare l’abitacolo, mentre i sanitari prestavano soccorso ai passeggeri.
I passeggeri e i feriti: una notte di sirene
A bordo del pullman c’erano decine di persone. Il bilancio complessivo oscilla, nelle varie ricostruzioni, tra 20 e 26 feriti:
- molti passeggeri del bus,
- alcuni occupanti delle auto coinvolte,
- una parte con politraumi importanti, altri con contusioni e fratture.
Fra i feriti trasferiti all’ospedale San Martino di Genova ci sono:
- un uomo italiano di 52 anni e una donna italiana di 58 anni, entrambi con politrauma e ricovero in Trauma Center;
- una donna di 57 anni nata in Costa d’Avorio e residente in Francia, dimessa con prognosi di pochi giorni;
- una ragazza di 16 anni, nata in Italia e residente in Francia, politraumatizzata ma non in pericolo di vita;
- due giovani di origine cinese, 23 e 26 anni, tenuti sotto osservazione ortopedica.
Altri feriti sono stati ripartiti fra gli ospedali della zona (Villa Scassi, Galliera, Evangelico di Voltri), con prognosi diverse, ma in buona parte non in pericolo di vita.
L’unico a non uscire vivo da quella notte è Thierry Christophe, l’autista.
L’A26, i cantieri e la trappola del restringimento
Questo incidente non arriva nel vuoto. La rete autostradale ligure è da anni al centro di polemiche:
- cantieri prolungati,
- carreggiate ristrette,
- cambi di corsia improvvisi,
- segnaletica spesso percepita come poco chiara dagli automobilisti, soprattutto di notte o con pioggia.
Il tratto del Turchino, sulla A26, è uno di quelli dove camion, pullman e auto si ritrovano costretti a convivere in spazi ridotti, con margine di errore minimo.
In questo scenario, un pullman turistico carico di persone è di fatto il mezzo più esposto: è lungo, pesante, meno agile; se davanti c’è un camion che frena, dietro c’è poco spazio per recuperare.
Non è un caso se, già nelle prime ore dopo lo schianto, chi percorre spesso quella tratta ha parlato di “trappola”: una combinazione di fattori – cantieri, restringimenti, traffico pesante, orario serale – che rende il margine di sicurezza sottilissimo.
Su questo si concentreranno adesso anche le indagini: velocità effettiva dei mezzi, distanza di sicurezza, condizioni della segnaletica, illuminazione, eventuali responsabilità dei gestori oltre che dei conducenti.
La notte dei soccorsi e l’autostrada bloccata
Dopo l’impatto, la A26 verso Genova è diventata un corridoio di luci blu.
Per ore hanno lavorato insieme:
- vigili del fuoco,
- 118,
- Polizia Stradale,
- tecnici dell’autostrada.
La circolazione è stata interrotta in direzione Genova, con code di chilometri. È stata chiusa anche la stazione di Masone in entrata verso il capoluogo, per evitare che altri veicoli si immettessero in un tratto completamente bloccato.
Solo verso le 4 del mattino il tratto interessato è stato completamente riaperto, dopo la rimozione dei mezzi incidentati e la bonifica della carreggiata. In mezzo, una lunga notte di soccorsi, trasferimenti in ospedale, telefonate ai familiari.
Un autista come prima vittima
Nel racconto pubblico degli incidenti stradali, la figura dell’autista spesso resta sullo sfondo, ridotta a una sigla in un verbale. Nel caso della A26, il primo nome che si aggiunge alla lista delle vittime della rete ligure è quello di Thierry Christophe, 44 anni, francese, in servizio su un pullman turistico.
Di lui, al momento, si sa pochissimo: non sappiamo se avesse famiglia, da quanti anni lavorasse in quel settore, quale fosse la sua città di origine. Sappiamo però che è morto mentre lavorava, in un tratto di autostrada complicato, dove i margini di errore sono ridotti e dove la gestione dei cantieri gioca un ruolo cruciale.
Sarà il lavoro degli inquirenti a stabilire se ci sono state mancanze individuali (velocità, distrazioni, distanze di sicurezza) e se esistono responsabilità strutturali che vanno oltre il singolo volante.
Indagini in corso e nodi aperti
Al 30 dicembre 2025, le indagini sulla dinamica sono ancora in corso. Restano aperte alcune domande chiave:
- il pullman ha tamponato il camion perché procedeva troppo vicino o perché la situazione del cantiere non lasciava spazio di manovra?
- la segnaletica e le indicazioni del restringimento erano sufficienti e visibili in orario serale?
- i limiti di velocità erano adeguati alle condizioni reali del tratto?
- il bus era impegnato in un viaggio organizzato, con un tour preciso, o si trattava di un servizio diverso?
Per ora, le uniche certezze sono i numeri: un morto – Thierry Christophe – e decine di feriti che hanno trascorso la notte tra barelle, tac, visite e ricoveri.
Domande frequenti su Thierry Christophe e l’incidente sulla A26
Chi era Thierry (Mondesi) Christophe?
Thierry (Mondesi) Christophe era un autista francese di 44 anni, nato nel 1981, alla guida di un pullman turistico coinvolto nel maxi incidente sulla A26 in Liguria. È lui l’unica vittima accertata dello schianto.
Di che nazionalità era l’autista morto sulla A26?
Thierry Christophe era un cittadino francese. Dalle prime informazioni risulta come autista professionista al servizio di un pullman turistico con a bordo passeggeri di diverse provenienze.
Dove è avvenuto esattamente l’incidente?
L’incidente è avvenuto sulla autostrada A26 Genova Voltri–Gravellona Toce, in direzione Genova, nella zona del passo del Turchino, territorio di Mele (GE), in un tratto interessato da cantiere e restringimento di carreggiata.
Quanti veicoli sono rimasti coinvolti?
Nel maxi tamponamento sono rimasti coinvolti almeno:
- un pullman turistico,
- due camion,
- due o tre auto.
Le ricostruzioni parlano di una carambola originata in un tratto di cantiere con spazio ridotto.
Quanti sono i feriti e quanto è grave la situazione?
Il bilancio complessivo oscilla tra 20 e 26 feriti, in gran parte passeggeri del pullman. Alcuni hanno riportato politraumi importanti, altri contusioni e fratture. Diversi sono stati ricoverati al San Martino di Genova e in altri ospedali liguri; al momento, la maggioranza risulta non in pericolo di vita.
Le cause dell’incidente sono già state chiarite?
La dinamica completa è ancora oggetto di indagine. Le prime ipotesi parlano di un tamponamento del pullman contro un camion in un tratto di carreggiata ristretta per lavori, con successivo coinvolgimento di altri mezzi. Restano da chiarire velocità, distanze, segnaletica e responsabilità.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






