La notizia è arrivata all’improvviso: Rosanna Sabatini, scrittrice, poetessa e autrice teatrale, è morta a Roma il 29 dicembre 2025, a circa 71 anni.
La frase che circola nelle ultime ore è secca e dolorosa: «PS del Gemelli, dopo altri 3 giorni di ricovero per dispnea e quasi 3 anni di malattia, si è spenta Rosanna Sabatini».
Si sa quindi che la scrittrice era malata da quasi tre anni e che gli ultimi giorni li ha trascorsi al Pronto soccorso del Policlinico Gemelli, ricoverata per dispnea, prima di spegnersi. A restare sono i suoi libri, le poesie, i testi teatrali, e una traiettoria umana che tiene insieme periferie, impegno civile e memoria.
Chi era Rosanna Sabatini: la ragazza del Tuscolano diventata scrittrice
Rosanna Sabatini era nata a Roma nel 1954. Si era laureata in Lettere Moderne alla Sapienza, con una tesi di Geografia dedicata al quartiere Tuscolano, il pezzo di città dove viveva e che per lei è sempre rimasto un riferimento affettivo e politico.
Per molti anni la sua vita è stata quella di una lavoratrice “di sistema”: una grande società di trasporti e servizi, responsabilità crescenti, fino a incarichi di tipo dirigenziale in ambito ferroviario. Una donna forte dentro un contesto tradizionalmente maschile, rigoroso, fatto di orari, procedure, scadenze.
Intanto, però, c’era un’altra vita che cresceva sotto traccia: quaderni pieni di poesie, racconti, idee per romanzi, scene teatrali. Un archivio personale che per lungo tempo è rimasto chiuso, finché lei non ha deciso di dargli spazio pubblico.
Dai treni alla pagina: la seconda vita di Rosanna
Intorno al 2018 arriva la svolta. Rosanna sceglie di prendersi sul serio come autrice e di fare della scrittura una seconda vita, non più solo una riserva privata.
Le biografie editoriali la presentano così: laureata in Lettere, per anni in una grande azienda di trasporto, poi concentrata su ciò che ama davvero.
Si muove su molti fronti:
- poesie
- filastrocche
- racconti e romanzi
- testi di canzoni
- sceneggiature per il teatro e per il cinema
Da quel momento il suo nome comincia a circolare tra piccoli e medi editori, caffè letterari, premi, rassegne di poesia e teatro civile. Non è un fuoco di paglia: è una produzione continua, testarda, che tiene insieme memoria, politica e vita quotidiana.
Libri e storie: dalle periferie di Roma al Libano in guerra
Il debutto in libreria è Un volo d’aquiloni (Edizioni Thyrus, 2018). Un esordio che ha il sapore dei conti fatti con il passato.
Il libro raccoglie quattro racconti, e dentro ci sono già i suoi temi forti:
- donne schiacciate dal mobbing sul lavoro,
- storie di violenza di genere,
- episodi di malasanità,
- un ampio racconto autobiografico sull’infanzia e l’adolescenza nella Roma popolare.
I luoghi sono quelli di una città che cambia in fretta: Testaccio, Pietralata, i quartieri in espansione degli anni ’50–’60. Palazzine nuove, strade polverose, famiglie operaie, politica in sezione, contraddizioni che entrano direttamente nelle case.
Poi arrivano i romanzi “pieni”:
- La ragazza sbagliata (Porto Seguro, 2021), dove mescola thriller e romanzo familiare. Una protagonista segnata dalle scelte degli altri, relazioni che oscillano tra colpa e riscatto, un’Italia che si intravede sullo sfondo.
- Sara delle bambole (LuoghInteriori, 2022), un grande racconto che attraversa l’Italia dal fascismo ai giorni nostri seguendo il destino di due famiglie. Storia privata e storia collettiva vanno avanti insieme, tra guerra, dopoguerra, boom economico, disincanto.
- Aquiloni sulla baia (Progetto Cultura, 2022/2023), che sposta l’asse all’estero: Francia e Libano negli anni ’70–’80, mentre sullo sfondo si consumano la guerra civile libanese e le stragi di Tall el Zataar e Sabra e Chatila. Qui lo sguardo di Rosanna diventa esplicitamente politico e internazionale.
Accanto ai romanzi, pubblica anche La donna dai capelli rossi e altri racconti (Progetto Cultura, 2023), dove tornano donne ai margini, crepe nelle relazioni, quotidiani che sembrano normali e invece nascondono tensioni profonde.
Poesia, premi e scrittura bilingue
La poesia, per Rosanna Sabatini, non è un genere di serie B. È il luogo dove tiene insieme cronaca emotiva, memoria e riflessione.
Il libro centrale è Dal cuore e dall’anima (poesie del cassetto) – From heart and soul (poems of the drawer), uscito nel 2021.
Punti chiave:
- raccolta bilingue italiano–inglese;
- testi scritti dalla fine degli anni ’60 fino agli ultimi anni;
- una sorta di diario in versi lungo più di mezzo secolo.
Il volume è accompagnato dalla prefazione della critica Cinzia Baldazzi e da una nota del musicista e scrittore Fabio Sommella, che ha anche messo in musica alcuni testi.
Questa silloge si fa notare in molti premi letterari: vince l’Istituto Italiano di Cultura di Napoli – Premio Letteratura, ottiene riconoscimenti in concorsi nazionali, entra in più shortlist. Un percorso che conferma come la sua voce poetica sia riconosciuta ben oltre la cerchia degli amici.
In un’intervista aveva riassunto così il suo pensiero: la poesia è una necessità umana, qualcosa che si scrive per resistere, per dare forma a ciò che altrimenti resterebbe solo peso.
Teatro, pandemia e animali che parlano
C’è un’altra dimensione ancora: il teatro.
Con Viaggi nella pandemia tra realtà e fantasia (with English version). Trilogia di corti teatrali per ragazzi e… non solo, Rosanna porta in scena la pandemia da Covid attraverso un dispositivo narrativo particolare: un coro di animali umanizzati che commentano quello che sta succedendo.
Il tono richiama Esopo e Trilussa, ma l’obiettivo è raccontare l’oggi: paure, decisioni politiche, contraddizioni sociali di quei mesi. È un testo che può essere letto sia da ragazzi sia da adulti, con piani di lettura diversi: gioco in superficie, critica sotto.
Negli anni successivi continua a lavorare su:
- nuovi corti teatrali,
- fiabe e filastrocche,
- testi brevi pensati per letture pubbliche e laboratori.
Spesso questi lavori vengono presentati in serate ibride, tra reading, musica dal vivo e pittura, nei caffè letterari romani e in altri spazi culturali.
La malattia, il ricovero al Gemelli e gli ultimi giorni
Nelle ultime ore è arrivato un passaggio che chiarisce il quadro della fine.
La formula che viene riportata è: «PS del Gemelli, dopo altri 3 giorni di ricovero per dispnea e quasi 3 anni di malattia, si è spenta Rosanna Sabatini».
Significa che:
- Rosanna Sabatini combatteva contro una malattia da quasi tre anni;
- negli ultimi tre giorni di vita era ricoverata al Pronto soccorso del Policlinico Gemelli, a causa di una dispnea importante;
- lì, dopo questo nuovo peggioramento, si è spenta il 29 dicembre 2025.
Non vengono specificati pubblicamente il nome della patologia né i dettagli clinici, ma emerge con chiarezza una lunga battaglia personale con la malattia, affrontata mentre continuava a scrivere, pubblicare, partecipare a incontri culturali finché le è stato possibile.
L’ultimo romanzo che non ha fatto in tempo a vedere pubblicato
Tra le notizie che colpiscono di più c’è quella che riguarda il suo lavoro più recente. Rosanna Sabatini aveva appena terminato un nuovo romanzo, dedicato alla zona di Petrella Salto, al confine fra Lazio e Abruzzo, dagli anni ’30 in avanti.
Si parla di un libro corale, radicato nella vita dei paesi, con un forte contenuto civile, che alcuni osservatori avvicinano idealmente alla linea di autori come Giovanni Guareschi e Ignazio Silone: storie concrete, di terra, di comunità, attraversate da domande politiche e morali.
L’uscita era prevista per l’inizio del 2026. Rosanna non farà in tempo a presentarlo, a vederlo sugli scaffali, a discuterne con i lettori nelle librerie e nei festival. Ora tutto dipende dall’editore: quel romanzo rischia di diventare, per forza di cose, il suo testamento letterario.
Una voce civile fino all’ultimo
Nel modo in cui viene ricordata torna spesso un’idea: non smettere di combattere.
La vita di Rosanna Sabatini tiene insieme diversi piani:
- la lotta nel mondo del lavoro, in un settore duro, senza rinunciare alla propria sensibilità;
- la lotta dentro la scrittura, per dare spazio alle storie delle donne, alle periferie, alle ingiustizie spesso taciute;
- la lotta contro la malattia, durata quasi tre anni, affrontata continuando a pubblicare e a esporsi.
Oggi restano le sue pagine: la Roma popolare e contraddittoria, l’Italia del Novecento attraversata da guerre e ricostruzioni, il Libano ferito, le stanze chiuse in cui si consumano violenze taciute, le piazze dove qualcuno prova ancora a cambiare le cose.
La storia di Rosanna Sabatini è quella di una donna che ha avuto più di una vita: nei treni, negli uffici, nei versi, nei romanzi, sui palchi. L’ultima l’ha vissuta sapendo di essere malata, ma senza arretrare dalla sua idea di letteratura come presa di posizione.
Domande frequenti su Rosanna Sabatini
Chi era Rosanna Sabatini?
Rosanna Sabatini era una scrittrice, poetessa e autrice teatrale nata a Roma nel 1954. Laureata in Lettere Moderne, ha lavorato per anni in una grande società di trasporti e servizi, arrivando a ruoli dirigenziali. Dal 2018 in avanti si è dedicata stabilmente alla scrittura, pubblicando racconti, romanzi, poesie bilingui e testi teatrali a forte contenuto civile.
Quando è morta Rosanna Sabatini e qual è la causa della morte?
Rosanna Sabatini è morta a Roma il 29 dicembre 2025, all’età di circa 71 anni. La formula diffusa recita: «PS del Gemelli, dopo altri 3 giorni di ricovero per dispnea e quasi 3 anni di malattia, si è spenta Rosanna Sabatini». Si sa quindi che era malata da quasi tre anni e che è deceduta al Policlinico Gemelli, dopo un nuovo ricovero per dispnea. I dettagli sulla patologia specifica non sono stati resi pubblici.
Quali sono i libri più importanti di Rosanna Sabatini?
Tra le opere più note di Rosanna Sabatini ci sono:
- Un volo d’aquiloni (2018), raccolta di racconti in parte autobiografici;
- i romanzi La ragazza sbagliata (2021), Sara delle bambole (2022) e Aquiloni sulla baia (2022/2023);
- la raccolta di racconti La donna dai capelli rossi e altri racconti (2023);
- la silloge bilingue Dal cuore e dall’anima (poesie del cassetto);
- la trilogia teatrale Viaggi nella pandemia tra realtà e fantasia.
Perché viene considerata una voce “civile”?
Le sue storie e le sue poesie toccano periferie urbane, mobbing, violenza di genere, malasanità, guerra in Libano, pandemia, memoria storica e conflitti sociali. La sua scrittura unisce esperienza personale, attenzione alle donne e sguardo politico, con una forte dimensione empatica verso i personaggi.
Che cosa si sa del suo ultimo romanzo?
L’ultimo romanzo di Rosanna Sabatini, dedicato alla zona di Petrella Salto dagli anni ’30 a oggi, era in via di pubblicazione per l’inizio del 2026. È descritto come un libro corale, radicato nei paesi e nella storia civile italiana. Lei non ha fatto in tempo a vederlo uscire; ci si aspetta che l’editore lo porti comunque in libreria, come eredità letteraria finale.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






