Per tanti resta la “mandrilla di Porto Recanati” di Vacanze di Natale o la signora Borlotti de L’allenatore nel pallone. In realtà Licinia Lentini è molto di più di un’icona sexy degli anni ’80: è un’attrice con solide radici nel teatro, una professionista del doppiaggio, una docente che oggi lavora tra Roma e Firenze, lontano dai riflettori più chiassosi.
Ti è mai successo di rivedere una sua scena in tv e chiederti: “Ma che fine ha fatto?” Ecco, la risposta è tutt’altro che banale.
Età, origini e famiglia di Licinia Lentini
Licinia Lentini è nata a Roma il 4 marzo 1959: ha quindi 66 anni al 2025 ed è del segno dei Pesci.
Arriva da una famiglia che, in silenzio, racconta già un romanzo:
- il padre Giovanni è giornalista freelance e fotoreporter;
- la madre Marialuisa è insegnante;
- la sorella Flavia nasce pochi giorni dopo la morte del padre, che Licinia perde quando ha solo 13 anni.
Il nome “Licinia” glielo sceglie il padre, appassionato di storia romana. Da bambina lo vive come un peso, poi col tempo diventa quasi una firma: diverso, riconoscibile, impossibile da confondere.
Studia al liceo classico Virgilio di Roma, poi si iscrive a Scienze Politiche, mentre in parallelo coltiva la sua vera pista: la danza. Frequenta l’Accademia Nazionale di Danza Ruskaja e a 16 anni è già ballerina nelle opere liriche, in turné nei teatri italiani; arriverà a studiare anche a New York.
Miss Italia e primi passi nello spettacolo
Prima dei film e dei varietà arriva la passerella: nel 1976 partecipa a Miss Italia, dove viene eletta Miss Roma e poi Miss Eleganza alle finali.
È il classico trampolino per molte ragazze di quegli anni: bellezza in primo piano, foto sui giornali, prime attenzioni del cinema e della tv.
Pochi anni dopo sbarca in televisione:
- nel 1980 è tra le soubrette di “Studio ’80”, varietà del sabato sera su Rai condotto da Christian De Sica con la regia di Antonello Falqui;
- nel 1983 è nel cast del programma comico-musicale “Chewing Gum Show” su Rai 2.
Intanto debutta al cinema: il primo film è “Sturmtruppen” (1976) di Salvatore Samperi, seguito da una serie di titoli tra commedia, poliziesco e fantascienza all’italiana, come La guerra dei robot, Gardenia il giustiziere della mala, Sella d’argento.
I film cult: Vacanze di Natale e L’allenatore nel pallone
Se oggi cerchi il suo nome su Google, spuntano sempre loro: due film che sono entrati nella memoria collettiva.
In “Vacanze di Natale” (1983) di Carlo Vanzina, Licinia è Moira, la celebre “mandrilla di Porto Recanati”: chiacchierata, prorompente, marchigiana verace che mette in difficoltà il personaggio di Jerry Calà. È un ruolo breve ma potentissimo, di quelli che ti marchiano per decenni.
L’anno dopo arriva “L’allenatore nel pallone” (1984): qui interpreta la signora Borlotti, moglie del presidente della Longobarda (Camillo Milli) e amante del capitano Speroni. Anche qui la temperatura è alta, tra avances e gelosie, con Lino Banfi nel mezzo come Oronzo Canà.
Nel 1986 è la signora Bellugi in “Il commissario Lo Gatto” di Dino Risi, ancora con Banfi: un altro tassello di quell’immaginario di commedie all’italiana in cui il suo volto – e il suo fisico – diventano un’icona.
Il rischio, però, è chiaro: restare intrappolata per sempre nella parte della “bambola sexy”. E lei, nel tempo, ha ammesso di aver sentito questa etichetta come stretta, limitante.
Dal sex symbol al teatro: l’incontro con Strehler
A un certo punto Licinia cambia rotta. Meno cinema commerciale, più palcoscenico.
Lavora in commedie musicali come “Felicibumtà” con Gino Bramieri, prodotta da Garinei e Giovannini; interpreta testi di Pirandello, De Filippo, Byron, Machiavelli, Aristofane, Seneca, Euripide.
Il momento simbolico è l’incontro con Giorgio Strehler al Piccolo Teatro di Milano:
- lei racconta di essersi presentata al Piccolo per assistere alle prove;
- supera diversi provini;
- alla fine Strehler la sceglie per “La grande magia” di Eduardo De Filippo.
Per un’attrice associata alle commedie sexy anni ’80, essere chiamata da Strehler è quasi una consacrazione “al contrario”: la prova che dietro il corpo in primo piano c’è una vera interprete, capace di reggere testi importanti.
Non è un caso se, negli ultimi anni, nei ricordi più seri su di lei, questo passaggio al teatro viene citato come un punto di svolta.
Doppiaggio, dialoghi e il lavoro “dietro le quinte”
C’è un mondo di Licinia Lentini che il grande pubblico quasi non vede, ma che gli addetti ai lavori conoscono bene: il doppiaggio.
Le biografie ufficiali la definiscono doppiatrice, direttrice del doppiaggio, dialoghista e traduttrice.
Ha firmato gli adattamenti italiani di diverse serie tv internazionali, tra cui:
- “That ’70s Show”,
- “Whoopi”,
- “Absolutely Fabulous”.
In un’intervista recente racconta con orgoglio di aver curato, con una sua società di doppiaggio, la versione italiana delle commedie di Shakespeare prodotte dalla BBC, affidando i ruoli a grandi attori teatrali italiani: un lavoro enorme, da vera “artigiana” della parola.
Nel frattempo insegna:
- dizione, recitazione, doppiaggio, adattamento dialoghi, sottotitolaggio;
- tiene corsi internazionali nell’ambito del progetto europeo BABEL;
- lavora come docente di public speaking per professionisti e manager.
È un curriculum da “dietro le quinte” che pesa quanto, se non più, dei film che tutti ricordano.
Vita privata: marito, figli e rapporto con la popolarità
Capitolo sempre delicato, quello della vita privata.
Da quello che è lei stessa a raccontare, la situazione è molto chiara:
- non si è mai sposata;
- dice di aver avuto “due o tre storie importanti e belle”;
- non ha figli.
Sul fronte social e visibilità, la posizione è drastica: non ha profili social, non ama stare continuamente sotto i riflettori, non le interessa alimentare un personaggio pubblico fuori dal set o dal palco. Lo dice apertamente, spiegando che la espongono già abbastanza i suoi lavori passati e che oggi preferisce un’esistenza più raccolta.
Parla anche del suo rapporto con la spiritualità: dice di avere una fede profonda, non convenzionale, di non temere la morte quanto piuttosto la malattia, e di cercare ancora, alla sua età, un senso nelle cose che fa.
È un ritratto molto diverso dall’immagine patinata anni ’80: meno copertine, più interiorità.
Cosa fa oggi Licinia Lentini
Arriviamo alla domanda più cercata: cosa fa oggi Licinia Lentini?
Le fonti più recenti ci restituiscono un quadro preciso:
- vive tra Roma e Firenze;
- lavora come insegnante di recitazione e doppiaggio alla Scuola Nazionale di Cinema Indipendente (SNCI) di Firenze e alla scuola Omniartes a Roma;
- porta avanti laboratori di arteterapia, usando voce e corpo per lavorare sulle emozioni e sul benessere delle persone;
- partecipa come docente e giurata a festival e campus di cinema (ad esempio il Amarcort Film Festival, dove è stata in giuria e protagonista di incontri con gli studenti).
Per il cinema mainstream, l’ultimo vero titolo è “Vaniglia e cioccolato” (2004), dove interpreta la madre del personaggio di Maria Grazia Cucinotta: è lei stessa a dire che dopo quel film le sono arrivate solo piccole parti che non aveva voglia di accettare.
Oggi sembra aver trovato un equilibrio diverso: insegnare, trasmettere agli altri ciò che ha imparato tra set, palcoscenico e sala doppiaggio. E, ogni tanto, sorridere quando qualcuno la riconosce ancora come la “signora Borlotti” o la “mandrilla di Porto Recanati”.
Domande frequenti su Licinia Lentini
Quanti anni ha Licinia Lentini?
Licinia Lentini è nata a Roma il 4 marzo 1959: al 2025 ha 66 anni.
In quali film famosi ha recitato?
È ricordata soprattutto per “Vacanze di Natale” (1983), dove interpreta Moira, e per “L’allenatore nel pallone” (1984), dove è la signora Borlotti, oltre che per Il commissario Lo Gatto e vari film tra fine anni ’70 e metà anni ’80.
Licinia Lentini è sposata? Ha figli?
No, non si è mai sposata e non ha figli. Ha raccontato di aver avuto poche ma importanti storie d’amore, scelte con molta cura.
Perché non si vede più al cinema e in tv?
Ha scelto di dedicarsi soprattutto al teatro, al doppiaggio e all’insegnamento.
Cosa fa oggi Licinia Lentini?
Oggi Licinia Lentini lavora come docente di recitazione e doppiaggio (SNCI Firenze, Omniartes Roma), tiene corsi e laboratori anche di arteterapia e continua a collaborare con il mondo del cinema e del doppiaggio soprattutto come formatrice e adattatrice di dialoghi.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






