Don Francis Gerard Yougbare, il sacerdote amato dalla Val Bisenzio morto a 54 anni

Serena Comito

Don Francis Gerard Yougbare, il sacerdote amato dalla Val Bisenzio morto a 54 anni

In Val di Bisenzio il suo nome circolava spesso, ma non per grandi discorsi o gesti plateali. Semplicemente, c’era. In chiesa, nelle case, nelle visite ai malati, nei corridoi dell’oratorio.
Don Francis Gerard Yougbare era uno di quei preti che ti passano accanto in punta di piedi e che ti accorgi di quanto contano solo quando non ci sono più.

All’alba del 22 dicembre 2025 il suo cuore si è fermato all’Hospice “Fiore di Primavera” di Prato. Aveva 54 anni. La notizia della sua morte ha scosso la comunità di Mercatale di Vernio e tutta la diocesi di Prato, che in poche ore si è stretta attorno al ricordo di questo sacerdote arrivato da lontano, ma diventato di casa.

Le radici in Burkina Faso e la vocazione

Don Francis era originario del Burkina Faso, terra di grandi contrasti, povertà diffuse e comunità cristiane molto vive. La sua storia nasce lì, nella diocesi di Koupéla, dove è maturata la vocazione al sacerdozio e dove ha mosso i primi passi da giovane prete.

Chi lo ha conosciuto lo descrive come una persona calma, più incline all’ascolto che ai riflettori, con uno stile di fede concreto, fatto di presenza, pazienza e disponibilità.
Non era un uomo da frasi ad effetto, ma da gesti quotidiani.

Nella diocesi di origine ha ricoperto anche ruoli di responsabilità: è stato segretario dell’arcivescovo e direttore della Caritas diocesana. Due incarichi che lo hanno portato a confrontarsi ogni giorno con le fatiche reali delle persone: famiglie senza reddito, emergenze alimentari, progetti da costruire con pochi mezzi e tanta creatività.

L’esperienza in Caritas e la missione in Martinica

Alla Caritas di Koupéla don Francis si è trovato spesso in prima linea. Non solo dietro una scrivania, ma nelle parrocchie, nei villaggi, tra le persone che bussano chiedendo aiuto.
Ha seguito progetti di sostegno ai più fragili, iniziative di solidarietà, interventi nelle situazioni più delicate. Lì ha imparato che la carità non è teoria: è ascoltare, organizzare, agire.

Dopo quel periodo, la sua strada lo ha portato lontano dall’Africa. È stato mandato in missione in Martinica, in un contesto completamente diverso: un’isola, una società multiculturale, una Chiesa chiamata a tenere insieme storie e origini differenti.
Anche lì, lo stile è rimasto lo stesso: presenza costante, attenzione alle persone, poco rumore e tanta concretezza.

L’arrivo a Prato e il servizio in Val Bisenzio

Nel 2022 don Francis approda in Italia, nella diocesi di Prato. Il vescovo lo affida alla Val Bisenzio, una zona ampia, con comunità diverse ma legate tra loro.
Viene inserito in una unità pastorale che comprende:

  • Mercatale di Vernio,
  • Sant’Ippolito,
  • Luicciana,
  • Cantagallo.

A Mercatale prende servizio come vicario parrocchiale, al fianco del parroco don Vincent Souly, connazionale e già punto di riferimento per l’area. In poco tempo diventa una presenza familiare: lo si incontra alla porta della chiesa, in sacrestia, nelle celebrazioni, nei momenti più semplici della vita parrocchiale.

Il suo italiano, all’inizio un po’ incerto, migliora mese dopo mese. La comunità, dal canto suo, impara ad accoglierne il ritmo, l’accento, il modo di scherzare.
Nel luglio 2023, a Vernio, la parrocchia festeggia con lui il venticinquesimo anniversario di sacerdozio: una messa sentita, molto partecipata, con quel clima di festa mista a gratitudine che si crea attorno a chi ha donato molti anni alla Chiesa.

La malattia improvvisa e gli ultimi mesi

Fino all’estate 2025 il ministero di don Francis scorre nel suo quotidiano: messe, confessioni, incontri, catechesi, visite a chi non può muoversi da casa. Nulla fa presagire quello che succederà di lì a poco.

A settembre 2025 arriva la diagnosi: un male incurabile. Le notizie pubbliche non entrano nei particolari medici, ma una cosa è chiara: la malattia è seria e procede in fretta.
Lui affronta tutto con lo stile che lo ha sempre contraddistinto: poche parole, nessuna lamentela, tanta fiducia e un affidamento silenzioso.

Per un periodo continua, per quanto possibile, a restare vicino alla comunità. Poi le condizioni peggiorano e viene ricoverato all’Hospice “Fiore di Primavera” di Prato, dove viene seguito dalle équipe sanitarie e circondato dalla presenza di confratelli, volontari e fedeli che gli sono stati accanto fino all’ultimo tratto.

All’alba del 22 dicembre 2025 il suo cammino terreno si interrompe. Una manciata di giorni prima di Natale, in un tempo in cui le parrocchie sono prese dai preparativi, dalle liturgie, dalle iniziative comunitarie.
Per la Val Bisenzio, quest’anno, la strada verso la notte di Natale passa anche attraverso questo lutto.

Il saluto della diocesi e l’addio in Cattedrale

Dopo la morte, la salma di don Francis è stata composta alle cappelle del commiato della Misericordia di Prato, dove in tanti stanno passando per lasciare un saluto, una preghiera, una lacrima. Piccoli gesti, ma che raccontano quanto questo sacerdote, arrivato da un altro continente, sia riuscito a entrare nel cuore delle persone.

Il funerale è fissato per martedì 23 dicembre 2025, alle ore 15, nella Cattedrale di Prato. Una celebrazione che vedrà riuniti il vescovo, il presbiterio diocesano, i fedeli della Val Bisenzio e chi, in questi anni, ha condiviso con lui pezzi di strada.

Il parroco don Vincent Souly ha reso noto anche il desiderio di avviare una raccolta fondi per permettere il trasferimento del feretro in Burkina Faso, nella diocesi di Koupéla, dove vive la famiglia di don Francis.
L’idea è semplice e potente allo stesso tempo: riportarlo nella sua terra d’origine, chiudendo il cerchio di una vita vissuta tra continenti diversi ma con la stessa vocazione al servizio.

Un ponte tra continenti, con la stessa fede in mano

Guardando la sua storia nel suo insieme, don Francis è stato davvero un prete di frontiera: Burkina Faso, Martinica, Italia. Contesti lontanissimi per geografia, cultura, lingua. Uguali, però, per ciò che cercava di portare ovunque: il Vangelo vissuto nella prossimità, nella discrezione, nell’attenzione a chi soffre.

A Mercatale e nelle altre comunità della Val Bisenzio, di lui resteranno soprattutto alcune immagini:

  • l’ingresso in chiesa con passo tranquillo e sguardo attento,
  • le omelie semplici, senza giri di parole,
  • la disponibilità a fermarsi dopo la messa per ascoltare, senza guardare l’orologio,
  • il modo composto con cui ha attraversato la malattia, senza trasformarla in spettacolo.

La sua morte lascia dolore, ma anche una traccia chiara: si può arrivare da molto lontano e diventare, in poco tempo, parte della famiglia di un territorio.
Per la diocesi di Prato, per la Val Bisenzio e per chi lo ha conosciuto nelle tappe precedenti della sua vita, don Francis rimane il volto di un prete che ha attraversato il mondo con la stessa fede e la stessa mitezza.

Domande frequenti su don Francis Gerard Yougbare

Chi era don Francis Gerard Yougbare?
Era un sacerdote originario del Burkina Faso, della diocesi di Koupéla. Dopo gli anni iniziali di ministero nel suo Paese, dove è stato anche segretario dell’arcivescovo e direttore della Caritas diocesana, ha svolto un periodo di missione in Martinica e, dal 2022, prestava servizio nella diocesi di Prato, in Val Bisenzio.

Quanti anni aveva e quando è morto?
Don Francis aveva 54 anni. È morto all’alba del 22 dicembre 2025 presso l’Hospice “Fiore di Primavera” di Prato, dove era ricoverato a causa di un male incurabile diagnosticato a settembre.

In quali parrocchie esercitava il suo ministero in Italia?
Nella diocesi di Prato era vicario parrocchiale a Mercatale di Vernio e collaborava nella cura pastorale delle comunità di Sant’Ippolito, Luicciana e Cantagallo, insieme al parroco don Vincent Souly.

Dove si svolgono i funerali di don Francis?
Il funerale è in programma martedì 23 dicembre 2025, alle ore 15, nella Cattedrale di Prato. È il saluto ufficiale della diocesi a un sacerdote che, in pochi anni, ha lasciato un segno importante nella Val Bisenzio.

Perché è stata proposta una raccolta fondi?
La comunità e i confratelli desiderano riportare la salma in Burkina Faso, nella diocesi di Koupéla, dove vive la sua famiglia. Per sostenere i costi del trasferimento è stata annunciata una raccolta fondi, come gesto concreto di gratitudine e vicinanza verso le sue radici.