Assegno unico 2025–2026: quanto aumenta, come funziona la rivalutazione e cosa cambia con il nuova ISEE

Daniela Devecchi

Assegno unico 2025–2026: quanto aumenta, come funziona la rivalutazione e cosa cambia con la nuova ISEE

L’assegno unico è diventato la bussola del bilancio per tantissime famiglie. Ogni anno però cambiano importi, soglie ISEE e regole tecniche, con una valanga di numeri difficili da decifrare.

Per il 2025 la rivalutazione è già realtà. Per il 2026 invece abbiamo le percentuali ufficiali e simulazioni molto vicine a ciò che l’INPS andrà a mettere nelle tabelle. Qui mettiamo in fila tutto, con un occhio a due nodi fondamentali: rivalutazione ISTAT e nuove regole ISEE (titoli di Stato e casa di abitazione).

Assegno unico 2025: la rivalutazione è dello 0,8%

Partiamo da una cosa certa: per il 2025 la rivalutazione dell’assegno unico è pari a +0,8%.

La base giuridica è sempre la stessa: il decreto istitutivo dell’assegno unico prevede che ogni anno importi e soglie ISEE vengano aggiornati con l’inflazione ISTAT. Nel 2025 questo si è tradotto proprio in un +0,8%.

In pratica:

  • importi leggermente più alti rispetto al 2024,
  • soglie ISEE spostate in su di qualche decina di euro.

Nella realtà quotidiana vuol dire pochi euro in più a figlio, ma per chi ha più bambini e qualche maggiorazione attiva, la differenza a fine anno è concreta.

Importi e ISEE 2025: da quanto a quanto si va

Con l’adeguamento 2025, gli importi “puri” (senza maggiorazioni) si muovono più o meno in questo range:

  • per i figli minorenni (0–17 anni):
    da circa 57,5 € al mese a figlio (per ISEE alto o assente)
    fino a circa 201 € al mese per chi ha l’ISEE nella fascia più bassa;
  • per i figli tra 18 e 20 anni:
    da poco meno di 30 €
    fino a circa 98 € a figlio.

Le soglie ISEE 2025 di riferimento sono, in pratica:

  • fascia più favorevole (importo massimo): ISEE fino a circa 17.227 €;
  • fascia più alta (importo minimo): ISEE intorno ai 45.940 € e oltre.

Se il tuo ISEE si colloca in mezzo, l’importo viene “scalato” in modo graduale. Per avere la cifra esatta bisogna incrociare ISEE, età del figlio e numero di figli a carico.

Maggiorazioni 2025: dove aumentano di più gli importi

La rivalutazione non ha toccato solo l’importo base, ma anche le maggiorazioni. Restano tutte attive, con numeri un filo più alti:

  • +50% dell’assegno per ogni figlio sotto 1 anno;
  • +50% per alcuni nuclei con almeno 3 figli e ISEE entro certe soglie, per i bimbi tra 1 e 3 anni;
  • bonus famiglie numerose: maggiorazione mensile per chi ha almeno 4 figli;
  • maggiorazioni specifiche per:
  • figli con disabilità (più alte se non autosufficienti o con disabilità grave),
  • madre under 21 anni,
  • presenza di un secondo percettore di reddito,
  • famiglie che nel 2021 prendevano ancora gli ANF (una sorta di cuscinetto “transitorio”).

Qui l’effetto combinato è interessante: se hai, per esempio, tre figli piccoli e uno con disabilità, tra rivalutazione generale e maggiorazioni puoi vedere aumenti annui di qualche centinaio di euro.

2025 e la nuova ISEE sui titoli di Stato: perché conta per l’assegno unico

Dal 2025 è arrivata una novità spesso sottovalutata: la riforma ISEE sui titoli di Stato.

Per semplificare:

  • fino a 50.000 € complessivi di BOT, BTP, CCT, CTZ, buoni fruttiferi e libretti postali
    il patrimonio viene in gran parte “sterilizzato” nel calcolo ISEE.

Tradotto in famiglia:

  • se tenevi una quota importante dei risparmi in titoli di Stato, il tuo ISEE 2025 potrebbe essere sceso,
  • scendendo l’ISEE, l’assegno unico può salire (o si torna in una fascia più generosa).

Per molti nuclei con figli questo è un doppio effetto:

  1. +0,8% di rivalutazione “tecnica”;
  2. sconto sull’ISEE grazie ai titoli di Stato, che spinge più in alto l’importo effettivo.

Se vuoi approfondire il tema, puoi agganciarti a un pezzo interno tipo:
“Come cambiano ISEE e bonus famiglia con i nuovi titoli di Stato esenti”.

Assegno unico 2026: rivalutazione all’1,4% (e importi stimati)

Arriviamo al 2026. Qui la parola chiave, oggi, è stima molto precisa.

Il Governo ha fissato per il 2026 un indice di rivalutazione intorno a +1,4% (sulla base dell’inflazione dell’anno precedente). L’assegno unico, per legge, segue lo stesso indice ISTAT.

Prendendo gli importi 2025 come base, si arriva a qualcosa di questo tipo:

  • importo massimo per figlio minorenne: da 201 € a circa 203,8 €;
  • importo minimo: da 57,5 € a circa 58,3 €;
  • ISEE soglia minima (fascia più favorevole): da circa 17.227 € a circa 17.468 €;
  • ISEE soglia massima (fascia con importo minimo): da circa 45.940 € a intorno ai 46.583 €.

Sono numeri coerenti con l’1,4% di aumento.
Finché l’INPS non pubblica le tabelle 2026 restano tecnicamente “non ufficiali”, ma l’ordine di grandezza è quello.

Anche le maggiorazioni seguono lo stesso schema: pochi euro in più, ma su importi già significativi. Ad esempio, la maggiorazione per figli non autosufficienti viene ritoccata verso l’alto, così come il bonus per madre under 21 o la quota aggiuntiva per i figli oltre il secondo.

ISEE 2026 e prima casa: perché può cambiare di più dell’1,4%

La vera partita del 2026, però, non è solo la percentuale ISTAT. È la nuova regola sulla prima casa dentro l’ISEE.

L’idea di fondo è questa: “alleggerire” il peso dell’abitazione principale nel calcolo.

In concreto:

  • sale la franchigia sulla casa di abitazione (cioè la parte che non viene conteggiata)
    da 52.500 € di valore catastale a 91.500 €,
  • oltre a ciò, sono previsti incrementi ulteriori della franchigia per i figli dal secondo in poi.

Risultato:

  • molte famiglie proprietarie rischiavano di essere penalizzate perché la casa gonfiava l’ISEE;
  • con le nuove regole, per molti nuclei il valore “utile” della casa nell’ISEE si abbassa;
  • di conseguenza l’ISEE scende e l’assegno unico può crescere più del semplice +1,4%.

È una di quelle situazioni in cui i numeri “sulla carta” dicono +1,4%, ma il genitore si trova a fine anno con un aumento reale anche più alto, proprio grazie al calo dell’ISEE.

Quando si vedranno gli aumenti 2026 in busta

Negli anni passati è successo quasi sempre la stessa cosa, ed è probabile che lo schema si ripeta:

  • gennaio 2026
    di solito l’assegno viene pagato ancora con gli importi dell’anno precedente;
  • tra febbraio e marzo
    l’INPS applica le nuove tabelle e riconosce gli arretrati di gennaio,
    quindi in uno dei pagamenti dei primi mesi dell’anno compaiono conguagli.

Attenzione a un punto pratico: senza ISEE aggiornato 2026, l’INPS ti riconosce solo l’importo minimo.
L’ISEE nuovo, quando lo presenti, vale retroattivamente da marzo (se presentato entro giugno) e arrivano i conguagli per i mesi precedenti.

Cosa deve fare concretamente una famiglia

Per non perdere soldi lungo la strada, nel passaggio 2025–2026, ha senso:

  • rifare l’ISEE 2026 appena possibile, soprattutto se:
  • hai titoli di Stato in portafoglio;
  • sei proprietario della prima casa;
  • verificare che tutti i figli siano correttamente inseriti nella domanda di assegno unico (specie se qualcuno ha compiuto 18 anni o è stato appena riconosciuto con disabilità);
  • controllare, nel primo semestre 2026, se nei pagamenti compaiono conguagli e nuovi importi per figlio.

Se ti ritrovi con importi fermi o più bassi, quasi sempre il problema è nella mancanza dell’ISEE aggiornato o in qualche dato anagrafico non allineato.

FAQ su assegno unico e rivalutazione 2025–2026

Di quanto aumenta l’assegno unico nel 2025?
Nel 2025 l’assegno unico è stato rivalutato di circa +0,8%. L’importo massimo per figlio minorenne si aggira intorno ai 201 €, mentre il minimo resta poco sopra i 57 €, con differenze legate all’ISEE e alle maggiorazioni.

Di quanto aumenta l’assegno unico nel 2026?
Per il 2026 la rivalutazione prevista è di circa +1,4% rispetto agli importi 2025. L’importo massimo stimato per figlio minorenne sale a circa 203–204 €, il minimo a circa 58–58,5 €, in attesa delle tabelle definitive dell’INPS.

La nuova ISEE cambia davvero l’assegno unico?
Sì. Nel 2025 la parziale esclusione dei titoli di Stato fino a 50.000 € può abbassare l’ISEE e far salire l’assegno. Nel 2026 succede qualcosa di simile con la prima casa, perché aumenta la parte di valore immobiliare che non entra nel calcolo.

Serve per forza l’ISEE per prendere l’assegno unico rivalutato?
No, l’assegno unico arriva anche senza ISEE, ma in quel caso ricevi solo l’importo minimo. Per beneficiare della rivalutazione piena e delle fasce più alte è fondamentale presentare l’ISEE aggiornato ogni anno.

Quando arrivano in pratica gli aumenti 2026?
In genere gli importi rivalutati si vedono tra febbraio e marzo 2026, con il pagamento degli arretrati di gennaio sotto forma di conguagli. Il tutto, ovviamente, a patto di aver presentato l’ISEE 2026 in tempo.