Bando Isi Inail 2025, come funziona: contributi a fondo perduto fino a 130 mila euro per la sicurezza sul lavoro

Serena Comito

Bando Isi Inail 2025, come funziona: contributi a fondo perduto fino a 130 mila euro per la sicurezza sul lavoro

Ogni anno migliaia di aziende si chiedono se valga la pena investire davvero in sicurezza. Poi arriva il bando Isi Inail e la domanda cambia subito: “Come faccio a non perdermelo?”.

L’edizione Isi Inail 2025 è appena stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale e rimette in gioco un pacchetto importante di soldi pubblici, destinati a chi è disposto a fare sul serio con salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Non un prestito, non un credito d’imposta fumoso: parliamo di contributi a fondo perduto che possono coprire fino al 65–80 per cento delle spese, con un massimo di 130 mila euro per singolo progetto.

Vediamo, con calma ma senza giri di parole, cosa prevede il nuovo bando, chi può partecipare e come prepararsi.

Che cos’è il bando isi inail 2025 e a cosa serve

Il bando Isi Inail 2025 è l’agevolazione con cui l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro finanzia i progetti delle imprese che scelgono di migliorare in modo concreto salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

L’obiettivo è doppio:

  • ridurre infortuni e malattie professionali con interventi misurabili;
  • aiutare soprattutto le realtà più piccole – in particolare micro e piccole imprese, compreso il mondo agricolo – a rinnovare macchinari, attrezzature e organizzazione interna.

Per il 2025 la dotazione è di 600 milioni di euro, suddivisi tra regioni e diversi assi di finanziamento. La logica resta quella delle edizioni precedenti, ma con alcune novità che rendono il bando più flessibile e più vicino anche ai temi della sostenibilità ambientale e dei rischi legati ai cambiamenti climatici.

Chi può partecipare al bando isi 2025

Non è un bando “per pochi”. I destinatari sono:

  • imprese di qualsiasi dimensione, anche individuali, purché iscritte alla Camera di commercio;
  • micro e piccole imprese agricole, che rientrano in un asse dedicato;
  • enti del Terzo settore, ma solo per una specifica tipologia di intervento legata alla riduzione del rischio da movimentazione manuale di persone.

Restano fondamentali i requisiti classici: essere in regola con gli obblighi contributivi e assicurativi, non avere violazioni gravi in materia di sicurezza e rispettare le condizioni previste dal singolo avviso regionale.

In pratica: se l’azienda è “in piedi” correttamente sul piano normativo, il bando è aperto.

Gli assi di finanziamento: come sono divisi i 600 milioni

Il cuore del bando Isi Inail 2025 è la suddivisione in cinque assi di finanziamento, ciascuno pensato per un tipo diverso di progetto:

  1. Asse 1 – Rischi tecnopatici e modelli organizzativi
    • Asse 1.1: progetti che riducono i rischi tecnopatici (es. esposizione a sostanze nocive, rumore, vibrazioni, agenti fisici o biologici).
    • Asse 1.2: progetti per introdurre o rafforzare modelli organizzativi e di responsabilità sociale, come sistemi di gestione della sicurezza, certificazioni, modelli organizzativi ex D.Lgs. 231.
  2. Asse 2 – Rischi infortunistici
    Qui rientrano i progetti per ridurre il rischio di infortuni “classici”: sostituzione di macchine obsolete, interventi su ambienti confinati, miglioramento di impianti e dispositivi di protezione.
  3. Asse 3 – Bonifica amianto
    Asse dedicato alla rimozione di materiali contenenti amianto, uno dei temi storici dei bandi Inail. Include sia la bonifica vera e propria sia la sostituzione di coperture e parti strutturali contaminate.
  4. Asse 4 – Settori specifici
    È rivolto alle micro e piccole imprese di alcuni settori produttivi individuati dagli allegati tecnici (tra cui, ad esempio, ristorazione e altri comparti considerati a rischio o strategici). Qui l’idea è concentrare risorse dove l’incidenza degli infortuni è più alta.
  5. Asse 5 – Agricoltura (5.1 e 5.2)
    • Asse 5.1: micro e piccole imprese agricole della produzione primaria;
    • Asse 5.2: giovani agricoltori che guidano imprese agricole e investono in macchinari più sicuri e sostenibili.

Se devi spiegare il bando a un imprenditore in dieci secondi, la frase è: “Scegli l’asse giusto, costruisci un progetto che abbassa un rischio reale, e puoi farti coprire una buona fetta dell’investimento”.

Quanto si può ottenere: percentuali, minimi e massimali

Sul lato numeri, il meccanismo è abbastanza pulito.

  • Il finanziamento è a fondo perduto, quindi non va restituito.
  • Si calcola sulle spese ammissibili al netto dell’IVA.
  • L’importo complessivo (progetto principale + eventuale intervento aggiuntivo) deve stare:
    • tra 5.000 e 130.000 euro per la quasi totalità dei casi.

Le percentuali di copertura cambiano in base all’asse:

  • 65% delle spese per gli assi 1.1, 2, 3 e 4;
  • 80% delle spese per l’asse 1.2 (modelli organizzativi) e per l’asse 5.2 (giovani agricoltori);
  • fino al 65% per l’asse 5.1 (resto delle imprese agricole).

C’è un’eccezione utile: per i progetti di Asse 1.2 presentati da imprese con meno di 50 dipendenti non è previsto un importo minimo. Significa che, se l’azienda è piccola ma vuole investire in un modello organizzativo serio, non è costretta a superare una certa soglia di spesa.

L’intervento aggiuntivo: la novità che può fare la differenza

Rispetto ai bandi passati, il 2025 introduce una novità che merita attenzione: la possibilità di affiancare al progetto principale un “intervento aggiuntivo” per gli assi 1.1, 2, 3 e 4.

In pratica:

  • presenti un progetto principale (es. nuova macchina, bonifica dell’amianto, intervento strutturale);
  • puoi aggiungere un secondo intervento, scelto da un elenco specifico negli allegati tecnici (per esempio un sistema di monitoraggio, un ulteriore dispositivo di sicurezza, un intervento integrativo).

Questo intervento extra:

  • può essere finanziato fino all’80% della spesa;
  • non può superare i 20.000 euro;
  • deve comunque rientrare nel tetto generale dei 130.000 euro complessivi.

È una leva interessante: con un buon progetto si può costruire un “pacchetto” di sicurezza più completo, facendosi finanziare anche componenti che spesso l’azienda rimanderebbe.

Come presentare domanda: procedura online e calendario delle scadenze

La domanda per il bando Isi Inail 2025 si presenta solo online.

Il percorso, come sempre, è articolato in più fasi:

  1. Compilazione della domanda all’interno del portale Inail, nello sportello informatico dedicato al bando Isi 2025.
  2. Invio telematico, seguendo le procedure indicate dagli avvisi regionali/provinciali.
  3. Fase di post-invio, con caricamento dei documenti richiesti (dichiarazioni, preventivi, atti tecnici, eventuali perizie).

Per questa edizione una cosa è chiara:

  • le date di apertura e chiusura delle varie fasi non sono ancora fissate,
  • ma verranno pubblicate sul sito Inail entro il 27 febbraio 2026 in un calendario ufficiale dedicato al bando Isi 2025.

Tradotto: le imprese hanno qualche settimana per prepararsi, ma chi aspetta l’ultimo momento rischia di arrivare scarico.

Cosa finanzia, in concreto, il bando Isi 2025

Senza entrare nel dettaglio di ogni allegato tecnico (che è molto puntuale), i progetti tipici che possono rientrare nel bando sono:

  • acquisto e installazione di macchinari nuovi più sicuri, al posto di quelli vecchi e pericolosi;
  • bonifica di strutture con amianto, compresa la sostituzione di coperture e componenti in materiale contenente amianto;
  • interventi su impianti, linee di produzione, sistemi di aspirazione e ventilazione;
  • soluzioni per ridurre rumore, vibrazioni, esposizione ad agenti chimici o biologici;
  • introduzione di modelli organizzativi e sistemi di gestione per la sicurezza e la responsabilità sociale;
  • per l’agricoltura, acquisto di trattori e attrezzature con standard di sicurezza più elevati e minore impatto ambientale.

Ogni progetto deve dimostrare che, rispetto alla situazione di partenza, c’è un miglioramento misurabile del rischio.

Perché conviene muoversi subito

Il bando Isi non funziona “finché ci sono soldi in cassa” in modo casuale: le risorse sono sì a esaurimento, ma l’accesso passa per un calendario definito e per graduatorie che tengono conto anche dell’ordine delle domande e dei punteggi.

Aspettare che escano le date per iniziare a raccogliere preventivi, documenti e relazioni tecniche è la mossa più rischiosa.

Quello che un’azienda può fare subito è:

  • scegliere l’asse di riferimento (1, 2, 3, 4 o 5);
  • farsi fare preventivi chiari e dettagliati;
  • verificare i requisiti (regolarità contributiva, posizione Inail, eventuali sanzioni pregresse);
  • confrontarsi con il proprio consulente o RSPP sulla coerenza del progetto rispetto ai rischi reali presenti in azienda.

Quando il calendario 2026 sarà online, chi ha già tutto pronto potrà concentrarsi solo sull’invio telematico, mentre gli altri staranno ancora litigando con i documenti.

Domande frequenti sul bando isi inail 2025

Quanto copre il bando Isi Inail 2025 sulle spese?
In generale fino al 65% delle spese ammissibili, con possibilità di arrivare all’80% per alcuni interventi (modelli organizzativi e giovani agricoltori). Il tetto massimo per progetto è 130.000 euro.

Qual è il minimo di spesa per partecipare?
Di norma l’investimento ammesso deve essere almeno di 5.000 euro. L’unica eccezione è per l’Asse 1.2 nelle imprese con meno di 50 dipendenti, dove non è previsto minimo.

Posso presentare più domande su assi diversi?
No. Ogni impresa può presentare una sola domanda, riferita a un solo asse e a una sola tipologia di intervento.

Quando si potranno inviare le domande online?
Al momento non c’è ancora una data precisa. Il calendario con tutte le scadenze sarà pubblicato sul sito Inail entro il 27 febbraio 2026. Di solito la finestra per la compilazione cade in primavera, ma occorre attendere il calendario ufficiale.

Il contributo arriva come credito d’imposta?
No. Si tratta di un contributo a fondo perduto che viene erogato direttamente sul conto corrente dell’impresa beneficiaria, una volta approvato il progetto e concluse le verifiche