Manuel De Angelis: il terribile incidente contro il camion sulla Telesina, cos’è successo al 22enne? La sua storia e il dolore del Sannio

Daniela Devecchi

Manuel De Angelis: il terribile incidente contro il camion sulla Telesina, cos'è successo al 22enne? La sua storia e il dolore del Sannio

Si chiamava Manuel De Angelis, aveva 22 anni ed era di Benevento. Una di quelle età in cui hai ancora tutto davanti: i progetti, i lavori che speri di ottenere, le sveglie presto la mattina che fanno parte del “prima” di qualcosa di più grande.

Ogni giorno Manuel percorreva la Telesina, la superstrada che collega Benevento a Telese, per andare a lavorare. Era una routine talmente abituale da sembrare quasi scontata: salire in macchina, imboccare la 372, arrivare a Ponte, entrare in negozio e dare una mano alla famiglia.

La macelleria di famiglia a Ponte

La sua storia è legata a una attività di paese: una macelleria di famiglia a Ponte, gestita dal padre Aldo e dallo zio Candido. Manuel lavorava lì con loro, dietro al banco, tra clienti abituali, volti conosciuti, piccole conversazioni quotidiane.

Nel frattempo aspettava l’esito di alcuni concorsi, come tanti ragazzi della sua età che si dividono tra un lavoro già presente e uno che potrebbe arrivare. Una vita “in mezzo al guado”, con i piedi ben piantati nel presente e lo sguardo rivolto a quello che poteva cambiare da un giorno all’altro.

Chi passava dalla macelleria sapeva che lì c’era una famiglia conosciuta, un’attività che per il paese era un punto fermo. Il nome di Manuel era legato a quel luogo, a quella quotidianità fatta di carne da preparare, ordini da sistemare, clienti da salutare.

Il viaggio di ogni mattina sulla Telesina

All’alba di giovedì 18 dicembre 2025, Manuel sale in auto come sempre. È al volante di una Fiat Bravo, diretto verso Ponte. La strada la conosce a memoria: chilometri di asfalto, svincoli, quel tratto che, poco prima del bivio per Ponte, ha visto negli anni tanti incidenti, troppi.

In quelle ore sulla zona c’è nebbia fitta, la visibilità è ridotta. Sono condizioni che chi percorre spesso la Telesina conosce bene: fari accesi, attenzione raddoppiata, velocità da tenere d’occhio. È uno di quei contesti in cui basta un attimo, un errore, un imprevisto.

Lo schianto all’alba: l’impatto con il camion

Poco prima dell’uscita per Ponte, al chilometro 56 circa, succede quello che non dovrebbe succedere mai. La Fiat Bravo di Manuel si scontra frontalmente con un camion che arriva dalla direzione opposta, verso Benevento. Il mezzo pesante trasporta concimi, guidato da un uomo di 58 anni.

L’impatto è violentissimo. L’auto viene distrutta, ridotta a un ammasso di lamiere. Per Manuel non c’è niente da fare: muore sul colpo. Il camionista, invece, rimane illeso. ([ilsannioquotidiano.it][2])

Sul posto arrivano i vigili del fuoco, le ambulanze del 118, i carabinieri. La Telesina viene chiusa per ore, il traffico si blocca, i pendolari restano in coda senza sapere ancora, in quel momento, che cosa sia successo davvero più avanti.

La Procura, l’autopsia e gli accertamenti

La Procura di Benevento apre un fascicolo. Viene disposta l’autopsia sul corpo di Manuel, che sarà eseguita all’ospedale San Pio, e il camion viene posto sotto sequestro per gli accertamenti tecnici. ([ilcampano.it][3])

Gli inquirenti devono mettere in fila tutti i tasselli:

  • condizioni meteo,
  • visibilità ridotta,
  • velocità dei mezzi,
  • eventuali manovre improvvise,
  • eventuali responsabilità.

Nel frattempo, la cronaca restituisce l’immagine essenziale: un ragazzo di 22 anni che stava andando a lavorare, morto in un frontale all’alba, lungo una strada di cui da anni si parla in termini di pericolosità.

Il dolore di Benevento e di Ponte

A Benevento e a Ponte la notizia si diffonde in fretta. Il nome di Manuel De Angelis non è solo quello scritto nelle cronache: è il ragazzo che molti hanno visto dietro il banco della macelleria, il figlio di una famiglia conosciuta, il giovane che ogni mattina prendeva la macchina per andare a lavorare.

Il Comune di Ponte esprime pubblicamente il suo cordoglio, parlando di un paese “profondamente colpito” e stringendosi attorno alla famiglia. In poche righe c’è il senso di una comunità che si riconosce in quella perdita, che sente quasi di aver perso “uno di casa”. ([ilcampano.it][3])

Per chi vive in zona, la Telesina non è solo una strada: è un passaggio obbligato tra casa e lavoro, tra paesi e città, tra routine e progetti. Ed è proprio questo che rende la morte di Manuel ancora più difficile da accettare: stava semplicemente facendo quello che fanno in tanti, ogni giorno.

La Telesina, la “strada killer” e le promesse mai mantenute

Da anni la Telesina viene indicata come una delle arterie più pericolose del Sannio. I comitati di cittadini, come SOS 372, lo ripetono da tempo: carreggiata a due corsie, traffico intenso, mezzi pesanti, condizioni meteo spesso insidiose, lunghi tratti senza spartitraffico centrale.

Da qui il soprannome che qualcuno le ha appiccicato addosso: “strada killer”. Un’etichetta drammatica, ma che nasce da una sequenza di incidenti che hanno lasciato sul terreno troppe vittime, spesso giovanissime. ([ilsannioquotidiano.it][2])

Si parla da anni di raddoppio, di messa in sicurezza, di interventi strutturali. Progetti, annunci, riunioni, tavoli tecnici. Intanto, però, chi si muove per studio o lavoro continua a percorrerla così com’è, con quella sensazione addosso che non tutti gli incidenti siano davvero “fatalità”.

Una storia che riporta tutto al punto di partenza

Alla fine, però, al centro resta lui: Manuel, 22 anni, una macelleria di famiglia, i concorsi in attesa, una superstrada da fare ogni giorno. Tutto si concentra in pochi minuti, quelli che separano la partenza da casa dallo schianto nei pressi del bivio per Ponte.

Quanti ragazzi fanno lo stesso percorso tutte le mattine? Quanti genitori aspettano un messaggio, un “sono arrivato”, senza pensare neanche per un istante che la strada possa diventare una linea di confine tra il prima e il dopo?

La storia di Manuel non è un numero da aggiungere a una statistica. È un nome e un cognome, una famiglia, un paese, un pezzo di territorio che oggi è costretto a guardarsi allo specchio e a chiedersi se davvero non si potesse fare di più per rendere più sicura quella porzione di asfalto.

Domande frequenti su Manuel De Angelis e l’incidente sulla Telesina

Quanti anni aveva Manuel De Angelis e da dove veniva?
Manuel De Angelis aveva 22 anni ed era originario di Benevento. Ogni giorno si spostava lungo la Telesina per andare a lavorare a Ponte, in provincia di Benevento.

Che lavoro faceva Manuel prima dell’incidente?
Lavorava nella macelleria di famiglia a Ponte, attività gestita dal padre Aldo e dallo zio Candido. Nel frattempo era in attesa dell’esito di alcuni concorsi, come riportato dalle ricostruzioni locali. ([Facebook][1])

Dove è avvenuto l’incidente sulla Telesina in cui è morto Manuel?
Lo scontro è avvenuto all’alba lungo la SS 372 Telesina, nei pressi del bivio per Ponte, in direzione del paese. La sua Fiat Bravo si è scontrata frontalmente con un camion che procedeva verso Benevento.

Quali sono le cause dell’incidente?
Le cause esatte sono ancora oggetto di accertamenti. In quelle ore era presente nebbia fitta e visibilità ridotta, elemento indicato tra i possibili fattori. La Procura ha disposto l’autopsia sul corpo di Manuel e il sequestro del camion per le verifiche tecniche. ([ilcampano.it][3])

Perché si parla tanto della Telesina dopo questa tragedia?
Perché la Telesina è da anni al centro di denunce e appelli sulla sicurezza: carreggiata non raddoppiata, traffico elevato, numerosi incidenti gravi. La morte di Manuel ha riacceso il dibattito su una strada che molti pendolari considerano indispensabile, ma troppo spesso rischiosa.