Chi è Laura Burdese, nuova CEO di Bulgari: età, carriera, vita privata e curiosità

Daniela Devecchi

Chi è Laura Burdese, nuova CEO di Bulgari: età, carriera, vita privata e curiosità

A Roma, in casa Bulgari, è in corso un passaggio di consegne che non capita tutti i giorni: dal 1° luglio 2026 la guida della maison passerà a Laura Burdese, oggi vice CEO. Una manager italiana, quindi, al timone di uno dei marchi di gioielleria più importanti del mondo, parte del gruppo LVMH.

Questo annuncio è il risultato di un percorso costruito nel tempo, fra cosmetica, orologi, profumi e alta gioielleria, più che di un colpo di scena improvviso.

Chi è Laura Burdese e da dove arriva

Di Laura Burdese oggi conosciamo soprattutto il profilo professionale. Le agenzie la indicano come 54enne manager italiana, con una formazione economica solida: laurea in Economia Internazionale (Università di Trieste) e un master in marketing e comunicazione che l’ha portata da subito nell’area brand & marketing.

Prima del lusso, c’è il mondo beauty: Burdese lavora per Beiersdorf e L’Oréal, occupandosi di marchi consumer e imparando quella combinazione di numeri, posizionamento e prodotto che tornerà ovunque nel suo percorso.

Dalla cosmetica agli orologi: gli anni nello Swatch Group

Una tappa chiave del suo percorso è il lungo periodo nel Gruppo Swatch.

Alla fine degli anni Novanta entra nel gruppo e negli anni successivi firma un percorso in continua crescita:

  • ruoli di marketing per l’Italia,
  • responsabilità sul marchio Calvin Klein (orologi e gioielli),
  • incarichi da country manager,
  • fino a diventare presidente e CEO di Calvin Klein Watch & Jewelry.

In pratica, si fa le ossa in un colosso che vive di volumi, distribuzione internazionale e branding millimetrico. Non è solo creatività: sono forecast, reti vendita, mercati diversi. Quel mix tra sensibilità estetica e disciplina industriale che, più avanti, tornerà utile quando si tratterà di gestire un brand come Bulgari.

L’ingresso in LVMH e il capitolo Acqua di Parma

Nel 2016 Burdese entra nell’universo LVMH come presidente e CEO di Acqua di Parma, maison italiana dei profumi di nicchia trasformata nel tempo in un vero marchio lifestyle del gruppo francese.

Qui il lavoro non è solo far crescere le vendite, ma raffinare il racconto del brand, renderlo più internazionale senza perdere l’identità italiana. Boutique monomarca, coerenza estetica, attenzione maniacale a packaging e retail experience contribuiscono a consolidare il marchio.

Sono anni in cui il suo nome comincia a circolare come profilo chiave del lusso italiano, non più solo come “donna del marketing”.

L’arrivo in Bulgari: prima il marketing, poi la stanza dei bottoni

Nel 2022 Laura Burdese sbarca in Bulgari come responsabile marketing e comunicazione globale (chief marketing officer / VP marketing & communication).

Da lì la scalata è rapida ma coerente:

  • nel 2024 viene nominata Deputy CEO di Bulgari, braccio destro di Jean-Christophe Babin;
  • nel dicembre 2025 viene annunciato che sarà lei la nuova CEO a partire dal 1° luglio 2026, mentre Babin resterà presidente del cda di Bulgari, continuerà a seguire Bulgari Hotels e la Fondazione Bulgari, oltre ad assumere un ruolo di vertice nella divisione orologi di LVMH.

In circa dodici anni di guida Babin ha accompagnato Bulgari oltre la soglia dei 3 miliardi di euro di ricavi: il fatto che a raccogliere il testimone sia la sua vice indica un cambio nella continuità, più che una rottura.

Le borse-gioiello di Taormina e il nuovo modo di pensare la creatività

Un episodio che racconta bene lo sguardo di Burdese sugli oggetti di lusso è la collezione Polychroma, presentata da Bulgari a Taormina, fra il Teatro Greco e il San Domenico Palace.

In quell’occasione la maison non porta solo collane e parure: arrivano anche le celebri “high jewellery bags”, borse-gioiello realizzate come pezzi unici. Gli 11 esemplari presentati vengono venduti quasi subito a una clientela top, durante gli eventi dedicati ai VVIC (very, very important clients).

Burdese, allora deputy CEO, insiste su alcuni punti chiave:

  • chi compra questi pezzi non li vede solo come accessori, ma come investimenti emotivi ed economici;
  • i progetti più audaci non possono essere governati solo con i numeri: accanto ai dati serve immaginazione, capacità di rischiare.

Per una manager con un passato fatto di forecast e budget, è un posizionamento preciso: il lusso, per lei, vive nell’equilibrio tra rigore e rischio creativo.

Un modello “corale”: più direttori creativi, una sola regia

Al Vogue Business Global Summit sul Lago di Como, Burdese descrive il nuovo modello creativo di Bulgari.

Mentre molte maison puntano su un unico direttore creativo-star, Bulgari sceglie una via diversa:

  • più direttori creativi stabili, ognuno responsabile di una categoria (gioielli, orologi, accessori, fragranze);
  • un dialogo costante fra i team, per evitare linee che viaggino in modo scollegato;
  • una regia manageriale che protegge la libertà creativa, ma allo stesso tempo custodisce coerenza di brand e risultati.

Guardando alle collezioni di alta gioielleria e alle capsule più contemporanee degli ultimi anni, questo approccio “corale” appare come uno dei segreti della fase attuale di Bulgari.

Arte, musei e premi: il rapporto con la cultura

Un altro tassello del profilo di Laura Burdese è il rapporto con arte e istituzioni culturali.

Negli ultimi anni è stata spesso il volto di Bulgari in contesti come:

  • il MAXXI Bvlgari Prize, premio dedicato ai giovani artisti contemporanei, con le opere che entrano nella collezione del MAXXI;
  • la mostra “Kaleidos” al National Art Center di Tokyo, allestita per celebrare i 140 anni della maison con quasi 350 pezzi di alta gioielleria, un percorso immersivo tra colore, luce e storia del brand.

In queste occasioni Burdese non parla solo di vendite: insiste sull’idea di bellezza come esperienza culturale e sul ruolo che un marchio del lusso può avere nel dialogo con artisti, musei e scuole.

Save the Children, Fondazione Bulgari e responsabilità sociale

Un capitolo importante del suo profilo riguarda l’impegno sociale.

La partnership tra Bulgari e Save the Children dura da oltre 15 anni e ha raccolto più di 100 milioni di dollari, raggiungendo oltre 2,3 milioni di bambini nel mondo con progetti educativi e di protezione.

Proprio su questo tema, nelle comunicazioni istituzionali, la voce scelta è spesso quella di Burdese, che sottolinea l’impatto concreto della collaborazione e il legame con le attività della Fondazione Bulgari.

L’impegno sociale entra anche in attività come le masterclass alla Harvard Business School e gli incontri con studenti e giovani professionisti: contesti in cui Burdese parla di leadership, purpose, impresa responsabile e di come un marchio globale possa generare valore oltre il prodotto.

Vita privata e curiosità

Su vita privata, famiglia e affetti le informazioni pubbliche sono pochissime. Burdese mantiene un profilo molto concentrato su lavoro, cultura e progetti sociali.

Nelle interviste emergono però alcuni tratti ricorrenti:

  • la passione per il colore, la luce, l’architettura dei gioielli;
  • l’idea del gioiello come talismano, oggetto legato a un momento preciso della vita di chi lo indossa;
  • l’attenzione alla diversità e alle nuove generazioni nei team del lusso, tema su cui è intervenuta in roundtable dedicate alla gender equity e ai talenti emergenti.

Ne viene fuori l’immagine di una manager molto attenta alle persone, oltre che al prodotto.

Social e presenza pubblica

Chi cerca “Laura Burdese” sui social finisce spesso sui profili ufficiali di Bulgari o su media di settore che la taggano in interviste e video.

La sua vetrina più riconoscibile è:

  • il profilo LinkedIn, in chiave professionale;
  • le pagine corporate di Bulgari, LVMH, musei e partner come Save the Children, dove appare in veste istituzionale.

Non è una CEO influencer: niente storytelling quotidiano della propria vita privata, ma apparizioni mirate quando c’è una collezione, un progetto culturale o un’iniziativa sociale da raccontare.

Cosa può cambiare per Bulgari con Burdese CEO

Cosa succederà ora che a guidare Bulgari sarà lei?

Mettendo insieme gli ultimi anni, lo scenario più plausibile è questo:

  • continuità con l’era Babin sul posizionamento di alta gioielleria, orologi e ospitalità di lusso;
  • ancora più focus sulle collezioni iconiche reinterpretate in chiave attuale, anche con progetti cross-category come le borse-gioiello;
  • un rafforzamento del ruolo di Bulgari come attore culturale (mostre, premi, partnership con musei) e come partner sociale grazie alla Fondazione e alle collaborazioni di lungo periodo.

Più che una rivoluzione, sembra l’evoluzione affidata a qualcuno che conosce da vicino sia i conti, sia l’anima del brand.

Domande frequenti su Laura Burdese

Chi è Laura Burdese?
È una manager italiana del settore lusso, con una lunga esperienza in beauty, orologeria e gioielleria. Dopo gli inizi in Beiersdorf e L’Oréal, ha lavorato per anni nello Swatch Group e poi in LVMH, dove ha guidato Acqua di Parma prima di entrare in Bulgari.

Che ruolo avrà in Bulgari e da quando?
Burdese è oggi Deputy CEO di Bulgari. È stato annunciato che dal 1° luglio 2026 diventerà CEO della maison, succedendo a Jean-Christophe Babin, che resterà presidente del consiglio di amministrazione e continuerà a seguire Bulgari Hotels e la Fondazione.

Quanti anni ha Laura Burdese?
Le principali fonti la indicano come 54enne al momento della nomina a futura CEO di Bulgari.

Dove ha lavorato prima di entrare in Bulgari?
Prima di approdare alla maison romana, Burdese è stata presidente e CEO di Calvin Klein Watch & Jewelry nello Swatch Group e, dal 2016, presidente e CEO di Acqua di Parma per LVMH. Nel 2022 è entrata in Bulgari come responsabile del marketing e della comunicazione globale.

È presente sui social?
Non ha profili personali particolarmente esposti. Compare soprattutto sui canali ufficiali di Bulgari, LVMH e dei partner culturali e sociali con cui collabora, oltre che su LinkedIn in chiave professionale.