Riforma condominio morosi: tutte le novità dal 2026 | Chi paga ora?

Roberto Rossi

riforma condominio morosi

È arrivato alla Camera il disegno di legge di riforma sui condomini, che contiene 17 articoli con importanti novità.

Come era lecito immaginarsi, alle novità corrispondono anche diverse polemiche. Cerchiamo dunque di comprendere che cosa sta cambiando e perché questa riforma dovrebbe interessare tutti coloro che abitano in un condominio.

Dei debiti dei morosi rispondono tutti

Una delle novità che fa discutere di più è il fatto che i creditori dei condomini morosi possono agire sulle somme disponibili sul conto corrente condominiale per l’intero credito che vantano. In via sussidiaria, possono agire anche sui beni dei condomini, nella misura della morosità di ciascuno di essi.

Dopo di ciò, i creditori possono agire anche nei confronti dei condomini che sono in regola con i pagamenti, che rispondono dunque in misura proporzionale alla quota di partecipazione alla spesa, i quali a loro volta potranno esercitare delle azioni di regresso nei confronti dei morosi.

Gli amministratori dovranno essere laureati

Un’altra novità riguarda il fatto che gli amministratori dovranno essere laureati. La ratio della norma sembra essere quella di eliminare la figura del c.d. “condomino-amministratore”, magari privo di formazione, che non viene ritenuto sufficientemente competente per garantire gli interessi del condominio e di tutti i soggetti che sono coinvolti, tenendo anche conto che il 35% del contenzioso civile in Italia è costituito proprio dalle controversie condominiali.

Verrà anche istituito presso il Ministero delle imprese e del made in Italy un apposito albo per questa professione e per la figura del revisore, che diventa indispensabile nel momento in cui i condomini sono più di 20.

Nel provvedimento figura poi il divieto di pagamento in contanti: tutti i pagamenti che sono eseguiti verso per conto del condominio e in favore del condominio devono dunque avvenire su specifico conto corrente acceso presso una banca o le Poste.

Insomma, diverse novità che non mancheranno di sollevare delle critiche. Vedremo, nei prossimi giorni, se il testo sarà o meno modificato.