La domenica di calcio al Franchi si è trasformata in una giornata di lutto. Durante la partita tra Fiorentina e Hellas Verona, un tifoso viola di circa 60 anni è morto in seguito a un malore accusato sugli spalti.
Era da poco iniziata la gara, lo stadio era pienamente immerso nel suo solito rumore di cori e commenti, quando in Tribuna qualcuno ha iniziato a chiedere aiuto. Un uomo si era improvvisamente accasciato, sotto gli occhi dei tifosi vicini.
Il malore sugli spalti
Secondo le prime ricostruzioni, il sessantenne – un sostenitore viola residente nell’area fiorentina – avrebbe accusato un malore poco dopo il fischio d’inizio. Chi era seduto vicino a lui si è subito reso conto della gravità della situazione e ha richiamato l’attenzione degli steward e del personale sanitario presente all’interno dell’impianto.
Nel giro di pochi istanti sono intervenuti i medici in servizio allo stadio. L’uomo è stato adagiato a terra e sono iniziate le manovre di rianimazione, tra il silenzio improvviso del settore e la preoccupazione crescente delle persone intorno.
I tentativi di rianimazione e la corsa in ospedale
I soccorsi sono andati avanti a lungo, prima direttamente sugli spalti, poi durante il trasferimento. Il tifoso è stato caricato su un mezzo di emergenza e trasportato d’urgenza all’ospedale di Careggi, dove i sanitari hanno proseguito i tentativi di salvarlo.
Nonostante tutti gli sforzi, il quadro clinico si è rivelato subito gravissimo. Nelle ore successive è stato constatato il decesso. Il malore, probabilmente di natura cardiaca, è stato fatale.
La partita che continua e il clima nello stadio
In campo la partita è andata avanti, ma per una parte dello stadio il match ha assunto un’altra dimensione. Nel settore interessato dai soccorsi molti tifosi sono rimasti in piedi, senza riuscire più a concentrare lo sguardo sul campo. Qualcuno ha smesso di cantare, altri hanno seguito con gli occhi soltanto la scena dei soccorsi.
Solo dopo la fine dell’incontro, tra messaggi che iniziavano a circolare e voci che correvano veloci, è emersa la conferma che quel tifoso non ce l’aveva fatta.
Il cordoglio del mondo viola
La notizia della morte dell’uomo ha profondamente colpito l’ambiente viola. Dirigenti, squadra e tifosi hanno espresso vicinanza ai familiari, colpiti da una perdita improvvisa in un contesto che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto essere solo di svago e passione sportiva.
Non è la prima volta che uno stadio diventa teatro di tragedie legate a malori improvvisi tra il pubblico. Ogni volta, però, la sensazione è la stessa: il calcio passa in secondo piano, il risultato si svuota di significato, resta soltanto il dato nudo di una vita spezzata.
Una domenica segnata dal lutto
La partita resterà nei tabellini per il punteggio e le statistiche. Ma per chi era al Franchi, questa domenica sarà ricordata soprattutto per quella scena in Tribuna: i soccorsi frenetici, il silenzio innaturale in un settore solitamente rumoroso, la corsa verso l’ospedale e, alla fine, la notizia che nessuno avrebbe voluto sentirsi dare.
Un tifoso era andato allo stadio per sostenere la propria squadra. Ha trovato, invece, l’ultimo giorno della sua vita. E questo, al di là di qualsiasi cronaca sportiva, resta il centro di questa storia.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






