Chi è l’orca Belén che per anni ha condiviso la vasca con Kshamenk morta dopo 33 anni di solitudine? L’arrivo, il legame, il cucciolo non sopravvissuto

Daniela Devecchi

Chi è l’orca Belén che per anni ha condiviso la vasca con Kshamenk morta dopo 33 anni di solitudine? L'arrivo, il legame, il cucciolo non sopravvissuto

La storia di Belén, l’orca rimasta nell’ombra

Prima che il nome di Kshamenk diventasse simbolo della solitudine in cattività, c’era Belén. Un’orca femmina, arrivata a Mundo Marino anni prima, quasi dimenticata dal grande pubblico, ma centrale nella storia di quella vasca di cemento affacciata sull’oceano argentino.

Belén ha vissuto per anni nello stesso spazio ristretto di Kshamenk. Due orche diverse, costrette a condividere un ambiente che non assomigliava in nulla al mare aperto. Per un periodo, quella convivenza è stata l’unica forma di socialità possibile.

L’arrivo a Mundo Marino e la vita in cattività

Belén fu catturata e trasferita nel parco acquatico Mundo Marino, a San Clemente del Tuyú, quando era ancora giovane. Come accaduto a molte orche negli anni Novanta, la sua permanenza doveva essere temporanea. Non lo è mai stata.

La vasca in cui viveva era la stessa che avrebbe poi ospitato Kshamenk per oltre trent’anni. Uno spazio limitato, privo di stimoli, lontano dalle dinamiche sociali complesse che caratterizzano le orche in natura, animali che vivono in gruppi familiari stabili per tutta la vita.

Il legame con Kshamenk

Quando Kshamenk arrivò nel 1992, Belén era già lì. Per anni hanno condiviso la vasca, i ritmi imposti dal parco, le esibizioni. Non si è mai potuto parlare di un branco, ma quella presenza reciproca rappresentava comunque qualcosa.

Dopo la morte di Belén, Kshamenk rimase completamente sola. Da quel momento non avrebbe più vissuto con un’altra orca. Un isolamento durato più di vent’anni, fino alla sua morte, avvenuta il 14 dicembre 2025.

Il cucciolo mai sopravvissuto e la morte di Belén

Belén ebbe un cucciolo, nato in cattività. Morì poco dopo la nascita. Un evento che segnò profondamente la sua permanenza nel parco e che precedette di poco la sua morte, avvenuta all’inizio degli anni Duemila, quando aveva appena tredici anni.

Da allora, il suo nome è rimasto ai margini del racconto pubblico. Ma la sua scomparsa ha rappresentato un punto di svolta nella vita di Kshamenk, che da quel momento è diventata l’unica orca del parco e, con il passare degli anni, dell’intero Sud America in cattività.

Una storia che oggi torna a galla

La morte di Kshamenk ha riportato alla luce anche la vicenda di Belén. Due storie legate dallo stesso destino, consumate nello stesso luogo. Due vite vissute lontano dall’oceano, dai legami naturali, dal branco.

Belén non è mai diventata un simbolo. Ma senza di lei, la storia di Kshamenk non sarebbe la stessa. Perché la solitudine dell’ultima orca in cattività è iniziata davvero il giorno in cui Belén è scomparsa.