Andrei Zakabluk, barista ucciso a Sarezzo: cosa è successo fuori dal bar Bellavista

Daniela Devecchi

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Andrei Zakabluk, barista ucciso a Sarezzo: cosa è successo fuori dal bar Bellavista

La serata a Sarezzo, in Val Trompia, stava scivolando verso la chiusura dei locali quando, poco prima di mezzanotte, la routine si è spezzata all’improvviso.
Davanti al bar Bellavista, uno dei punti di ritrovo della zona, è stato colpito a morte Andrei Zakabluk, 55 anni, barista, cittadino italiano di origini ucraine. È stato raggiunto da una coltellata all’esterno del locale dove lavorava e dove, secondo quanto ricostruito, stava trascorrendo gli ultimi minuti della giornata.

Portato d’urgenza in ospedale, non ce l’ha fatta. Per la sua morte è stato arrestato un uomo di 32 anni, moldavo, accusato di omicidio aggravato.

Chi era Andrei Zakabluk

Il nome di Andrei Zakabluk era legato al bar Bellavista di Sarezzo, locale della Val Trompia di cui la moglie risulta proprietaria. Dietro al bancone, negli orari di apertura, c’era lui: un barista di 55 anni, da tempo in Italia, con cittadinanza italiana e origini ucraine.

Non era un volto sconosciuto nella zona: chi frequentava il Bellavista lo vedeva ogni giorno al lavoro, tra caffè, aperitivi e chiacchiere di paese. Il suo profilo è quello di un uomo che ha costruito la propria vita professionale in provincia, adattandosi a una comunità che negli anni si è abituata a considerarlo uno dei tanti volti del quartiere.

Le informazioni ufficiali si fermano qui: nulla è stato reso pubblico su eventuali figli o su altri aspetti della sua vita privata, nel rispetto della famiglia, in queste ore chiusa nel dolore.

La sera dell’aggressione davanti al bar

I fatti risalgono alla tarda serata di lunedì 15 dicembre 2025.
Sono passate da poco le 23 quando, secondo la ricostruzione finora fornita dagli inquirenti, Zakabluk si trova all’esterno del bar Bellavista, in via del centro di Sarezzo.

Un uomo si avvicina. È un 32enne di origine moldava. Tra i due nasce un confronto che, per motivi ancora da chiarire, degenera rapidamente. A un certo punto compare un coltello.

Zakabluk viene colpito con almeno un fendente: una ferita profonda, a una zona considerata vitale. La dinamica esatta – numero di colpi, sequenza dei movimenti, distanze – è ora al centro del lavoro degli investigatori.

Scatta subito l’allarme. Sul posto arrivano i sanitari, che lo trovano in condizioni gravissime. Viene trasportato in codice rosso all’ospedale di Gardone Val Trompia, ma le ferite riportate si rivelano fatali: l’uomo muore poco dopo il ricovero.

L’arresto del 32enne moldavo

Le indagini passano subito ai Carabinieri, competenti sul territorio. Nel giro di poche ore viene individuato il presunto aggressore: un uomo di 32 anni, moldavo.

Secondo le prime informazioni, l’uomo viene fermato e portato in caserma, dove scattano le procedure di rito. Su di lui pende l’accusa di omicidio aggravato. Sarà la magistratura, nelle prossime settimane, a valutare eventuali aggravanti, il quadro cautelare e la convalida del fermo.

Nel frattempo, i militari recuperano anche l’arma del delitto: il coltello usato per colpire Zakabluk viene trovato e sequestrato, nascosto in un cassonetto dei rifiuti non lontano dal bar. Un elemento importante, che potrebbe fornire riscontri anche dal punto di vista tecnico-scientifico.

Un movente ancora da chiarire

Al momento, il punto più oscuro della vicenda resta il movente.
Le fonti ufficiali parlano di cause da accertare. È certo che tra i due ci sia stata una lite, ma non è stato ancora chiarito se si sia trattato di uno scontro nato sul momento o di una tensione che affonda le radici in episodi precedenti.

Alcune ricostruzioni di stampa citano l’ipotesi di contrasti già avvenuti in passato tra l’indagato e l’ambiente del bar, ma si tratta, per ora, di piste al vaglio degli inquirenti. Nessun dettaglio è stato confermato in modo definitivo dalle autorità.

Gli investigatori stanno lavorando su più fronti:

  • ascolto di testimoni presenti quella sera in zona;
  • acquisizione di eventuali immagini di videosorveglianza nelle strade vicine;
  • analisi dei rapporti pregressi tra la vittima e il 32enne arrestato.

Solo quando questi tasselli saranno messi insieme si potrà dire con maggiore precisione perché, davanti a un bar di provincia, una discussione è finita in un omicidio.

La comunità di Sarezzo sotto choc

La notizia della morte di Andrei Zakabluk ha iniziato a circolare fin dalle prime ore del mattino seguente, tra messaggi, telefonate, commenti sussurrati nel centro del paese. Il locale, la famiglia, il quartiere si trovano ora al centro di una vicenda giudiziaria che richiederà tempo per essere chiarita.

Le prossime mosse della magistratura e degli inquirenti diranno se e quanto quella lama sia stata il gesto isolato di una lite esplosa in pochi minuti o il risultato di una tensione che covava da tempo.