Ci sono persone che non hanno mai avuto bisogno di urlare per farsi ricordare. Sergio Grilli era così: presente, discreto, riconoscibile. E adesso che la notizia della sua scomparsa si è diffusa tra Cortona e Terontola, il vuoto si sente proprio per questo: perché era uno di quelli che parlavano con i gesti, con il modo gentile di stare al mondo, con la pittura.
Sergio Grilli, pittore legato a Cortona e residente a Terontola, è morto a 74 anni. La notizia è rimbalzata nelle ultime ore tra il 15 e il 16 dicembre 2025, accompagnata dal cordoglio istituzionale e dai ricordi di chi lo aveva conosciuto da vicino o anche solo incrociato in una mostra, in paese, davanti a un quadro.
Un artista autodidatta, con Cortona dentro gli occhi
Chi lo racconta parla spesso di lui come di un autodidatta, un uomo che ha costruito il suo percorso a modo suo, senza pose e senza bisogno di “apparire artista” per esserlo davvero.
Nei suoi lavori tornavano spesso paesaggi, scorci della zona, dettagli quotidiani che diventavano piccoli racconti. E poi le nature morte, quelle composizioni che sembrano semplici finché non ti fermi davvero a guardarle. Non era pittura “da effetto speciale”. Era pittura che ti resta, perché parla di luoghi e cose che conosci.
E c’era anche una firma particolare, curiosa, che lo rendeva immediatamente riconoscibile a chi lo seguiva: i dipinti realizzati con il vino, i cosiddetti vinarelli. Una scelta insolita, quasi poetica, legata alla materia e al territorio. Roba che oggi molti spaccerebbero per “idea geniale” e basta. Lui la usava con naturalezza, senza trasformarla in marketing.
Il lavoro in ferrovia e la vita tra Terontola e Cortona
Prima di essere “il pittore”, Sergio Grilli è stato anche un uomo di lavoro. In più ricordi pubblici viene indicato come ferroviere ed ex capostazione: un ruolo che, per chi vive certi paesi, dice già molto. Significa essere punto di riferimento, conoscere la disciplina degli orari, avere contatto con le persone senza mai perdere equilibrio.
E forse è anche da lì che nasceva quel suo modo composto, misurato. Quello che oggi, con una parola semplice, molti definiscono “stile”.
Il cordoglio del Comune e l’immagine del “pittore gentiluomo”
A colpire, oltre alla notizia in sé, è stato il tono con cui è stata ricordata la sua figura: “pittore gentiluomo”. Non è un’etichetta buttata lì. È una definizione che, in un territorio come quello, pesa e resta.
Nel messaggio di cordoglio si ricorda la sua attività artistica fatta di mostre personali e collettive e un legame continuo con la comunità. Non un artista chiuso nel suo studio, ma una presenza che, negli anni, ha lasciato tracce reali.
Mostre e riconoscimenti: quando la sua arte è uscita “di casa”
Negli ultimi anni il suo nome è comparso anche in contesti fuori dal circuito locale, e questo per un artista autodidatta non è mai scontato.
Tra gli appuntamenti citati, c’è una mostra a Firenze, al Palazzo del Pegaso, intitolata “L’arte nelle sue forme”, dedicata a lui. Un passaggio che racconta bene una cosa: il lavoro silenzioso, se è serio, prima o poi arriva dove deve arrivare.
La famiglia e il dolore di chi resta
In questi momenti ogni parola pesa, quindi qui serve rispetto. Di Sergio Grilli vengono indicati la moglie Graziella e i figli Federica, Francesca e Alessandro. Attorno a loro, in queste ore, c’è inevitabilmente quel tipo di dolore che una comunità piccola riconosce subito: telefonate, messaggi, persone che “si fanno vive”, ricordi che riaffiorano senza essere chiamati.
E poi c’è la parte più difficile, quella che non si scrive mai davvero bene: l’idea che non lo rivedrai più. Che un volto familiare sparisce dalla routine, e ti accorgi che certe presenze erano più importanti di quanto sembrasse.
Perché la sua scomparsa colpisce così tanto
Perché non era solo un pittore. Era uno di quei personaggi che tengono insieme i pezzi di un posto: l’arte, il lavoro, la normalità, la gentilezza. Senza proclami. Senza bisogno di “costruirsi un personaggio”.
Oggi si parla tanto di visibilità, di numeri, di rumore. Sergio Grilli sembra appartenere a un’altra categoria: quella di chi lascia qualcosa di vero, e lo fa con calma. Quando una persona così se ne va, il paese lo sente subito. E non perché “era famoso”. Ma perché era riconoscibile.
FAQ su Sergio Grilli
Chi era Sergio Grilli?
Era un pittore legato a Cortona, residente a Terontola, conosciuto per paesaggi, nature morte e anche opere realizzate con il vino (vinarelli).
Quanti anni aveva Sergio Grilli?
Aveva 74 anni.
Quando è morto Sergio Grilli?
La notizia della sua scomparsa si è diffusa tra il 15 e il 16 dicembre 2025.
Che lavoro faceva prima di dedicarsi all’arte?
Viene ricordato come ferroviere ed ex capostazione.
Chi sono i familiari di Sergio Grilli?
Sono indicati la moglie Graziella e i figli Federica, Francesca e Alessandro.
“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






