Michelle Gisin, chi è: età, carriera, vita privata, compagno, ori olimpici e grave incidente a St. Moritz

Serena Comito

Michelle Gisin, chi è: età, carriera, vita privata, compagno, ori olimpici e grave incidente a St. Moritz

Nel mondo dello sci alpino ci sono atlete che vincono, e poi ci sono quelle che lasciano un segno. Michelle Gisin rientra nella seconda categoria: non è solo una campionessa, è una storia intera fatta di famiglia, sacrifici, cadute, medaglie e ripartenze.

Chi è Michelle Gisin: età, origini e famiglia

Michelle Gisin è nata il 5 dicembre 1993 a Samedan, nel Canton Grigioni, in Svizzera, ed è cresciuta a Engelberg, una località dove lo sci è quasi un fatto di famiglia più che uno sport.

Nel 2025 ha 32 anni e da tempo è uno dei volti di riferimento dello sci alpino svizzero.

La sua famiglia è un capitolo a parte:

  • la sorella maggiore Dominique Gisin è stata campionessa olimpica di discesa libera a Sochi 2014;
  • il fratello Marc Gisin ha gareggiato per anni in Coppa del Mondo nelle prove veloci, affrontando piste tra le più dure del circuito.

Michelle è cresciuta guardando i fratelli partire dal cancelletto nelle gare che contano. Li ha presi come esempio, ma non è rimasta “l’ultima dei tre”: si è costruita una strada propria, fino a diventare la campionessa che è oggi.

Dall’infanzia sugli sci alle prime gare internazionali

La neve, per lei, non è mai stata un semplice scenario invernale. È l’ambiente naturale in cui è cresciuta. Sci ai piedi da piccolissima, prime gare in Svizzera, tanti chilometri macinati su pendii che per altri sono solo piste da vacanza.

I risultati importanti iniziano ad arrivare presto:

  • nel 2011 chiude 3ª in discesa ai campionati svizzeri junior;
  • nel 2012 è 3ª nel super-G e vince la super combinata a livello giovanile;
  • nel 2013 conquista l’argento nello slalom ai Mondiali Juniores FIS.

Sono numeri che raccontano una cosa precisa: non è una specialista pura, ma una sciatrice capace di tenere il passo sia nelle discipline tecniche che in quelle veloci. Da lì il passaggio verso Coppa Europa e, poco alla volta, verso il grande palcoscenico della Coppa del Mondo è quasi naturale.

L’esordio in Coppa del Mondo e i primi podi

Il pubblico internazionale comincia a fare davvero attenzione a lei nella stagione 2016–2017.

A Val-d’Isère, nel dicembre 2016, Michelle firma la sua prima vera svolta:

  • al debutto in discesa libera di Coppa del Mondo chiude , niente male per una “nuova” in specialità;
  • nella combinata alpina della stessa località sale sul podio con un 2° posto, il primo della sua carriera nel massimo circuito.

Pochi mesi dopo, ai Mondiali di St. Moritz 2017, arriva un’altra conferma: argento in combinata alpina, alle spalle della connazionale Wendy Holdener. Una doppietta tutta svizzera, in casa, che la proietta definitivamente tra le big.

Da quel momento non è più solo “la sorella di Dominique e Marc”. Michelle Gisin diventa un nome a sé, con aspettative e responsabilità tutte sue.

Pyeongchang 2018: il primo oro olimpico in combinata

La consacrazione arriva ai Giochi Olimpici Invernali di Pyeongchang 2018.

Schierata nella combinata alpina femminile, costruisce l’impresa in due manche:

  • dopo la discesa è , in una posizione ideale per giocarsi tutto nello slalom;
  • nella manche di slalom speciale tira fuori tutta la tecnica, difende e attacca allo stesso tempo, chiudendo davanti a fuoriclasse come Mikaela Shiffrin.

Risultato finale: medaglia d’oro olimpica in combinata alpina.

Per la Svizzera è un’altra pagina d’oro, per Michelle è il passaggio definitivo da promessa a campionessa olimpica. E, volendo, è anche un ideale passaggio di testimone con la sorella Dominique, anch’essa oro olimpico qualche anno prima.

Crescita costante tra velocità e tecnica

Nel quadriennio successivo Michelle non si accontenta del titolo olimpico. Continua a lavorare su tutti i fronti, restando una delle poche polivalenti complete rimaste a livello assoluto.

Tra 2017 e 2021 ottiene:

  • podi in discesa e super-G su piste come Lake Louise e Cortina d’Ampezzo;
  • risultati di rilievo in slalom e slalom gigante, con diverse top-10;
  • continuità in combinata, finché la specialità rimane in calendario.

La stagione 2020–2021 è probabilmente il suo capolavoro in chiave Coppa del Mondo:

  • il 29 dicembre 2020 vince il suo primo successo in Coppa del Mondo nello slalom di Semmering;
  • a fine inverno chiude 3ª nella classifica generale, dietro solo alle dominatrici del circuito.

Arrivare così in alto nella generale, senza essere “monotematica”, significa una cosa sola: costanza, adattabilità e rendimento altissimo in quasi tutte le discipline.

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La mononucleosi e il rientro nella stagione 2021/22

Quando tutto sembra incastrarsi alla perfezione, arriva l’ostacolo inatteso.

Alla vigilia della stagione 2021–2022, Michelle si ritrova a combattere con una mononucleosi che le rovina la preparazione. Niente allenamenti come previsto, tanta stanchezza, un corpo che non risponde come sempre.

Per un’atleta di questo livello è un colpo durissimo. Eppure, nel corso dell’inverno riesce a rientrare gradualmente:

  • sale sul podio in gigante a Courchevel;
  • centra risultati in slalom a Lienz;
  • trova due 3° posti nelle prove veloci di Cortina d’Ampezzo, sia in discesa che in super-G.

Non c’è solo il gesto tecnico. C’è il messaggio: anche quando il fisico la mette alla prova, lei trova il modo di tornare competitiva.

Pechino 2022: bronzo in gigante e secondo oro olimpico in combinata

Ai Giochi Olimpici di Pechino 2022 Michelle arriva lontana dalla condizione ideale. Ma la sua storia dimostra che certe atlete si esaltano proprio quando il contesto è più complicato.

In Cina porta a casa:

  • una medaglia di bronzo nello slalom gigante, una delle discipline più dense di talento in assoluto;
  • un secondo oro olimpico in combinata alpina, confermando il titolo vinto a Pyeongchang 2018.

Due Olimpiadi consecutive, due ori nella stessa specialità. Non è solo un dettaglio statistico: è la prova che Michelle, nella combinata, è stata per anni un punto di riferimento mondiale.

La sua vittoria contribuisce anche a una spedizione da record per la Svizzera, che nello sci alpino porta a casa cinque ori olimpici in quell’edizione.

Il palmarès di Michelle Gisin

Se si mettono in ordine i risultati, il quadro è chiaro. Il palmarès di Michelle Gisin comprende:

  • Olimpiadi invernali
    • 2× oro in combinata alpina (Pyeongchang 2018, Pechino 2022)
    • 1× bronzo in slalom gigante (Pechino 2022)
  • Campionati del Mondo
    • 1× argento in combinata alpina (St. Moritz 2017)
  • Coppa del Mondo
    • 1 vittoria (slalom di Semmering 2020)
    • oltre 20 podi complessivi distribuiti tra slalom, gigante, discesa, super-G e combinata
    • più di 100 top-10 in carriera
    • miglior risultato in classifica generale: nella stagione 2020–2021

Un curriculum che la inserisce tra le protagoniste assolute dello sci alpino del suo tempo.

La famiglia Gisin: tre fratelli, un solo destino

Nel racconto di Michelle è impossibile separare del tutto la sua storia da quella della famiglia.

I Gisin sono un vero e proprio “clan” dello sci:

  • Dominique ha raggiunto l’apice con l’oro olimpico in discesa;
  • Marc ha vissuto la durezza delle prove veloci, tra gare iconiche e cadute pesanti.

Michelle è la terza, quella che arriva dopo due fratelli già affermati. In tante interviste ha spiegato come, da bambina, vedere i loro nomi sui tabelloni e alle Olimpiadi le sembrasse quasi normale. Di fatto, quella normalità le ha allargato lo sguardo: se ce l’hanno fatta loro, posso farcela anch’io.

Vita privata: la relazione con Luca De Aliprandini

Sul fronte personale, Michelle Gisin è legata allo sciatore italiano Luca De Aliprandini, specialista dello slalom gigante in Coppa del Mondo.

Lui, trentino, da anni è uno dei punti fermi dell’Italia in gigante. Lei, doppia campionessa olimpica, è uno dei simboli della Svizzera.

Insieme formano una delle coppie più note del circo bianco, divisa tra allenamenti, trasferte, gare e momenti di pausa nelle località di montagna.

Luca ha raccontato più volte quanto il loro rapporto sia anche una forma di sostegno psicologico, perché condividere lo stesso tipo di pressione, in uno sport così esigente, fa la differenza.

Infortuni, cadute e ripartenze

Nello sci di alto livello la linea tra successo e ospedale è sottile. Michelle lo sa bene.

Oltre agli acciacchi tipici di chi vive da anni tra gare e allenamenti, ha dovuto affrontare:

  • la mononucleosi, che le ha complicato la preparazione 2021–2022;
  • le normali conseguenze fisiche del logorio di una carriera lunga, fatta di viaggi, rischi e continua esposizione al limite.

La costante, però, è sempre la stessa: non si è mai fermata alla prima difficoltà. Ogni volta che qualcosa l’ha rallentata, ha trovato un modo per rientrare in pista competitiva.

Il grave incidente a St. Moritz nel dicembre 2025

Il capitolo più delicato della sua storia recente è legato a un incidente molto serio avvenuto nel dicembre 2025.

Durante un allenamento di discesa libera a St. Moritz, in vista degli impegni di Coppa del Mondo, Michelle cade in modo violento:

  • l’intervento dei soccorsi è immediato, viene immobilizzata in pista;
  • viene elitrasportata in ospedale per accertamenti e cure urgenti;
  • dai primi riscontri emerge un trauma cervicale che richiede intervento chirurgico, oltre a problemi a ginocchio e polso.

La notizia che tutti aspettavano, fortunatamente, arriva nelle ore successive: Michelle è cosciente e muove braccia e gambe, un punto fondamentale quando il collo è coinvolto.

I medici però invitano alla prudenza. Prima della carriera e dei risultati, viene la salute complessiva. Il futuro sportivo, in quel momento, passa inevitabilmente in secondo piano.

In quei giorni il compagno Luca De Aliprandini racconta che una delle sue gare successive è stata la più dura della sua vita, perché è sceso in pista con la mente occupata dall’incidente di Michelle, rispettando però la volontà di lei che gli aveva chiesto di gareggiare lo stesso.

L’episodio apre interrogativi inevitabili sulle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, che erano il grande obiettivo successivo della sua carriera. Molto dipenderà dai tempi di recupero e da come il corpo risponderà dopo l’operazione.

Progetti oltre lo sci e visione del dopo-carriera

Parallelamente ai risultati sportivi, Michelle Gisin ha iniziato a guardare anche oltre.

Negli ultimi anni ha:

  • collaborato con brand assicurativi e finanziari, parlando di pianificazione del futuro e gestione della vita dopo il ritiro;
  • lavorato come ambassador per marchi legati al mondo dello sport, della montagna e dell’orologeria;
  • usato i social non solo per mostrare gare e allenamenti, ma anche momenti familiari, riflessioni sui periodi duri, retroscena di spogliatoio e di squadra.

Non si limita quindi a vivere nel presente dell’agonismo, ma sta costruendo una base per il domani, consapevole che una carriera sugli sci, anche la più luminosa, ha una durata limitata.

Perché Michelle Gisin conta così tanto nello sci di oggi

Guardando la storia di Michelle Gisin nel suo complesso, si capisce perché il suo nome è destinato a restare.

  • è una delle poche polivalenti vere del circuito moderno, capace di lottare in più specialità;
  • ha vinto due ori olimpici in combinata in edizioni consecutive, più un bronzo in gigante;
  • è tornata ai vertici dopo una malattia debilitante;
  • si è affermata in una famiglia di campioni senza vivere all’ombra dei fratelli;
  • è diventata un’icona per lo sci svizzero e un esempio di gestione lucida della propria carriera.

L’incidente di St. Moritz del 2025 segna una nuova fase, piena di incognite. Ma tutto quello che ha fatto finora racconta un profilo preciso: Michelle Gisin è un’atleta che non si arrende al primo ostacolo. E qualunque sarà il suo futuro agonistico, il posto che si è guadagnata nella storia dello sci alpino è già al sicuro.