Per chi lavora nella scuola il 2026 non sarà un anno qualunque. Dopo mesi di attesa, rinvii e buste paga “bloccate” sull’indennità di vacanza contrattuale, tra gennaio e febbraio 2026 dovrebbero finalmente arrivare arretrati e aumenti di stipendio per docenti e personale ATA, legati al rinnovo del CCNL Istruzione e Ricerca 2022-2024.
Vediamo con calma cosa significa, quali cifre sono in gioco e cosa aspettarsi concretamente sul cedolino.
Perché arrivano arretrati e aumenti alla scuola nel 2026
Il punto di partenza è semplice: il contratto scuola 2019-2021 è scaduto da tempo e il rinnovo 2022-2024 è arrivato in forte ritardo. Nel frattempo, a docenti e ATA è stata riconosciuta solo la classica indennità di vacanza contrattuale, cioè un piccolo anticipo provvisorio in attesa del vero aumento.
Con la firma del nuovo CCNL 2022-2024 per il comparto Istruzione e Ricerca:
- vengono fissati i nuovi stipendi tabellari;
- si calcolano gli arretrati maturati nei mesi/anni in cui lo stipendio era fermo ma il contratto era già “in ritardo”.
Il risultato è doppio:
- da un lato, lo stipendio mensile aumenta in modo stabile;
- dall’altro, vengono riconosciuti arretrati in un’unica soluzione (o in poche mensilità), che andranno a gonfiare il cedolino dei primi mesi del 2026.
Arretrati docenti e ATA 2026: a quanto possono arrivare
Le cifre variano a seconda di:
- profilo (docente, collaboratore scolastico, assistente, DSGA, ecc.);
- grado di scuola e ordine di appartenenza;
- anzianità di servizio (fascia stipendiale).
Le stime più diffuse e coerenti tra loro indicano:
- per molti docenti un totale di arretrati compreso tra circa 1.600 e oltre 2.200 euro lordi;
- per il personale ATA importi mediamente più bassi ma comunque significativi, che possono superare i 1.200–1.500 euro lordi, salendo per le posizioni più alte (assistenti amministrativi, tecnici, DSGA).
Si tratta di cifre lordo dipendente, quindi non è quello che si vedrà netto sul conto. L’impatto effettivo dipende da:
- aliquota IRPEF personale;
- eventuali detrazioni;
- regime di tassazione usato per gli arretrati.
Come vengono tassati gli arretrati: perché si parla di tassazione separata
Gli arretrati di anni precedenti in genere non vengono tassati come un normale stipendio mensile. Nella maggior parte dei casi si applica la cosiddetta tassazione separata, che serve a evitare che una somma tutta concentrata in un solo mese faccia “saltare” le aliquote IRPEF come se fosse guadagno ordinario di quell’anno.
In pratica:
- gli arretrati vengono trattati come redditi riferiti ad anni passati;
- l’Agenzia delle Entrate ricalcola un’aliquota media;
- in diversi casi può essere più conveniente rispetto alla tassazione piena sul mese.
Questo non significa che gli arretrati siano esentasse, ma che il netto in busta potrebbe essere leggermente più alto rispetto a quanto ci si aspetterebbe applicando le aliquote del mese “secco”.
Aumenti stipendio docenti dal 2026: quanto sale il cedolino
Il CCNL 2022-2024 prevede incrementi mensili stabili per i docenti, che entrano a regime nel 2026.
In media, le tabelle parlano di:
- circa 140-150 euro lordi al mese di aumento medio per i docenti, su 13 mensilità.
Tradotto in termini più concreti:
- il netto effettivo in busta paga è più basso, perché tra lordo e netto si perdono contributi e imposte;
- le simulazioni più prudenti indicano, per molti docenti, un aumento netto tra i 50 e gli 80-90 euro al mese, a seconda del livello di stipendio e delle condizioni personali.
Non è una rivoluzione, ma è un salto comunque visibile, soprattutto dopo anni di stipendi sostanzialmente fermi.
Aumenti stipendio ATA dal 2026: cosa cambia per collaboratori e assistenti
Anche il personale ATA beneficia del rinnovo contrattuale, con importi commisurati alla qualifica.
In linea di massima:
- i collaboratori scolastici vedranno un aumento lordo mensile inferiore rispetto ai docenti, ma comunque sensibile sul cedolino;
- assistenti amministrativi e tecnici avranno incrementi un po’ più alti;
- i DSGA (Direttori dei servizi generali e amministrativi) potranno contare su aumenti mediamente più consistenti, anche oltre i 140 euro lordi mensili.
Anche qui vale la stessa regola: tra lordo e netto c’è una bella differenza, ma la busta paga 2026 sarà più alta di quella del 2025, a parità di orario e incarico.
Quando arrivano davvero arretrati e aumenti nel 2026
La domanda che tutti si fanno è sempre la stessa: “In quale mese vedrò i soldi?”.
La finestra indicata come più probabile è:
- gennaio 2026 oppure
- febbraio 2026, se le procedure tecniche (NoiPA, autorizzazioni, registrazioni) dovessero allungarsi.
Ci sono tre passaggi da tenere d’occhio:
- Fine dell’indennità di vacanza contrattuale: in busta paga spariscono le voci provvisorie legate all’IVC.
- Arrivo degli aumenti tabellari: il nuovo stipendio base viene aggiornato e diventa stabile.
- Pagamento degli arretrati: può essere un’unica tranche oppure distribuito, ma la maggior parte delle simulazioni punta su un cedolino particolarmente pesante ad inizio 2026.
È possibile che per alcuni contratti o situazioni specifiche ci sia qualche scarto temporale, ma la fascia temporale resta quella.
CCNL 2022-2024 e nuovo contratto 2025-2027: cosa c’è dopo
Gli aumenti e gli arretrati di cui si parla ora sono legati al contratto 2022-2024. Nel frattempo, però, si apre già la partita del CCNL 2025-2027, che dovrebbe portare un ulteriore step di crescita.
Le prime indicazioni citano:
- nuovi incrementi medi lordi mensili (anche qui si parla di cifre nell’ordine dei 140 euro medi lordi, da confermare con i testi definitivi);
- possibile introduzione di buoni pasto o strumenti simili per il personale scolastico, tema di cui si discute da anni e che potrebbe finalmente trovare spazio nel nuovo contratto.
Qui però entriamo in un terreno ancora in movimento:
- servono gli atti di indirizzo ufficiali;
- occorre che ci siano coperture nella legge di bilancio;
- bisogna attendere la firma definitiva del nuovo CCNL.
Gli arretrati e gli aumenti di cui si parla per il 2026, invece, sono già agganciati al contratto firmato per il triennio precedente.
Cosa vedrà in pratica un docente o un ATA nel cedolino 2026
Provando a riassumere in modo molto concreto, un lavoratore della scuola nel 2026 potrà aspettarsi:
- uno stipendio mensile più alto rispetto al 2025, grazie al nuovo tabellare;
- una voce di arretrati (o più di una) che copre il periodo di vacanza contrattuale, con importi che:
- per i docenti possono superare i 1.600-2.000 euro lordi;
- per il personale ATA si attestano su qualche centinaio di euro in meno, con differenze legate ai profili e all’anzianità;
- un netto in tasca che, a conti fatti, sarà:
- più interessante nel mese in cui verranno pagati gli arretrati;
- un po’ più alto ogni mese, in modo strutturale, grazie agli aumenti.
Per avere la cifra esatta caso per caso servirà aspettare il cedolino NoiPA aggiornato, ma il quadro generale ormai è abbastanza definito.
Domande frequenti su arretrati e aumenti docenti e ATA 2026
Gli arretrati arrivano tutti in un solo mese?
Nella maggior parte dei casi sì, sotto forma di un’unica voce (o poche voci) nel cedolino, ma non si può escludere a priori una suddivisione in più mensilità se le procedure tecniche lo richiederanno.
Gli arretrati sono uguali per tutti?
No. Cambiano in base a profilo, ordine di scuola, fascia di anzianità e decorrenza del servizio. Un docente di scuola superiore con molti anni di servizio avrà arretrati diversi da un docente neoimmesso o da un collaboratore scolastico.
L’aumento netto mensile sarà “visibile”?
Sì, ma non bisogna aspettarsi cifre stravolgenti. In molti casi l’aumento netto sarà nell’ordine di qualche decina di euro al mese. Il vero “salto” si avvertirà soprattutto nel mese in cui verranno pagati gli arretrati.
Ci saranno altri aumenti dopo il 2026?
Se il CCNL 2025-2027 verrà firmato nei tempi e con le risorse già annunciate, è probabile un secondo step di aumenti tra il 2027 e il 2028. Per ora, però, si tratta di un percorso ancora in costruzione.
Il 2026, insomma, sarà l’anno in cui la scuola vedrà finalmente materializzarsi in busta paga parte di quanto atteso da tempo: arretrati che chiudono il buco degli anni di vacanza contrattuale e aumenti che alzano, anche se non in modo clamoroso, il livello degli stipendi di docenti e ATA. Per molti, dopo anni di attesa e promesse, sarà comunque un passaggio concreto e molto atteso.
“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






