Negli ultimi anni il suo nome è spuntato ovunque: sui muri dei social, sui palchi dei festival, sul tappeto dell’Ariston, fino alla pista lucida di Ballando con le stelle. Rosa Chemical è uno di quei personaggi che spaccano il pubblico: o ti intriga o ti manda di traverso il prime time. In mezzo, praticamente, non c’è niente.
Ma chi c’è davvero dietro il trucco, le tute aderentissime, le provocazioni e i balletti sensuali del sabato sera?
Età, origini e vero nome di Rosa Chemical
Partiamo dalle basi. Rosa Chemical è lo pseudonimo di Manuel Franco Rocati, artista nato nel 1998 nella cintura di Torino, tra i comuni di Rivoli e Grugliasco, e cresciuto ad Alpignano.
Ha quindi 27 anni e porta in scena un mix piuttosto insolito per il panorama italiano: rap, elettronica, pop, immaginario queer e attitudine punk.
Il suo nome d’arte è già un racconto:
- “Rosa” è un omaggio diretto alla madre,
- “Chemical” è un richiamo dichiarato ai My Chemical Romance, band che ha segnato la sua adolescenza.
Dietro il personaggio, insomma, c’è il ragazzo di provincia cresciuto tra graff e musica, che ha trasformato la propria biografia in estetica.
Genitori, padre imprenditore e una madre che si chiama Rosa
La famiglia ha un ruolo fortissimo nel suo racconto pubblico.
La madre, Rosa, di mestiere estetista, è la figura a cui è legatissimo e a cui deve non solo il nome d’arte ma anche una certa disinvoltura nel giocare con trucco, corpo e immagine. L’ha raccontato più volte: la normalità di vedere un uomo truccarsi, in casa, non è mai stata un tabù.
Il padre viene descritto come imprenditore che a un certo punto si trasferisce all’estero. È una presenza importante ma laterale, sullo sfondo di una crescita che si svolge perlopiù in provincia, fra amici, spray, musica e quella voglia di “scappare” che in molti riconoscono.
È in questi anni che Manuel si avvicina prima alla street art, ai graffiti, e solo dopo alla musica. L’idea di “sporcarsi le mani” con i muri, prima ancora che con i beat.
I primi pezzi e la svolta Gucci
La sua traiettoria non è quella del talent show. Nasce sottotraccia, nei giri rap e trap.
Nel 2018 arriva il primo vero colpo di coda: il singolo “Kournikova”, distribuito online, con quell’aria da ragazzino che mescola ironia, sesso, pose da modello e riferimenti pop. Nello stesso periodo aggancia il mondo della moda: diventa modello per Gucci, prestando il suo volto a campagne e passerelle che lo catapultano improvvisamente in un immaginario patinato.
Pochi anni e il quadro si fa più chiaro:
- collabora con produttori della nuova scena,
- pubblica singoli come “Rovesciata”, “Fatass”, “Alieno”,
- fa uscire l’EP e poi l’album “Forever”, dove già si vede tutto: testi espliciti, riferimenti alle sostanze, desiderio fluido, nessun rispetto per i confini di genere.
Il ragazzo che disegnava sui muri diventa volto di Gucci e voce di un certo disagio metropolitano, impacchettato in un’estetica studiata al millimetro.
Rosa Chemical modello per Gucci e icona di stile
Il capitolo moda non è un dettaglio. È uno dei tasselli che spiegano perché Rosa Chemical “funzioni” così bene in video.
La collaborazione con Gucci lo inserisce da subito in una narrativa precisa: androginia, sperimentazione, lusso e distorsione. Non il classico rapper da tuta e cappuccio, ma un corpo che cambia forma:
- corsetti e pellicce sintetiche,
- eyeliner pesante e labbra lucide,
- abiti che mescolano femminile e maschile senza chiedere permesso a nessuno.
Quell’immagine rimbalza poi nei videoclip, nelle copertine, nei set fotografici, e diventa parte del suo marchio di fabbrica. Prima ancora che un cantante, Rosa Chemical è un personaggio visivo, una figura riconoscibile in mezzo a decine di volti standardizzati.
Sanremo, “Made in Italy” e il bacio che ha fatto saltare il banco
Il grande pubblico lo scopre davvero con Sanremo.
Prima sfiora il festival nella serata cover, poi nel 2023 entra in gara tra i Big con “Made in Italy”: un brano a metà tra inno libertino e manifesto della diversità, pieno di doppi sensi, riferimenti alla cultura pop e un’ironia tagliente sull’idea di italianità “da cartolina”.
La canzone si piazza a metà classifica, ma non è il piazzamento a restare. È la scena che tutti ricordano:
Rosa scende dalla scalinata, raggiunge Fedez in platea, gioca pesante tra allusioni, giri di bacino, e poi lo trascina sul palco per un bacio in bocca in diretta. È il cortocircuito perfetto:
- la tv generalista del sabato sera,
- la coppia più osservata d’Italia,
- un artista gender fluid che spinge sul pedale della provocazione.
Ne esce una tempesta mediatica: polemiche politiche, discussioni sul consenso, dibattiti tv, indagini poi archiviate, analisi sull’opportunità di gesti del genere in prima serata.
Per lui non è solo un picco di notorietà. In più interviste ha raccontato il “dopo” come un periodo di crisi vera: troppo rumore, troppe letture forzate, la sensazione di essere diventato il “caso” e non più l’artista. Tanto da arrivare a cestinare un disco già pronto perché non si riconosceva più nel personaggio che gli altri avevano costruito su di lui.
Ballando con le stelle 2025: il ragazzo che balla, si espone e viene friendzonato
Nel 2025 Rosa Chemical entra nell’universo Milly Carlucci: partecipa a “Ballando con le stelle”, affiancato dalla maestra Erica Martinelli.
È un innesto curioso: il “ragazzo dello scandalo di Sanremo” dentro uno dei programmi più rodati e nazional-popolari della Rai. Sul parquet porta esattamente quello che ci si aspetta da lui (e forse anche qualcosa di più):
- coreografie molto fisiche,
- abbracci, prese, sguardi che giocano apertamente con l’erotico,
- look che restano perfettamente nel suo registro, tra latex, glitter e sartoria.
Con il passare delle puntate, da “quota trasgressiva” diventa uno dei concorrenti più seguiti. La stampa televisiva lo definisce “la sorpresa delle ultime settimane”: tecnicamente migliora, in pista si diverte, in studio si emoziona.
E poi c’è il pezzo di romanzo che il pubblico ama: il corteggiamento dichiarato verso Erica. In tv è lui stesso a raccontare di essere stato “friendzonato” dalla maestra, tra risate e piccole ammissioni: “Io non demordo mai, fino all’ultimo ci provo”.
La narrativa si sposta: non è più solo il corpo provocatorio di Sanremo, ma il ragazzo che balla, flirta, viene rifiutato e trasforma il rifiuto in autoironia.
Fidanzata, amori, orientamento: cosa si sa davvero della vita privata
Capitolo sempre gettonatissimo: vita sentimentale.
Rosa Chemical, di suo, ha spiegato più volte di non sentirsi dentro categorie rigide:
- si è definito pansessuale,
- ha dichiarato di credere poco nella monogamia tradizionale,
- ha raccontato di vivere relazioni e desiderio in modo fluido e non etichettabile.
Sul fronte gossip, nel tempo sono usciti vari nomi:
- in passato si è parlato di una relazione con la creator Bibi Santi;
- negli ultimi anni molte cronache di spettacolo indicano come sua fidanzata la content creator Linda Stabilini, nota online come “Queen dei Manzi”, con cui è stato spesso paparazzato e che compare al suo fianco in alcuni contenuti social.
Si tratta però di notizie non “ufficiali”, più reperibili nel circuito di entertainment che in comunicati formali. Per questo, quando si scrive di lui, è più corretto parlare di compagna “secondo i gossip” e non di relazione dichiarata nero su bianco.
Quello che di certo emerge, al di là dei nomi, è un rapporto molto libero con l’amore e con la rappresentazione del desiderio, coerente con tutto il suo immaginario artistico.
Curiosità su Rosa Chemical
- Prima della musica e della moda, il suo primo amore sono stati i graffiti: l’idea di lasciare un segno sui muri prima che sui social.
- Ha vissuto un post-Sanremo traumatico, tanto da ammettere di essersi chiuso in casa e di aver buttato un intero progetto discografico concluso.
- Il nome scelto per la madre, Rosa, è uno dei pochi punti “teneri” di un personaggio costruito quasi sempre per disturbare, spiazzare, esagerare.
- A Ballando con le stelle ha mostrato la parte meno “intoccabile”: fatica, emozione, timidezza dietro i costumi, e il coraggio di raccontare pubblicamente un rifiuto sentimentale.
FAQ su Rosa Chemical
Quanti anni ha Rosa Chemical?
Rosa Chemical è nato nel 1998 e nel 2025 ha 27 anni.
Come si chiama davvero Rosa Chemical?
Il suo nome all’anagrafe è Manuel Franco Rocati.
Perché si chiama Rosa Chemical?
“Rosa” è un omaggio alla madre, mentre “Chemical” richiama i My Chemical Romance, band simbolo della sua adolescenza.
Chi è il padre di Rosa Chemical?
Il padre viene descritto come imprenditore trasferitosi all’estero. È una figura presente ma poco esposta mediaticamente; molto più spesso l’artista parla della madre.
Rosa Chemical è fidanzato?
Negli ultimi tempi è stato spesso associato, a livello di gossip, alla creator Linda “Queen dei Manzi” Stabilini, indicata come sua fidanzata. Lui, però, parla soprattutto di pansessualità e di un’idea di amore non monogama, lasciando volutamente le etichette sullo sfondo.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






