Chi è Donato Carrisi? Età, libri, vita privata e perché lo scambiano per il figlio di Al Bano

Daniela Devecchi

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Chi è Donato Carrisi? Età, libri, vita privata e perché lo scambiano per il figlio di Al Bano

A molti capita ancora di confondersi: sentono il cognome Carrisi, pensano subito a Al Bano, e danno per scontato che Donato Carrisi sia uno dei suoi figli.
Non è così.
È un’altra storia. E, per chi ama i thriller, è una storia enorme.

Donato Carrisi è oggi uno degli scrittori italiani più letti al mondo. Ha portato il noir nostrano in classifica ovunque, ha scritto sceneggiature, ha girato film, riempie teatri e librerie ogni volta che esce un suo romanzo. E intanto, con molta pazienza, continua a spiegare che con il cantante di Cellino San Marco condivide solo il cognome e la Puglia.

Età, origini e studi

Donato Carrisi è nato il 25 marzo 1973 a Martina Franca, in provincia di Taranto.
È pugliese fino al midollo: paesaggi bianchi, pietra, vento, silenzi lunghi. Chi lo intervista spesso nota come quella luce del Sud, in qualche modo, entri anche nei suoi libri, anche quando racconta storie nerissime.

Dopo il liceo classico, studia Giurisprudenza all’università e si laurea con una tesi che dice molto su di lui: un lavoro sul caso di Luigi Chiatti, il “mostro di Foligno”. Fin da giovane, insomma, si immerge nei meandri della cronaca nera e nella mente di chi commette il male.

Non si ferma lì. Si specializza in criminologia e scienze del comportamento. Sono anni in cui consuma fascicoli, atti giudiziari, perizie. Tutto questo diventerà, più avanti, la materia viva dei suoi romanzi.

Carriera: come è diventato il re del thriller italiano

Prima di esplodere come scrittore, Carrisi lavora a lungo come autore per la TV e sceneggiatore. Firma testi per fiction e film, collabora con produzioni importanti, impara i tempi del racconto per immagini: come costruire una scena, come chiudere un episodio, dove piazzare il colpo di scena.

Poi arriva il romanzo che cambia tutto: “Il suggeritore”.
Il libro diventa un caso editoriale, vince premi, viene tradotto ovunque. Il pubblico scopre un autore capace di tenere insieme indagine, psicologia, struttura da giallo classico e tensione da cinema.

Da lì in poi il suo nome diventa sinonimo di thriller “alla Carrisi”: atmosfere cupe, misteri a più strati, personaggi spezzati, bambini, colpe mai del tutto risolte.

Libri principali: le saghe e i personaggi

La bibliografia completa è lunghissima, ma ci sono alcuni mondi narrativi che tornano continuamente.

La saga di Mila Vasquez

È la serie che ha fatto innamorare tanti lettori del suo modo di scrivere.
Al centro c’è Mila Vasquez, investigatrice specializzata in bambini scomparsi, personaggio ruvido, solitario, pieno di ombre.

Ne fanno parte romanzi come:

  • “Il suggeritore”
  • “L’ipotesi del male”
  • “L’uomo del labirinto”
  • “Il gioco del suggeritore”

Qui il male ha spesso il volto dei serial killer, ma non solo: si insinua nelle famiglie, nella burocrazia, nei dettagli che nessuno guarda.

Marcus e Sandra: il lato “sacro” del thriller

Un’altra linea narrativa è quella che ruota attorno a Marcus, penitenziere, e Sandra, fotografa di scena della scientifica.
In questi libri l’azione si sposta a Roma, nei corridoi del Vaticano, tra chiese, archivi, simboli.

Titoli come:

  • “Il tribunale delle anime”
  • “Il cacciatore del buio”
  • “Il maestro delle ombre”

mischiano giallo, esoterismo, storia, religione. Sono romanzi in cui il confine tra luce e tenebra è più morale che fisico.

Pietro Gerber e “la casa” come luogo del segreto

Negli ultimi anni è arrivata un’altra figura forte: Pietro Gerber, psicologo chiamato “l’addormentatore di bambini”.
Vive e lavora a Firenze, e il suo lavoro è entrare nella mente dei più piccoli, spesso per sbloccare ricordi che tutti vorrebbero tenere sepolti.

Da questo filone nascono romanzi come:

  • “La casa delle voci”
  • “La casa senza ricordi”
  • “La casa delle luci”
  • “La casa dei silenzi”

Ogni volta, la casa diventa un personaggio: piena di bisbigli, oggetti, tracce di qualcosa che è successo e che nessuno vuole nominare.

I romanzi più recenti

Negli ultimi anni Carrisi non si è fermato un attimo.
Accanto alle saghe, pubblica storie autonome, sperimenta, si muove su registri diversi. Tra le uscite più recenti spicca “La bugia dell’orchidea”, thriller legato a una vecchia strage familiare, con una donna che torna a indagare su quello che è davvero accaduto anni prima.

Sempre la stessa domanda sullo sfondo: quanto siamo disposti a credere alle bugie che ci proteggono?

Dal libro al film: la regia

A un certo punto, lo scrittore torna al cinema. Ma questa volta non solo con la penna: con la macchina da presa.

Firma come regista:

  • “La ragazza nella nebbia” – tratto dal suo romanzo, con Toni Servillo e Jean Reno
  • “L’uomo del labirinto” – con Dustin Hoffman e ancora Servillo
  • “Io sono l’abisso” – dal libro omonimo

Non sono semplici trasposizioni. Portano in sala le stesse atmosfere che il lettore trova sulla pagina: niente sangue gratuito, molta tensione psicologica, paesaggi che sembrano riflettere lo stato d’animo dei personaggi.

Per il debutto alla regia riceve anche un premio importante come miglior regista esordiente, segno che il passaggio dalla parola alle immagini gli è riuscito alla grande.

Vita privata e profilo pubblico

Sulla vita privata, Carrisi rimane piuttosto discreto.
Parla della Puglia, degli anni di studio, delle sue ossessioni narrative, del modo in cui costruisce le indagini. Ma evita di trasformare la propria biografia in un romanzo continuo.

Negli incontri con il pubblico, colpisce sempre il contrasto: libri nerissimi, autore sorridente e pacato, grande autoironia. Racconta spesso quanto lo affascini la zona grigia dell’essere umano, quel punto in cui la persona comune potrebbe, in certe condizioni, fare qualcosa di irreparabile.

Perché lo scambiano per il figlio di Al Bano

Ed eccoci al nodo che crea più confusione online e nelle chiacchiere da bar.

I motivi sono semplici:

  • si chiama Carrisi, come Al Bano
  • è pugliese, come Al Bano
  • è diventato famoso, anche lui

Risultato: capita che tassisti, lettori distratti, gente agli eventi lo salutino convinti che sia il figlio del cantante.
Lui la prende con filosofia, racconta episodi divertenti (come chi gli chiede di “salutare il maestro”) ma precisa sempre che non c’è nessuna parentela.

I figli di Al Bano, infatti, sono altri e ormai li conoscono tutti: Ylenia, Yari, Cristèl, Romina Jr, Jasmine e Albano Jr detto Bido.
In quell’elenco Donato non c’è.
È solo un curioso corto circuito di cognome e provenienza.

Domande frequenti su Donato Carrisi

Quanti anni ha Donato Carrisi?
È nato il 25 marzo 1973, quindi ha 52 anni.

Da dove viene Donato Carrisi?
È originario di Martina Franca, in provincia di Taranto, in Puglia.

Che studi ha fatto?
Si è laureato in Giurisprudenza

Quali sono i suoi libri più famosi?
“Il suggeritore”**, *“Il tribunale delle anime”*, *“La ragazza nella nebbia”*, *“La casa delle voci”*, oltre ai romanzi più recenti come *“La casa dei silenzi”* e “La bugia dell’orchidea”.

È davvero il figlio di Al Bano Carrisi?
No. Non è il figlio di Al Bano, e non risulta alcun legame di parentela. La confusione nasce solo dal cognome in comune e dal fatto che entrambi sono pugliesi.