Napoli, Rione Traiano: chi è il 46enne che ha scelto di andare in galera piuttosto che stare con la moglie?

Daniela Devecchi

Napoli, Rione Traiano: chi è il 46enne che ha scelto di andare in galera piuttosto che stare con la moglie?

Succede a Napoli, al Rione Traiano. E non è una storia qualunque. Un uomo di 46 anni, volto già conosciuto alle forze dell’ordine, arriva davanti alla caserma dei carabinieri in tarda serata. Non corre. Non scappa. Bussa. Vuole parlare. E soprattutto vuole andarsene da casa. Per sempre, almeno per ora.

Poco prima ha litigato con la moglie. Una discussione pesante, di quelle che non finiscono con una porta sbattuta. Lui racconta di aver scoperto tradimenti. Dice che non riesce più a reggere la situazione. Nella testa, ammette, cominciano a girare pensieri brutti. Pensieri che fanno paura anche a lui.

La decisione presa di notte

Sono le 22.15 quando l’uomo entra nella stazione dei carabinieri del quartiere. È pallido, sudato, parla in continuazione. La voce trema. Chi gli sta davanti capisce subito che qualcosa non va.

Ripete una frase più volte: non vuole tornare a casa. Non vuole rivedere sua moglie. Dice che preferisce qualsiasi altra cosa.

Poi fa un gesto inatteso.

L’involucro dalla tasca

Durante il racconto, il 46enne infila la mano in tasca e tira fuori un involucro. Lo poggia sul tavolo. Dentro ci sono quasi 50 grammi di cocaina.

I carabinieri restano per un attimo interdetti. Il test chiarisce subito ogni dubbio: è droga. La perquisizione continua e nella borsa a tracolla dell’uomo saltano fuori altri 5 grammi della stessa sostanza e 260 euro in contanti, banconote di piccolo taglio.

Lui non prova a negare nulla. Anzi.

La confessione senza esitazioni

Spiega che quella cocaina era destinata allo spaccio. Dice che quei soldi arrivano proprio da lì. Non cerca scuse, non chiede comprensione. Al contrario, sembra sollevato.

Ripete una cosa sola: vuole andare in galera. Meglio una cella che continuare a vivere sotto lo stesso tetto con la moglie. Meglio perdere la libertà che rischiare di fare qualcosa di irreparabile.

L’arresto inevitabile

A quel punto, per i carabinieri non ci sono alternative. L’uomo viene arrestato per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. Non scattano i domiciliari. Viene portato in camera di sicurezza, dove resterà in attesa del giudizio.

Una storia che parte da una lite domestica e finisce con un arresto, ma che racconta soprattutto una frattura personale profonda.