C’è stato un momento, tra il 2023 e il 2024, in cui il nome di Gennaro Sangiuliano era ovunque. Ministero della Cultura, polemiche quotidiane, interviste, retroscena. Poi, all’improvviso, il silenzio. O quasi.
Che fine ha fatto davvero l’ex ministro travolto dal cosiddetto caso Boccia? È uscito di scena o ha semplicemente cambiato posto?
La risposta, come spesso accade, è più sfumata di quanto sembri.
Dalla scrivania del Ministero allo scandalo mediatico
Gennaro Sangiuliano, napoletano, classe 1962, arriva al Ministero della Cultura nell’ottobre 2022, scelto da Giorgia Meloni all’interno del primo governo a guida Fratelli d’Italia. Giornalista di lungo corso, ex direttore del TG2, autore di saggi storici e politici, è una figura che il centrodestra considera solida, identitaria, affidabile.
Per mesi il suo mandato procede tra luci e ombre, come spesso accade ai ministri della Cultura. Poi, nel 2024, esplode il caso.
Il nome di Maria Rosaria Boccia entra improvvisamente nel dibattito pubblico. Foto, messaggi, racconti di una relazione personale che si intreccia — almeno mediaticamente — con l’attività istituzionale. Si parla di accessi al ministero, di viaggi, di ruoli informali. Le accuse rimbalzano ovunque, spesso senza confini netti tra cronaca rosa e giudiziaria.
La pressione diventa insostenibile. A settembre 2024 Sangiuliano rassegna le dimissioni da ministro.
Una caduta rapida, pesante, sotto gli occhi di tutti.
Il caso Boccia: cosa è rimasto, cosa è caduto
Col passare dei mesi, molte delle ipotesi più gravi avanzate nelle fasi iniziali vengono ridimensionate.
Nel corso del 2025, le indagini a carico di Sangiuliano per peculato e rivelazione di segreti d’ufficio vengono archiviate. Nessuna condanna, nessun processo.
Resta però il segno politico e umano di uno scandalo che ha inciso profondamente sulla sua immagine pubblica. Perché, anche quando le aule di giustizia si svuotano, la memoria collettiva è meno rapida a voltare pagina.
E infatti la domanda continua a tornare: può davvero rientrare in gioco?
Il ritorno alla Rai (lontano dai riflettori italiani)
Nel frattempo, Sangiuliano non scompare.
Dal 1° aprile 2025 rientra ufficialmente in Rai, questa volta come corrispondente da Parigi. Una scelta non casuale: prestigiosa, ma defilata. Meno talk show, meno polemiche, più lavoro giornalistico puro.
Un ritorno alle origini, in un certo senso.
Parigi diventa il luogo della ricostruzione personale e professionale, lontano dal rumore della politica romana.
Ma la politica, si sa, raramente chiude davvero la porta.
La Campania e la candidatura che ha sorpreso molti
Ed eccoci al colpo di scena del 2025.
In vista delle elezioni regionali in Campania, Gennaro Sangiuliano decide di rimettersi in gioco. Si candida con Fratelli d’Italia, puntando sul territorio, sull’identità, su Napoli.
La campagna elettorale non passa inosservata. Uno slogan in particolare fa discutere:
“Make Naples Great Again”.
Un richiamo evidente al mondo trumpiano, con tanto di cappellini rossi. Ironia, provocazione o strategia? Le reazioni sono contrastanti, ma l’attenzione è garantita.
E alla fine i numeri parlano.
Il 25 novembre 2025, Sangiuliano viene eletto consigliere regionale della Campania, con circa 9.900 preferenze. Un risultato netto, che lo riporta ufficialmente nelle istituzioni. Nello stesso turno elettorale, Maria Rosaria Boccia — candidata con una propria lista — resta fuori dal Consiglio con un consenso marginale.
Un dato che, simbolicamente, chiude un cerchio.
Vita privata: moglie, figli e riservatezza
Sul fronte personale, Sangiuliano ha sempre mantenuto un profilo piuttosto discreto. È sposato e ha figli, ma ha scelto di tenere la sua famiglia lontana dall’esposizione mediatica, anche nei momenti più turbolenti.
Proprio questa separazione netta tra vita pubblica e privata è stata spesso sottolineata da chi lo conosce: una linea che non sempre lo ha protetto dalle polemiche, ma che non ha mai abbandonato.
Che figura è oggi Gennaro Sangiuliano?
Nel dicembre 2025, Gennaro Sangiuliano non è più ministro, ma non è nemmeno un ex scomparso.
È un politico eletto, un giornalista tornato in Rai, un personaggio che ha attraversato uno degli scandali più discussi degli ultimi anni ed è riuscito, nel bene o nel male, a rientrare in scena.
Piace o no, il suo percorso racconta molto dell’Italia di oggi: della velocità con cui si cade, della difficoltà di riabilitarsi, ma anche della possibilità — concreta — di tornare.
La vera domanda, ora, è un’altra:
questa seconda vita politica sarà più silenziosa o altrettanto esplosiva della prima?
La risposta, probabilmente, arriverà molto prima di quanto immaginiamo.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






